Plancia
dell'Enterprise NCC - 1701… Da qualche parte là fuori…
MCCOY: «Jim! Non più di cinque minuti fa due addetti
della stiva si sono presentati in infermeria!»
KIRK: «Spero niente di grave…»
MCCOY: «Non sono venuti per farsi medicare! Ma per sgomberare
parte dell'infermeria! Ho chiesto loro di conoscere il motivo di una
richiesta tanto insolita e con mia sorpresa mi sono visto arrivare
nella mia infermeria un'unità di stoccaggio! La prima di molte altre,
secondo l'ordine di carico!»
KIRK: «Lo so, Bones, abbiamo problemi di stivaggio.
Una delle stive è ancora contaminata dalle radiazioni e trattandosi
di generi alimentari non ho voluto rischiare. Si tratta di una soluzione
temporanea…»
MCCOY: «Jim! Abbiamo una nave enorme! Quei dannati affari
non potevano piazzarli in Sala Mensa? O nella Sala di Ricreazione?»
KIRK: «Si tratta di un carico davvero consistente.
Con il tenente Kurley abbiamo studiato un piano di immagazzinamento
che sfruttasse ogni minimo spazio della nave. Avrei preferito anch'io
evitare di occupare parte dell'infermeria, ma credimi, non c'è più
spazio nemmeno per uno spillo!»
MCCOY: «Spero ne valga almeno la pena! Di che si tratta?
Una colonia colpita da una carestia?»
KIRK: «Ehm…sì e no! Sono generi alimentari
per la colonia di Jesus III. La Federazione ci ha ordinato di consegnare
il carico entro domani.»
MCCOY: «Jesus III? Mai sentita! E da quando l'Enterprise,
la punta di lancia della Flotta Astrale, viene incaricata di svolgere
compiti nemmeno fosse un dannato cargo?»
SPOCK: «Da quando la Federazione ritiene che l'appoggio
dei coloni di Jesus III nel settore sia quanto meno d'importanza strategica
fondamentale. Un vascello di trasporto viaggia a velocità insufficiente
per rispettare i tempi della consegna.»
KIRK: «Grazie per la spiegazione, Spock.»
SPOCK: «Di nulla Capitano.»
MCCOY: «E risponda anche a questa domanda, caro il mio
Vulcaniano: da quando la Federazione deve guadagnarsi l'appoggio dei
propri coloni?»
SPOCK: «Da quando la colonia
di Jesus III ha dichiarato la sua indipendenza ottantatré anni
fa. Un terremoto molto violento ha messo in ginocchio le loro capacità
produttive due mesi fa. Con questo gesto la Federazione si augura
di aprire nuovamente i contatti con questa colonia che conta parecchi
migliaia di abitanti.»
MCCOY: «Capisco…generi di prima necessità allora. Beh!…la
mia infermeria può allora aspettare.»
KIRK: «Grazie, Bones.»
SPOCK: «Non proprio di prima
necessità.»
MCCOY: «Cosa intende? Jim! Cosa intende dire Spock con
"non proprio"?»
SPOCK: «Il carico che stiamo
trasportando è costituito da ventitré tonnellate di…»
KIRK: «Spock non occorre, lasci perdere. Non credo
che il dottore sia interessato a conoscere nei dettagli la natura
del carico.»
MCCOY: «Jim! Voi due come al solito mi state nascondendo
qualcosa! Avanti, Jim! Sputa il rospo! Cosa c'è in quei contenitori?»
KIRK: «Uff…Spock, vada avanti.»
SPOCK: «Sì Capitano,
dicevo che il carico è composto di ventitré tonnellate di dolci
tipici della Terra, dodici tonnellate di vino di vario tipo, due tonnellate
di statuine, due di palle colorate ed addobbi…»
MCCOY: «Dolci? Vino? Addobbi? Ma che diamine sta succedendo
in questo universo? Quei coloni anziché pensare a rimettere in sesto
le loro città si vogliono dare ai festeggiamenti? Forse sono tutti
pazzi e non so quanto convenga alla Federazione riprenderseli in casa!»
SPOCK:«In effetti la logica
di questa consegna è giustificata esclusivamente dal suo fine diplomatico.
Ma ammetto di essere rimasto molto perplesso circa la natura del carico.»
KIRK: «Signor Spock, come lei ben saprà - lei
Bones invece credo ne sia all'oscuro -, Jesus III è una colonia molto
particolare: cento anni fa migliaia di umani lasciarono la Terra per
cercarsi un pianeta dove creare una società che fosse basata esclusivamente
sui dogmi di una religione…»
SPOCK: «Quella cristiana
se non erro. Nata più di duemila anni fa nel bacino del mar Mediterraneo…»
KIRK: «Sì, ok Spock, può bastare, credo
che il dottore abbia capito.»
MCCOY: «Certo che ho capito! Non sarò saccente come quel
Vulcaniano, ma non sono nemmeno uno di quei dottori che al di fuori
della loro infermeria non hanno mai visto né sentito altro!»
SPOCK: «La sua reazione stizzita di poco fa sembrerebbe
indicare il contrario.»
MCCOY: «Vulcaniano impertinente! Io…»
KIRK: «Signori! Signori! Per favore…e mi lasci
finire!»
KIRK: «Ecco! Così!… Dicevo, su Jesus III vive
una delle più grandi comunità religiose della Federazione e dopo ben
ottant'anni di isolazionismo si è aperto un varco per un riallacciamento
dei rapporti. Questo è il senso della nostra missione.»
MCCOY: «D'accordo, Jim, ma non mi hai ancora spiegato
il motivo della curiosa natura del carico! Che se ne fanno di addobbi
e dolciumi?»
KIRK: «Diavolo Bones! Guarda il calendario e vedrai
anche tu che giorno è domani!»
MCCOY: «È lunedì…lunedì…c'è la visita mensile
agli addetti della Sala Macchine…»
SPOCK: «Seguendo il calendario
Astrale saremo in data 4952.02. Secondo quello Terrestre il venticinque
dicembre, secondo il calendario Andoriano…»
KIRK: «Spock, basta così, grazie!»
SPOCK:: «Come vuole, Capitano.»
KIRK: «Ha compreso ora?»
MCCOY: «Oh! Sì, certo, avevo dimenticato tale
ricorrenza. Nella mia famiglia non l'abbiamo mai festeggiata.»
KIRK: «Su Jesus III è invece uno dei giorni più
importanti dell'anno. E anche se si trovano in condizioni critiche,
non hanno voluto rinunciare a festeggiarlo secondo le loro tradizioni,
che poi non sono altro che antiche tradizioni terrestri cadute in
disgrazia là dove sono nate: la Terra.» SPOCK:
«Un comportamento davvero illogico. È tipico degli umani
considerare prioritarie sciocche tradizioni rispetto alle esigenze
concrete. La vostra storia è colma di esempi.»
KIRK: «Non posso darle torto, ma deve considerare
che per gli umani il fattore emotivo è determinante. Nei momenti di
crisi, ritagliarsi spazi di normalità ci aiuta a superarli meglio.
Probabilmente un carico di attrezzature mediche o industriali sarebbe
stato molto più utile a rimettere in sesto la loro economia…»
SPOCK: «Probabilmente, Capitano?»
KIRK: «D'accordo Spock, diciamo pure sicuramente.»
MCCOY: «Già! Per una volta sono d'accordo con lei, signor
Spock! È una follia che l'Enterprise stia sprecando così le
proprie stive e la mia infermeria…ma d'altro canto, che altro aspettarsi
da gente che affida le proprie vite ad un improbabile Dio?»
SPOCK: «Su Vulcano abbiamo abbandonato ogni forma di
credenza in esseri soprannaturali già da cinquemila anni, con l'avvento
della disciplina della Logica di Surak. Ciò che è reale o teoricamente
dimostrabile esiste o non esiste in teoria. Ogni forma di adorazione
o di superstizione è stata abbandonata. La conoscenza e la Logica
hanno aperto le menti dei Vulcaniani.»
MCCOY: «Beh, anche sulla Terra, dopo la fine della Terza
Guerra Mondiale e il primo viaggio a curvatura di Cochrane la religione
ha perso gran parte del suo fascino. La consapevolezza di non essere
soli nell'Universo e di avere di fronte un'intera Galassia da esplorare
ha aperto la mente di quegli uomini!»
KIRK: «Eppure, Bones, a lei non capita mai di
domandarsi se noi uomini contemporanei non abbiamo finito col perdere
una parte di noi stessi? Lei non si è chiesto cosa ci aspetta dopo
la morte?»
MCCOY: «Mio dio! Jim! Alla prossima visita di controllo
ti prescriverò una seduta dallo psicologo! Tra l'altro il tenente
Keegan è davvero una gran bella figliola!»
SPOCK: «La presupposta avvenenza
del tenente in questione non credo aiuterebbe il Capitano ad affrontare
i suoi problemi.»
MCCOY: «Taci, Vulcaniano! Cosa vuoi saperne tu di quanto
il sorriso di una bella ragazza possa giovare all'animo di un uomo?
Ancora oggi mi chiedo come la vostra razza abbia potuto relegare certi
piaceri ad un paio di giorni ogni sette anni!»
SPOCK: «Mi chiedo se la
donna che dovesse malauguratamente avere rapporti con lei non invidi
tale condizione…»
MCCOY: «Dannato sangue misto! Prova a…»
KIRK: «Signori! Per favore! Si parlava di Religione
e di Dio! Il tenente Keegan può aspettare, non ho intenzione di usufruire
dei suoi servigi solo perché sono l'unico fra i tre che ritiene che
forse abbiamo abbandonato le nostre fedi un po' troppo precipitosamente!»
SPOCK: «Capitano, se mi
permette, le faccio notare che ciò non è esatto. Ancora oggi molti
Terrestri, anche ufficiali della Flotta, professano la loro fede,
sebbene in modo molto discreto, almeno rispetto al passato. Infatti,
a bordo abbiamo una cappella in cui in vari giorni della settimana
vengono svolte alcune funzioni relative a diverse religioni della
Federazione.»
KIRK: «Ha ragione, Spock, ma si tratta prevalentemente
di razze aliene. Almeno sull'Enterprise. La maggior parte dell'equipaggio
è umano e nessuno o quasi credo si ricordi che giorno è domani.»
MCCOY: «Dio è morto. Viva Dio. Jim, a proposito della
morte l'unica cosa che mi sento di dirti, come dottore e come psicologo,
è che finché il cuore batte, c'è il respiro, il sangue circola e i
tuoi neuroni mandano impulsi elettrici tu sei vivo e questa galassia,
per quanto possa non piacerti, è tutto quello che c'è. È inutile
preoccuparsi e fantasticare su cosa ci aspetti dopo avere esalato
l'ultimo respiro. Le religioni propinavano ognuna spiegazioni diverse
sull'aldilà: Paradiso, Eden, Reincarnazione. Io credo che un volta
morti, si è morti e basta… ed in fondo non mi dispiace... Finalmente
mi godrò un po' di meritato riposo!»
KIRK: «Eppure, Bones,ancora oggi molti fatti descritti
in antichi testi sacri appaiono senza spiegazione…»
MCCOY: «Jim! Se noi oggi sbarcassimo su di un pianeta
tecnologicamente arretrato, parremmo loro potenti come degli dei!
E chissà cosa finirebbe per scrivere qualche beota troppo fantasioso!
Ti ricordo che è già successo anche sulla Terra! Rammenti la missione
su Pollux IV e Apollo? Alla fine dipendeva anche lui da un macchina.
Non era un essere onnipotente, ma era solo tecnologicamente più avanzato.
Noi l'abbiamo smascherato, i Terrestri di duemila e più anni fa pensarono
a lui come ad un vero dio! Sappiamo per certo che varie culture aliene
hanno visitato la Terra in passato, così come facciamo noi oggi, durante
esplorazioni spaziali. Noi abbiamo la Prima Direttiva che ci impedisce
di interagire con la loro cultura…a quanto pare…»
SPOCK: «Capitano, su Vulcano,
nonostante siano passate migliaia d'anni dall'abbandono delle superstizioni,
ancora oggi ristrette frange di Vulcaniani vivono credendo in lontani
miti. Il più noto è l'esistenza di un luogo ove le anime dei morti
si ritrovano dopo il trapasso, conosciuto come Sha Ka Ree. La cultura
vulcaniana, che lei dottore pare non conoscere affatto, non ha però
perso la sua profonda spiritualità. Non crediamo in esseri superiori
che hanno come passatempo quello di giocare con i nostri destini,
ma percepiamo comunque la presenza di un significato più grande che
va al di là dell'esistenza puramente fisica. Esistono dei particolari
riti, che consistono nel portare la mente a livelli estremi che permettono
di percepire la presenza di uno stato più elevato.»
MCCOY: «Ah! Adesso vorresti farmi credere che i Vulcaniani
credono in qualcosa oltre alla loro Logica dannatamente fredda e perfetta?»
SPOCK: «È la Logica
che ci guida. L'esistenza di un Universo fine a se stesso, destinato
a morire di entropia non è logica. Non lo abbiamo ancora compreso,
ma sono certo esista un significato ancora nascosto in cui Vita e
Morte trovino il giusto e logico equilibrio.»
KIRK: «Ecco, Bones! Credo che Spock abbia centrato
il problema…Vede, io provengo da una famiglia di agricoltori. Da noi
la gente ha un mentalità meno aperta ai cambiamenti rispetto ai metropolitani…Insomma,
i miei nonni erano credenti, Protestanti per la precisione…credo,
sì… Ed eravamo soliti festeggiare proprio come si apprestano
a fare su Jesus III. Io ascoltavo le storie che mi raccontavano, parlandomi
di Dio, delle sue avventure, leggevano delle specie di fiabe, leggende
da un grosso libro di carta. Io ero molto scettico, anche perché mia
madre non aveva piacere ascoltassimo. Spesso litigava con sua madre,
mia nonna… Sosteneva che erano fandonie e non voleva crescessimo con
la paura di essere giudicati da un dio. Poi i miei nonni se ne sono
andati e da allora l'unico contatto con dio l'ho avuto le rare volte
che mi sono imbattuto in qualche tradizionalista mormone. C'era una
bella comunità vicino alla mia città. Erano curiosi… Niente tecnologia,
viaggiavano su carri di legno, coltivavano la terra con attrezzi ridicoli…
Eppure pareva proprio non mancasse loro nulla. Erano felici quanto
lo ero io. Però loro avevano dio, io no. Mi son sempre chiesto cosa
significasse avere un dio. È forse proprio, come dice Spock,
il bisogno di credere nell'esistenza di un significato più… più grande,
rispetto a quello che i nostri occhi possono vedere?»
MCCOY: «Jim, appena torno in infermeria ti prendo l'appuntamento
con la Keegan. Ne hai urgentemente bisogno! E lasciati dire che tua
madre aveva perfettamente ragione! Guardati! Sei ancora influenzato
da vecchie leggende!»
KIRK: «Grazie, Bones, mia madre ti ringrazierebbe
se fosse qui…»
MCCOY: «Diamine, Jim! Sei il Capitano di una nave stellare!
Non puoi permetterti certi dubbi. Ci mancherebbe solo che di fronte
alla prossima nave klingon anziché ordinare di fare fuoco tu ti metta
in ginocchio a pregare, sperando che dio ti cavi le castagne dal fuoco!
Sii realistico! Quello che ci spinge è la nostra grande sete di sapere
e di conoscenza! Siamo curiosi e l'Universo sembra fatto apposta per
soddisfare la nostra curiosità! Il significato che cerchi è
là fuori! Viaggiando ed esplorando prima o poi lo troveremo!
Non è d'accordo Spock?»
SPOCK: «Parzialmente. Naturalmente
l'esplorazione dello spazio è fondamentale per l'accrescimento delle
conoscenze scientifiche, ma credo che il Capitano volesse sottolineare
che forse non è sufficiente. A voi umani manca un diverso tipo di
esplorazione: quella del vostro animo.»
KIRK: «Signor Spock, a volte credo che lei sia
in grado di leggermi nel pensiero…»
SPOCK:«I Vulcaniani posseggono
deboli poteri empatici, ma la mia metà umana li ha resi praticamente
inoffensivi.»
MCCOY: «La Psicologia e la Psichiatria hanno studiato
in lungo ed in largo la mente umana e…»
KIRK: «Bones…lasciamo perdere. Abbiamo due modi
molti diversi di vedere… Anzi, più precisamente di sentire l'Universo.
Ma credo faccia parte del fascino della vita. Infinite Diversità in
infinite Combinazioni, giusto Spock?»
SPOCK: «Esattamente, Capitano.
Anche se certe combinazioni sono peggiori di altre…» MCCOY:
«Jim, credi si stesse riferendo a me?»
KIRK: «Non so, Bones. Se lo ha fatto credo che
Spock dovrebbe ammettere di avere fatto una battuta di spirito… e
quindi ammettere che la sua parte umana ha preso il sopravvento…»
SPOCK: «Esatto, Capitano.
Come sempre lei comprende perfettamente il mio sentire.»
MCCOY: «Bah! Voi due insieme mettereste nel sacco anche
il più scaltro degli dei… Un giorno forse vi adoreranno, costruiranno
templi e terranno grandiose cerimonie… Per fortuna che per allora
sarò morto e se mai anche io avessi un'anima, spero si dissolva all'istante...
piuttosto che assistere ad una tale follia! Io torno in infermeria,
scommetto che avranno fatto come al solito una gran confusione!»
SPOCK: «Vengo con lei, dottore.
Devo recarmi nella sala del computer per eseguire delle analisi sulle
nuove mappe stellari del settore.»
KIRK: «Signori, un attimo! Dimenticavo…»
MCCOY: «Sì Jim?»
SPOCK: «Capitano?»
KIRK: «Buon Natale!»

SPOCK:
«Dottore…provveda quanto prima a fissare un appuntamento per
il Capitano con la signorina Keegan.»
MCCOY: «Diamine, se lo farò! E se prova a rifiutare
dovrà pregare tutti gli dei della Galassia per salvarsi dalla mia
ira!»
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