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Come
sempre le stelle scorrevano rapide mentre l'Enterprise era lanciata
a velocità di curvatura. Picard le stava osservando dall'oblò
del suo ufficio privato, con le braccia conserte. La sua mente era
concentrata sulle implicazioni della prossima missione, di cui aveva
appena ricevuto tutti i dettagli dal Comando Centrale della Flotta
Stellare.
Una semplice missione di soccorso presso una colonia di recente
installazione in un piccolo sistema ai confini con la Zona Neutrale
Romulana. La colonia di Nuova Shangai era stata fondata solo venti
anni prima, un tempo relativamente breve se riferito ad una colonia
installata in un pianeta così lontano, situato alla periferia
dei confini della Federazione e lontano dalle rotte commerciali
e di rifornimento. Era il classico tipo di colonizzazione agricola
autosufficiente, pensata per resistere lunghi periodi senza ricevere
alcun rifornimento esterno.
Seppur dotata di ogni attrezzatura necessaria, soffriva per la limitatezza
delle risorse iniziali.
Purtroppo un virus autoctono, che era stato classificato inizialmente
come non dannoso per l'uomo, aveva colpito parte del bestiame terrestre
trasportato sul pianeta, a causa di una mutazione genetica non prevista.
I dettagli medici erano già stati inoltrati alla dottoressa
Crusher che aveva ricevuto il compito di sfruttare le apparecchiature
avanzate dell'Enterprise per trovare rapidamente una cura.
- Una missione senza eccessivi rischi - pensò Picard.
Eppure qualcosa lo rendeva inquieto. Un presentimento. L'unico fattore
di rischio, seppur abbastanza trascurabile, era la vicinanza alla
Zona Neutrale Romulana.
La Federazione aveva preventivamente informato l'Impero Romulano
delle difficoltà occorse alla colonia, affinché l'improvviso
arrivo dell'ammiraglia della Flotta non li allarmasse inutilmente.
Picard tentò di esaminare meglio le informazioni a disposizione
cercando di trovare un indizio, una falla, qualcosa che potesse
dare voce alla sua inquietudine.
Forse i suoi ufficiali avrebbero saputo fornirgli un punto di vista
in più per cui decise di muoversi verso la sala riunioni,
dove aveva appena convocato una riunione generale per discutere
della nuova missione
Entrò a passo deciso nella sala riunioni sotto lo sguardo
carico di fiducia e riconoscenza dei suoi uomini più fidati,
per le numerose missioni condotte con successo in cui Picard li
aveva guidati.
Si sedette come suo solito a capo tavola, notando solo in quel momento
un vuoto non indifferente alla sua destra. La poltrona del comandante
Riker era ancora vuota. Gli altri ufficiali presenti risposero all'espressione
interrogativa di Picard scrollando le spalle, comunicando di non
conoscere il motivo del ritardo.
Il capitano non fece tempo a formulare la domanda circa l'assenza
del comandante Riker che la porta scorrevole sibilò ed un
trafelato William prese rapidamente il suo posto.
"Mi scusi capitano" aggiunse come doveroso contorno al
suo atteggiamento remissivo e dolente.
Picard fece per pronunciare qualcosa ma poi vi rinunciò,
lasciò correre. Se William era giunto con un attimo di ritardo
era sicuramente giustificato da una qualche faccenda importante
per l'intera nave e dopo tanti anni insieme poteva benissimo evitare
di mostrarsi eccessivamente zelante senza perdere in alcun modo
il suo prestigio.
"La Flotta Stellare mi ha contattato mezz'ora fa. Ho modificato
la rotta per raggiungere la colonia di Nuova Shangai su Delios VI,
settore 257. Siamo di fronte ad una grave emergenza sanitaria"
esordì Picard.
"Allerterò subito una squadra medica d'emergenza"
lo interruppe la dottoressa Crusher, sicura di andare incontro alle
richieste del suo capitano.
"Più che medica, una squadra veterinaria, dottoressa.
A quanto pare il virus di turno sta avendo un effetto deleterio
sul bestiame di questa piccola colonia. E' una colonia di Neonaturalisti
e hanno rifiutato molta della tecnologia che offre la Federazione,
fra cui i replicatori. La loro unica fonte di cibo sono i raccolti
ed il bestiame."
La Crusher annuì un poco delusa. Affrontare un virus e salvare
un'intera colonia dallo sterminio era più esaltante che salvare
una manciata di bovini e ovini.
"Una missione di routine" commentò Geordi La Forge.
Il capitano annuì e proseguì l'esposizione del rapporto
ricevuto dall'ammiragliato della Flotta Stellare.
"Saremo nel sistema Delios fra una settimana a curvatura cinque.
Non penso che la situazione sia grave al punto da necessitare di
spingere l'Enterprise a velocità superiori e rischiare di
inquinare il subspazio. Presto entreremo in contatto con la colonia
e dobbiamo approfittare del tempo che abbiamo per preparare tutto
il necessario per soccorrere i coloni. Non voglio che l'Enterprise
resti troppo tempo nell'orbita di Delios VI vista la vicinanza della
Zona Neutrale Romulana. Daremmo troppo nell'occhio se restassimo
troppo tempo nel settore oltre a dare adito al consolato romulano
per innescare le solite polemiche relative a fantomatiche basi segrete
della Federazione con lo scopo di spiarli in vista di un altrettanto
fantomatico attacco all'Impero."
"Modificherò i sensori al fine di tentare di rilevare
la presenza di eventuali navi occultate signore" intervenne
il tenente klingon Worf.
"Ottima idea tenente" acconsentì Picard.
"Io provvederò a procurarmi qualche informazione in
più relativamente ai Neonaturalisti. In modo da evitare di
violare anche solo involontariamente le loro usanze" aggiunse
il consigliere Troi.
"A sua discrezione consigliere. Penso che avremo a che fare
con loro per più di un paio di giorni e non appena debellato
il virus lasceremo il settore. Ne approfitteremo per verificare
lo stato di avanzamento della colonia rispetto agli ultimi rapporti
che sono vecchi di ben quattro anni."
"Quattro anni? Non è gente che si possa definire chiacchierona
questa!" commentò Riker aggiungendo uno dei suoi soliti
sorrisi carichi di ironia.
"Nuova Shangai è sempre stata una colonia molto indipendente.
I suoi fondatori abbandonarono la Terra più di venti anni
fa alla ricerca di un luogo dove poter vivere secondo le regole
del Neonaturalismo. Molto probabilmente considereranno il nostro
intervento come un'intrusione alla loro privacy. Per cui evitiamo
di utilizzare più tecnologia di quella che sarà necessaria
vista la loro ostilità verso di essa."
"Signore dobbiamo prendere in considerazione che potrebbe non
essere possibile salvare il loro bestiame. Nel qual caso come ci
comporteremo? Se rifiutassero i replicatori si ritroverebbero senza
una fonte molto importante di cibo ed energia animale" domandò
l'androide Data con un rapido quanto impercettibile scatto del capo.
"Questo è uno dei problemi che potremmo trovarci ad
affrontare. Eventualmente dovremo prevedere un piano di evacuazione
per portare via coloro che eventualmente non volessero restare sul
pianeta in compagnia di qualche cocciuto integralista"
"Me ne occupo io" si propose Riker.
Picard si limitò ad annuire.
"Direi che per il momento è tutto signori. Potete tornare
ai vostri posti" concluse Picard.
Gli ufficiali presenti si alzarono dalle loro comode poltrone di
velluto viola ed in fila indiana abbandonarono la sala riunioni.
"Comandante! Un secondo." disse Picard all'indirizzo di
William. Attese che fossero rimasti soli nella saletta per esporre
la sua questione.
"Per quale motivo oggi è giunto in ritardo? Non è
da lei William"
"Lo so. Sono stato distratto da un'esperienza davvero unica"
rispose Riker sogghignando.
"Un'esperienza unica?" domandò ancora Picard evidentemente
incuriosito dall'idea che William avesse trovato sull'Enterprise
qualcosa di davvero sorprendente a cui lui ancora non aveva avuto
accesso.
"Stavo usufruendo della mia ora di libertà. Sul ponte
ologrammi. Un programma storico davvero coinvolgente."
Picard sollevò il mento dando l'aria di avere capito. Un
leggero senso di delusione si fece strada dentro di lui. Ologrammi.
Niente che riuscisse più veramente ad emozionarlo.
"Capisco William. Mi spiace averla disturbata durante la sua
ora di libertà. Ma non esageri con il ponte ologrammi, abbiamo
già Broccoli" Picard scosse il capo in segno di disapprovazione
verso sé stesso.
"Barclay signore. Reginald Barclay. Ma non si preoccupi. Non
ho intenzione di sostituire la mia vita reale, con una olografica.
Non ancora almeno."
Picard e Riker si scambiarono un sorriso benevolo di reciproco apprezzamento.
"Può andare William"
"Capitano" salutò Riker imboccando rapidamente
la porta della sala riunioni. Fece solo pochi passi per il largo
e luminoso corridoio dell'Enterprise quando venne affiancato dall'inconfondibile
scalpiccio dei passi di una donna che negli anni aveva imparato
a conoscere molto bene come Imzadi.
"Deanna cosa vuoi sapere che la tua mente non sappia leggere?"
domandò Riker a bruciapelo prima che la betazoide potesse
in qualche modo segnalare la sua presenza.
Deanna rimase parzialmente sorpresa dall'intuito di Riker che aveva
saputo leggere nella sua mente e percepire la sua presenza come
nemmeno un betazoide esperto avrebbe saputo fare.
"Che ti ha detto il capitano? Ti ha chiesto spiegazioni per
il ritardo? Perché eri in ritardo? Non è da te."
Le labbra di Riker si incurvarono nuovamente formando sul suo volto
un ghigno divertito per tanta curiosità attorno ad un evento,
il suo ritardo, tutto sommato assolutamente banale, ma che stava
rivestendo un'importanza inaspettata se associato alla sua persona.
Era sempre stato così ligio al dovere? Era forse la prima
volta che ritardava ad una riunione convocata dal capitano? A quanto
pare si.
"Ero impegnato sul ponte ologrammi. Prima di arrivare in sala
riunioni ho perso del tempo per tornare nella mia cabina e rimettermi
l'uniforme. La mia uniforme."
"Tutto qua? Eri impegnato a giocare sul ponte ologrammi?"
Riker si accigliò. Lui non stava giocando. Era impegnato
in un complesso programma di ricostruzione storica. Stava cercando
di comprendere meglio come fosse la vita a bordo delle navi spaziali
cento anni prima. A bordo poi di una nave davvero speciale. La prima
Enterprise dell'ormai mitico capitano James Kirk. Lui non stava
affatto giocando.
"Non stavo giocando! Stavo, diciamo, studiano un preciso periodo
della nostra storia spaziale"
"Davvero? E quale?" domandò ancora Deanna la cui
femminile curiosità non era stata ancora del tutto soddisfatta.
"La seconda metà del ventitreesimo secolo. A bordo del..."
"Non dirmi nulla! Fammi indovinare! Anche tu, come almeno tutti
i maschi umani che sono a bordo di questa nave ti stai cimentando
con il programma relativo alla prima Enterprise e ti stai misurando
a colpi di antiquato machismo con il famigerato capitano Kirk. Dimmi
la verità, qual è la missione? Sedurre tutte le donne
della Galassia?"
Deanna terminò con una risatina sarcastica mentre i due proseguivano
a passo spedito verso un turbo ascensore.
"Deanna io non ho alcunché da dimostrare. Sto effettuando
una missione molto pericolosa nelle vicinanze della Zona Neutrale
Klingon. Dobbiamo salvare una colonia da un'epidemia."
"Capisco. Questa volta pare che la realtà dei fatti
abbia reso il tuo programma del tutto superfluo. E poi non è
la nostra prima operazione di soccorso ad una colonia in difficoltà.
Teletrasportare container di medicinali fa parte da sempre dei nostri
compiti. Non ti sei scelto proprio una missione eccitante"
"Deanna non capisci. Il fascino è lavorare fianco a
fianco con un equipaggio tanto straordinario. Quale che sia la missione
non ha importanza. Il programma è così realistico
che a volte dimentico che è soltanto un programma."
I due arrivarono al turbo ascensore. Riker premette il pulsante
di chiamata ed attesero continuando la loro conversazione.
"Quindi vorresti dirmi che tu sei l'unico maschio umano della
Federazione che non sta cercando un confronto con il famoso fascino
del capitano Kirk?"
Riker scrollo le spalle.
"Tu che ne pensi? Sai che non potrei nasconderti i miei pensieri
nemmeno volendo"
"Sai benissimo che sono solo per metà betazoide e non
riesco ad avere accesso a tutti i pensieri"
"Per fortuna" mormorò Riker proprio un attimo prima
che si aprissero le porte del turbo ascensore.
"Come?"
Deanna indispettita dalla battuta di Riker, che spesso la punzecchiava
per la sua capacità di penetrare le menti umane ed aliene,
considerata da molti come un disdicevole potere di violazione della
privacy personale fece una rapido passo occupando la pianta centrale
del turbo ascensore e prima che Riker potesse seguirla azionò
il comando di chiusura delle porte e lasciò Riker di fuori.
"Deanna!" Esclamò William rendendosi conto che
la betazoide l'aveva lasciato nel corridoio.
- Donne - Commentò fra sé.
Scrollando le spalle si diresse verso il turbo ascensore più
vicino.
Fece solo pochi passi quando venne raggiunto dall'inconfondibile
voce del comandante Data.
"Comandante Riker. Posso accompagnarla?"
Riker non rispose ma si limitò a fare un ampio gesto con
il braccio facendo segno a Data di seguirlo.
"Posso farle una domanda comandante?"
"Non me lo dica Data. Si sta domandando anche lei il motivo
del mio ritardo"
"Si signore. Come fa a..."
"Intuito, signor Data. Intuito. Qualità prettamente
umana. Non si sforzi troppo di capire."
"Capisco signore. La sto forse disturbando. Il suo tono di
voce mi pare corrispondere a quello di una persona che non vuole
essere disturbata"
"Non si preoccupi Data. Il motivo del mio ritardo è
semplicemente dovuto al fatto che mi sono attardato nel mio alloggio
per cambiarmi l'uniforme"
"Era macchiata signore?"
"Provenivo dal ponte ologrammi due. Ero impegnato con un programma
olografico storico"
"Capisco signore. Anche se devo ammettere che lei oggi è
riuscito a sorprendermi. Capita raramente che lei arrivi in ritardo."
"Diamine ma sono sempre stato così dannatamente ligio
al dovere che per una volta che mi attardo di pochi minuti sembra
che stia per sorgere un caso galattico?" sbottò Riker
che cominciava ad essere scocciato. Più che altro lo infastidiva
l'idea che tutti lo considerassero una specie di ufficiale 'perfettino'.
In fondo ci teneva a dare l'impressione di essere un pizzico insubordinato.
Alle donne piaceva molto. E aveva intenzione di piacere alle donne
ancora a lungo, almeno fino a quando non avrebbe deciso di farsi
stabilmente una famiglia.
"Mi scusi comandante. Forse è irritato per essere stato
ripreso dal capitano"
Riker si arrestò di colpo, tanto che Data non se ne rese
conto e proseguì in solitudine ancora qualche passo salvo
poi voltarsi quando constatò di essere rimasto solo.
"Il capitano ha soltanto voluto sapere il motivo del ritardo.
Tanto quanto lei. E comunque si è trattato di un minuto.
Forse due."
"Esattamente sono stati sessantanove virgola dodici secondi
dall'ingresso del capitano nella sala riunioni"
"Grazie per la precisione Data" sorrise William.
"Posso domandarle che programma stava utilizzando? Sono curioso
di conoscere cosa l'ha assorbita così profondamente"
"Storia spaziale del ventitreesimo secolo"
"Capisco signore. Il solito programma con la prima Enterprise
ed il capitano Kirk al comando. Non pensavo signore che fosse attirato
da programmi a sfondo sessuale. Ho sempre creduto che non avesse
bisogno del ponte ologrammi per trovare una compagna con cui accoppiarsi"
Riker rimase basito. Ma era davvero possibile che quel programma
sulla nave venisse utilizzato solo per permettere a timidi guardiamarina
di mettersi in competizione con la figura olografica del capitano
Kirk e solo a colpi di conquiste a danno del gentil sesso? E che
fosse uno dei pochi che ne era all'oscuro?
Riker stava rendendosi solo ora conto che continuare a divulgare
le sue frequentazioni olografiche, per quanto motivate da ben altri
scopi, avrebbe finito per ledere la sua immagine. E non desiderava
che voci incontrollate circolassero fra l'equipaggio come accaduto
con il tenente Barclay, risaputamente affetto da dipendenza dal
ponte ologrammi.
"Data io sto utilizzando quel programma solo per motivi di
studio. E non mi importa per quale motivo viene utilizzato da altri.
Io non ho bisogno del ponte ologrammi per trovarmi una donna"
Il capo di Data fece uno scatto, segno che aveva compreso le motivazioni
del Numero Uno e i due proseguirono fino al successivo turbo ascensore
in religioso silenzio.
Giunti davanti alle porte Data premette il controllo per richiamarlo
al ponte.
"Una sola domanda ancora comandante. Se permette"
Riker alzò gli occhi al cielo. Di cosa sarebbe stato accusato
ora per aver utilizzato un comune programma presente nella banca
dati del ponte ologrammi?
"Dica pure Data"
"Il ventitreesimo secolo è relativamente vicino a noi.
Esiste un'ampia documentazione elettronica riguardo ad esso. Rivivere
la Storia sul ponte ologrammi conferisce ad essa una dimensione
che un DiPadd non potrebbe darle? Io quando ho bisogno di informazioni
mi connetto al computer centrale dell'Enterprise e non percepisco
il bisogno di nessun'altra fonte di informazioni."
Le porte del turbo ascensore si aprirono e i due entrarono.
"Io vado in sala macchine e lei comandante?" domandò
Data interrompendo la discussione.
"Ponte Otto. Torno nel mio alloggio a rimettermi l'uniforme
del secolo giusto e sfrutterò la mia prenotazione sul ponte
ologrammi fino all'ultimo secondo."
Il turbo ascensore iniziò la sua discesa attraverso i quarantadue
ponti dell'Enterprise D.
"Data, per noi umani nessuna informazione contenuta in un computer
può sostituire il valore dell'esperienza diretta, del percepire
direttamente sulla propria pelle tutti quei freddi ed inconsistenti
dati e dal venire coinvolti dall'ambiente circostante. Il ponte
ologrammi costituisce un'opportunità unica di apprendimento
permettendo all'individuo di fare proprie le esperienze di un tempo
ormai passato e che non ritornerà mai più. Spero di
essermi spiegato"
"Sissignore"
Le porte del turbo ascensore si aprirono sul ponte quattro e Riker
si accomiatò rapidamente dal comandante Data. Nonostante
l'apparente disapprovazione di Deanna e la pessima reputazione recentemente
scoperta presso l'equipaggio femminile di quel programma, Will non
vedeva l'ora di potersi rituffare, per il tempo che gli restava
fino al rientro in servizio, nelle atmosfere del ventitreesimo secolo,
in barba al pregiudizio del consigliere ed alle dicerie dell'equipaggio.
Si cambiò rapidamente re-indossando l'uniforme rossa da sottotenente
con il logo dell'Enterprise sul petto. Logo che si sarebbe guadagnato
una tale fama da diventare successivamente il logo ufficiale di
tutta la Flotta Stellare.
Questa volta, rispetto a poco più di un'ora prima non fece
un'uscita dall'alloggio baldanzosa. Quanto gli avevano rivelato
Deanna e Data relativamente al programma dell'Enterprise di Kirk
ora lo imbarazzavano.
Mise la testa fuori dalla porta scorrevole e vedendo il corridoio
vuoto si diresse nuovamente verso il turbo ascensore da cui era
venuto poc'anzi.
Sperando che nessuno lo scorgesse così bardato si infilò
a tutta velocità nell'ascensore. Solo quando le porte si
richiusero si accorse di avere alle spalle il guardiamarina Ashley
Ripley, una dolce quanto graziosa biondina venticinquenne a cui
William stava facendo una rispettosa corte da un paio di settimane,
da quando era salita a bordo in conseguenza di un routinario avvicendamento
di personale.
Riker sorrise imbarazzato e temette che il suo volto lo stesse tradendo
con una couperose molto accentuata.
"Ponte ologrammi signore?" domandò una sorridente
Ashley.
La ragazza lo guardava divertita e Will capì che lei stava
pensando proprio che il suo abbigliamento aveva lo scopo di portarlo
a quel dannato programma con le intenzioni per cui tutto l'equipaggio
maschile, a quanto pareva, se ne serviva.
"Grazie guardiamarina. Sto effettuando uno studio approfondito
sulle abitudine nella Flotta del ventitreesimo secolo."
"Certo signore. Non ne dubito."
Fu evidente che stava faticando a trattenere una risata. William
comprese di essere in un brutto pasticcio. Due settimane di corteggiamenti
rischiavano di essere mandate al diavolo se non fosse in qualche
modo riuscito a farle capire che lui non era quel genere d'uomo
che si serve del ponte ologrammi per dare dimostrazione della propria
virilità.
Il turbo ascensore si mosse. In pochi secondi l'avrebbe portato
a destinazione. Doveva spicciarsi.
"A quei tempi la vita nello spazio era molto più dura
sa guardiamarina Ripley? L'alloggio del capitano Kirk è anche
più piccolo del suo"
"Immagino signore" rispose la ragazza sul cui volto era
comparso un sorriso beffardo.
- Cosa stava immaginando la ragazza? - Si domandò Riker,
salvo comprenderlo in netto ritardo.
"Non che io frequenti l'alloggio del capitano nella simulazione
s'intende..."
"Certo signore. Spero se ne sia preso uno tutto suo. Così
starà più comodo in quei momenti. Io sono arrivata.
Buon divertimento comandante"
La giovane guardiamarina abbandonò l'ascensore prima che
Riker potesse replicare e lo lasciò di stucco a mordersi
la lingua.
- Addio guardiamarina Ripley - Si disse con un pizzico di rimpianto
per l'evidente occasione sfumata. Senza contare il fatto che rischiava
che la sua immagine venisse compromessa presso l'equipaggio.
Giunto al ponte ologrammi Riker si lisciò l'uniforme che
gli stava sempre un poco stretta.
"Computer caricare Programma Kirk uno."
"Programma pronto. E' ora possibile entrare" rispose freddamente
la voce femminile del computer. Quasi che anch'essa disapprovasse
quel che stava per fare.
"Computer non trattarmi in questo modo! Tu sai cosa faccio
sul ponte ologrammi con questo programma!" esclamò Riker
scocciato.
"Comando non chiaro. Ripetere prego" si limitò
a berciare la voce del computer.
"Lascia perdere computer"
Riker entrò nel ponte ologrammi che era fermo esattamente
dove l'aveva lasciato. Riprese il suo posto accanto al timoniere
nipponico e cercò di sgombrare la mente per ricordare a che
punto della simulazione fosse giunto. Con le punte delle dita si
massaggiò le tempie e fece alcuni respiri profondi.
"Sono pronto. A noi Capitano Kirk. Computer, riprendere programma"
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