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L'ULTIMO VIAGGIO DELL'ARTEMIS
CAPITOLO 2

Come sempre le stelle scorrevano rapide mentre l'Enterprise era lanciata a velocità di curvatura. Picard le stava osservando dall'oblò del suo ufficio privato, con le braccia conserte. La sua mente era concentrata sulle implicazioni della prossima missione, di cui aveva appena ricevuto tutti i dettagli dal Comando Centrale della Flotta Stellare.
Una semplice missione di soccorso presso una colonia di recente installazione in un piccolo sistema ai confini con la Zona Neutrale Romulana. La colonia di Nuova Shangai era stata fondata solo venti anni prima, un tempo relativamente breve se riferito ad una colonia installata in un pianeta così lontano, situato alla periferia dei confini della Federazione e lontano dalle rotte commerciali e di rifornimento. Era il classico tipo di colonizzazione agricola autosufficiente, pensata per resistere lunghi periodi senza ricevere alcun rifornimento esterno.
Seppur dotata di ogni attrezzatura necessaria, soffriva per la limitatezza delle risorse iniziali.
Purtroppo un virus autoctono, che era stato classificato inizialmente come non dannoso per l'uomo, aveva colpito parte del bestiame terrestre trasportato sul pianeta, a causa di una mutazione genetica non prevista.
I dettagli medici erano già stati inoltrati alla dottoressa Crusher che aveva ricevuto il compito di sfruttare le apparecchiature avanzate dell'Enterprise per trovare rapidamente una cura.
- Una missione senza eccessivi rischi - pensò Picard.
Eppure qualcosa lo rendeva inquieto. Un presentimento. L'unico fattore di rischio, seppur abbastanza trascurabile, era la vicinanza alla Zona Neutrale Romulana.
La Federazione aveva preventivamente informato l'Impero Romulano delle difficoltà occorse alla colonia, affinché l'improvviso arrivo dell'ammiraglia della Flotta non li allarmasse inutilmente.
Picard tentò di esaminare meglio le informazioni a disposizione cercando di trovare un indizio, una falla, qualcosa che potesse dare voce alla sua inquietudine.
Forse i suoi ufficiali avrebbero saputo fornirgli un punto di vista in più per cui decise di muoversi verso la sala riunioni, dove aveva appena convocato una riunione generale per discutere della nuova missione
Entrò a passo deciso nella sala riunioni sotto lo sguardo carico di fiducia e riconoscenza dei suoi uomini più fidati, per le numerose missioni condotte con successo in cui Picard li aveva guidati.
Si sedette come suo solito a capo tavola, notando solo in quel momento un vuoto non indifferente alla sua destra. La poltrona del comandante Riker era ancora vuota. Gli altri ufficiali presenti risposero all'espressione interrogativa di Picard scrollando le spalle, comunicando di non conoscere il motivo del ritardo.
Il capitano non fece tempo a formulare la domanda circa l'assenza del comandante Riker che la porta scorrevole sibilò ed un trafelato William prese rapidamente il suo posto.
"Mi scusi capitano" aggiunse come doveroso contorno al suo atteggiamento remissivo e dolente.
Picard fece per pronunciare qualcosa ma poi vi rinunciò, lasciò correre. Se William era giunto con un attimo di ritardo era sicuramente giustificato da una qualche faccenda importante per l'intera nave e dopo tanti anni insieme poteva benissimo evitare di mostrarsi eccessivamente zelante senza perdere in alcun modo il suo prestigio.
"La Flotta Stellare mi ha contattato mezz'ora fa. Ho modificato la rotta per raggiungere la colonia di Nuova Shangai su Delios VI, settore 257. Siamo di fronte ad una grave emergenza sanitaria" esordì Picard.
"Allerterò subito una squadra medica d'emergenza" lo interruppe la dottoressa Crusher, sicura di andare incontro alle richieste del suo capitano.
"Più che medica, una squadra veterinaria, dottoressa. A quanto pare il virus di turno sta avendo un effetto deleterio sul bestiame di questa piccola colonia. E' una colonia di Neonaturalisti e hanno rifiutato molta della tecnologia che offre la Federazione, fra cui i replicatori. La loro unica fonte di cibo sono i raccolti ed il bestiame."
La Crusher annuì un poco delusa. Affrontare un virus e salvare un'intera colonia dallo sterminio era più esaltante che salvare una manciata di bovini e ovini.
"Una missione di routine" commentò Geordi La Forge.
Il capitano annuì e proseguì l'esposizione del rapporto ricevuto dall'ammiragliato della Flotta Stellare.
"Saremo nel sistema Delios fra una settimana a curvatura cinque. Non penso che la situazione sia grave al punto da necessitare di spingere l'Enterprise a velocità superiori e rischiare di inquinare il subspazio. Presto entreremo in contatto con la colonia e dobbiamo approfittare del tempo che abbiamo per preparare tutto il necessario per soccorrere i coloni. Non voglio che l'Enterprise resti troppo tempo nell'orbita di Delios VI vista la vicinanza della Zona Neutrale Romulana. Daremmo troppo nell'occhio se restassimo troppo tempo nel settore oltre a dare adito al consolato romulano per innescare le solite polemiche relative a fantomatiche basi segrete della Federazione con lo scopo di spiarli in vista di un altrettanto fantomatico attacco all'Impero."
"Modificherò i sensori al fine di tentare di rilevare la presenza di eventuali navi occultate signore" intervenne il tenente klingon Worf.
"Ottima idea tenente" acconsentì Picard.
"Io provvederò a procurarmi qualche informazione in più relativamente ai Neonaturalisti. In modo da evitare di violare anche solo involontariamente le loro usanze" aggiunse il consigliere Troi.
"A sua discrezione consigliere. Penso che avremo a che fare con loro per più di un paio di giorni e non appena debellato il virus lasceremo il settore. Ne approfitteremo per verificare lo stato di avanzamento della colonia rispetto agli ultimi rapporti che sono vecchi di ben quattro anni."
"Quattro anni? Non è gente che si possa definire chiacchierona questa!" commentò Riker aggiungendo uno dei suoi soliti sorrisi carichi di ironia.
"Nuova Shangai è sempre stata una colonia molto indipendente. I suoi fondatori abbandonarono la Terra più di venti anni fa alla ricerca di un luogo dove poter vivere secondo le regole del Neonaturalismo. Molto probabilmente considereranno il nostro intervento come un'intrusione alla loro privacy. Per cui evitiamo di utilizzare più tecnologia di quella che sarà necessaria vista la loro ostilità verso di essa."
"Signore dobbiamo prendere in considerazione che potrebbe non essere possibile salvare il loro bestiame. Nel qual caso come ci comporteremo? Se rifiutassero i replicatori si ritroverebbero senza una fonte molto importante di cibo ed energia animale" domandò l'androide Data con un rapido quanto impercettibile scatto del capo.
"Questo è uno dei problemi che potremmo trovarci ad affrontare. Eventualmente dovremo prevedere un piano di evacuazione per portare via coloro che eventualmente non volessero restare sul pianeta in compagnia di qualche cocciuto integralista"
"Me ne occupo io" si propose Riker.
Picard si limitò ad annuire.
"Direi che per il momento è tutto signori. Potete tornare ai vostri posti" concluse Picard.
Gli ufficiali presenti si alzarono dalle loro comode poltrone di velluto viola ed in fila indiana abbandonarono la sala riunioni.
"Comandante! Un secondo." disse Picard all'indirizzo di William. Attese che fossero rimasti soli nella saletta per esporre la sua questione.
"Per quale motivo oggi è giunto in ritardo? Non è da lei William"
"Lo so. Sono stato distratto da un'esperienza davvero unica" rispose Riker sogghignando.
"Un'esperienza unica?" domandò ancora Picard evidentemente incuriosito dall'idea che William avesse trovato sull'Enterprise qualcosa di davvero sorprendente a cui lui ancora non aveva avuto accesso.
"Stavo usufruendo della mia ora di libertà. Sul ponte ologrammi. Un programma storico davvero coinvolgente."
Picard sollevò il mento dando l'aria di avere capito. Un leggero senso di delusione si fece strada dentro di lui. Ologrammi. Niente che riuscisse più veramente ad emozionarlo.
"Capisco William. Mi spiace averla disturbata durante la sua ora di libertà. Ma non esageri con il ponte ologrammi, abbiamo già Broccoli" Picard scosse il capo in segno di disapprovazione verso sé stesso.
"Barclay signore. Reginald Barclay. Ma non si preoccupi. Non ho intenzione di sostituire la mia vita reale, con una olografica. Non ancora almeno."
Picard e Riker si scambiarono un sorriso benevolo di reciproco apprezzamento.
"Può andare William"
"Capitano" salutò Riker imboccando rapidamente la porta della sala riunioni. Fece solo pochi passi per il largo e luminoso corridoio dell'Enterprise quando venne affiancato dall'inconfondibile scalpiccio dei passi di una donna che negli anni aveva imparato a conoscere molto bene come Imzadi.
"Deanna cosa vuoi sapere che la tua mente non sappia leggere?" domandò Riker a bruciapelo prima che la betazoide potesse in qualche modo segnalare la sua presenza.
Deanna rimase parzialmente sorpresa dall'intuito di Riker che aveva saputo leggere nella sua mente e percepire la sua presenza come nemmeno un betazoide esperto avrebbe saputo fare.
"Che ti ha detto il capitano? Ti ha chiesto spiegazioni per il ritardo? Perché eri in ritardo? Non è da te."
Le labbra di Riker si incurvarono nuovamente formando sul suo volto un ghigno divertito per tanta curiosità attorno ad un evento, il suo ritardo, tutto sommato assolutamente banale, ma che stava rivestendo un'importanza inaspettata se associato alla sua persona. Era sempre stato così ligio al dovere? Era forse la prima volta che ritardava ad una riunione convocata dal capitano? A quanto pare si.
"Ero impegnato sul ponte ologrammi. Prima di arrivare in sala riunioni ho perso del tempo per tornare nella mia cabina e rimettermi l'uniforme. La mia uniforme."
"Tutto qua? Eri impegnato a giocare sul ponte ologrammi?"
Riker si accigliò. Lui non stava giocando. Era impegnato in un complesso programma di ricostruzione storica. Stava cercando di comprendere meglio come fosse la vita a bordo delle navi spaziali cento anni prima. A bordo poi di una nave davvero speciale. La prima Enterprise dell'ormai mitico capitano James Kirk. Lui non stava affatto giocando.
"Non stavo giocando! Stavo, diciamo, studiano un preciso periodo della nostra storia spaziale"
"Davvero? E quale?" domandò ancora Deanna la cui femminile curiosità non era stata ancora del tutto soddisfatta.
"La seconda metà del ventitreesimo secolo. A bordo del..."
"Non dirmi nulla! Fammi indovinare! Anche tu, come almeno tutti i maschi umani che sono a bordo di questa nave ti stai cimentando con il programma relativo alla prima Enterprise e ti stai misurando a colpi di antiquato machismo con il famigerato capitano Kirk. Dimmi la verità, qual è la missione? Sedurre tutte le donne della Galassia?"
Deanna terminò con una risatina sarcastica mentre i due proseguivano a passo spedito verso un turbo ascensore.
"Deanna io non ho alcunché da dimostrare. Sto effettuando una missione molto pericolosa nelle vicinanze della Zona Neutrale Klingon. Dobbiamo salvare una colonia da un'epidemia."
"Capisco. Questa volta pare che la realtà dei fatti abbia reso il tuo programma del tutto superfluo. E poi non è la nostra prima operazione di soccorso ad una colonia in difficoltà. Teletrasportare container di medicinali fa parte da sempre dei nostri compiti. Non ti sei scelto proprio una missione eccitante"
"Deanna non capisci. Il fascino è lavorare fianco a fianco con un equipaggio tanto straordinario. Quale che sia la missione non ha importanza. Il programma è così realistico che a volte dimentico che è soltanto un programma."
I due arrivarono al turbo ascensore. Riker premette il pulsante di chiamata ed attesero continuando la loro conversazione.
"Quindi vorresti dirmi che tu sei l'unico maschio umano della Federazione che non sta cercando un confronto con il famoso fascino del capitano Kirk?"
Riker scrollo le spalle.
"Tu che ne pensi? Sai che non potrei nasconderti i miei pensieri nemmeno volendo"
"Sai benissimo che sono solo per metà betazoide e non riesco ad avere accesso a tutti i pensieri"
"Per fortuna" mormorò Riker proprio un attimo prima che si aprissero le porte del turbo ascensore.
"Come?"
Deanna indispettita dalla battuta di Riker, che spesso la punzecchiava per la sua capacità di penetrare le menti umane ed aliene, considerata da molti come un disdicevole potere di violazione della privacy personale fece una rapido passo occupando la pianta centrale del turbo ascensore e prima che Riker potesse seguirla azionò il comando di chiusura delle porte e lasciò Riker di fuori.
"Deanna!" Esclamò William rendendosi conto che la betazoide l'aveva lasciato nel corridoio.
- Donne - Commentò fra sé.
Scrollando le spalle si diresse verso il turbo ascensore più vicino.
Fece solo pochi passi quando venne raggiunto dall'inconfondibile voce del comandante Data.
"Comandante Riker. Posso accompagnarla?"
Riker non rispose ma si limitò a fare un ampio gesto con il braccio facendo segno a Data di seguirlo.
"Posso farle una domanda comandante?"
"Non me lo dica Data. Si sta domandando anche lei il motivo del mio ritardo"
"Si signore. Come fa a..."
"Intuito, signor Data. Intuito. Qualità prettamente umana. Non si sforzi troppo di capire."
"Capisco signore. La sto forse disturbando. Il suo tono di voce mi pare corrispondere a quello di una persona che non vuole essere disturbata"
"Non si preoccupi Data. Il motivo del mio ritardo è semplicemente dovuto al fatto che mi sono attardato nel mio alloggio per cambiarmi l'uniforme"
"Era macchiata signore?"
"Provenivo dal ponte ologrammi due. Ero impegnato con un programma olografico storico"
"Capisco signore. Anche se devo ammettere che lei oggi è riuscito a sorprendermi. Capita raramente che lei arrivi in ritardo."
"Diamine ma sono sempre stato così dannatamente ligio al dovere che per una volta che mi attardo di pochi minuti sembra che stia per sorgere un caso galattico?" sbottò Riker che cominciava ad essere scocciato. Più che altro lo infastidiva l'idea che tutti lo considerassero una specie di ufficiale 'perfettino'. In fondo ci teneva a dare l'impressione di essere un pizzico insubordinato. Alle donne piaceva molto. E aveva intenzione di piacere alle donne ancora a lungo, almeno fino a quando non avrebbe deciso di farsi stabilmente una famiglia.
"Mi scusi comandante. Forse è irritato per essere stato ripreso dal capitano"
Riker si arrestò di colpo, tanto che Data non se ne rese conto e proseguì in solitudine ancora qualche passo salvo poi voltarsi quando constatò di essere rimasto solo.
"Il capitano ha soltanto voluto sapere il motivo del ritardo. Tanto quanto lei. E comunque si è trattato di un minuto. Forse due."
"Esattamente sono stati sessantanove virgola dodici secondi dall'ingresso del capitano nella sala riunioni"
"Grazie per la precisione Data" sorrise William.
"Posso domandarle che programma stava utilizzando? Sono curioso di conoscere cosa l'ha assorbita così profondamente"
"Storia spaziale del ventitreesimo secolo"
"Capisco signore. Il solito programma con la prima Enterprise ed il capitano Kirk al comando. Non pensavo signore che fosse attirato da programmi a sfondo sessuale. Ho sempre creduto che non avesse bisogno del ponte ologrammi per trovare una compagna con cui accoppiarsi"
Riker rimase basito. Ma era davvero possibile che quel programma sulla nave venisse utilizzato solo per permettere a timidi guardiamarina di mettersi in competizione con la figura olografica del capitano Kirk e solo a colpi di conquiste a danno del gentil sesso? E che fosse uno dei pochi che ne era all'oscuro?
Riker stava rendendosi solo ora conto che continuare a divulgare le sue frequentazioni olografiche, per quanto motivate da ben altri scopi, avrebbe finito per ledere la sua immagine. E non desiderava che voci incontrollate circolassero fra l'equipaggio come accaduto con il tenente Barclay, risaputamente affetto da dipendenza dal ponte ologrammi.
"Data io sto utilizzando quel programma solo per motivi di studio. E non mi importa per quale motivo viene utilizzato da altri. Io non ho bisogno del ponte ologrammi per trovarmi una donna"
Il capo di Data fece uno scatto, segno che aveva compreso le motivazioni del Numero Uno e i due proseguirono fino al successivo turbo ascensore in religioso silenzio.
Giunti davanti alle porte Data premette il controllo per richiamarlo al ponte.
"Una sola domanda ancora comandante. Se permette"
Riker alzò gli occhi al cielo. Di cosa sarebbe stato accusato ora per aver utilizzato un comune programma presente nella banca dati del ponte ologrammi?
"Dica pure Data"
"Il ventitreesimo secolo è relativamente vicino a noi. Esiste un'ampia documentazione elettronica riguardo ad esso. Rivivere la Storia sul ponte ologrammi conferisce ad essa una dimensione che un DiPadd non potrebbe darle? Io quando ho bisogno di informazioni mi connetto al computer centrale dell'Enterprise e non percepisco il bisogno di nessun'altra fonte di informazioni."
Le porte del turbo ascensore si aprirono e i due entrarono.
"Io vado in sala macchine e lei comandante?" domandò Data interrompendo la discussione.
"Ponte Otto. Torno nel mio alloggio a rimettermi l'uniforme del secolo giusto e sfrutterò la mia prenotazione sul ponte ologrammi fino all'ultimo secondo."
Il turbo ascensore iniziò la sua discesa attraverso i quarantadue ponti dell'Enterprise D.
"Data, per noi umani nessuna informazione contenuta in un computer può sostituire il valore dell'esperienza diretta, del percepire direttamente sulla propria pelle tutti quei freddi ed inconsistenti dati e dal venire coinvolti dall'ambiente circostante. Il ponte ologrammi costituisce un'opportunità unica di apprendimento permettendo all'individuo di fare proprie le esperienze di un tempo ormai passato e che non ritornerà mai più. Spero di essermi spiegato"
"Sissignore"
Le porte del turbo ascensore si aprirono sul ponte quattro e Riker si accomiatò rapidamente dal comandante Data. Nonostante l'apparente disapprovazione di Deanna e la pessima reputazione recentemente scoperta presso l'equipaggio femminile di quel programma, Will non vedeva l'ora di potersi rituffare, per il tempo che gli restava fino al rientro in servizio, nelle atmosfere del ventitreesimo secolo, in barba al pregiudizio del consigliere ed alle dicerie dell'equipaggio.
Si cambiò rapidamente re-indossando l'uniforme rossa da sottotenente con il logo dell'Enterprise sul petto. Logo che si sarebbe guadagnato una tale fama da diventare successivamente il logo ufficiale di tutta la Flotta Stellare.
Questa volta, rispetto a poco più di un'ora prima non fece un'uscita dall'alloggio baldanzosa. Quanto gli avevano rivelato Deanna e Data relativamente al programma dell'Enterprise di Kirk ora lo imbarazzavano.
Mise la testa fuori dalla porta scorrevole e vedendo il corridoio vuoto si diresse nuovamente verso il turbo ascensore da cui era venuto poc'anzi.
Sperando che nessuno lo scorgesse così bardato si infilò a tutta velocità nell'ascensore. Solo quando le porte si richiusero si accorse di avere alle spalle il guardiamarina Ashley Ripley, una dolce quanto graziosa biondina venticinquenne a cui William stava facendo una rispettosa corte da un paio di settimane, da quando era salita a bordo in conseguenza di un routinario avvicendamento di personale.
Riker sorrise imbarazzato e temette che il suo volto lo stesse tradendo con una couperose molto accentuata.
"Ponte ologrammi signore?" domandò una sorridente Ashley.
La ragazza lo guardava divertita e Will capì che lei stava pensando proprio che il suo abbigliamento aveva lo scopo di portarlo a quel dannato programma con le intenzioni per cui tutto l'equipaggio maschile, a quanto pareva, se ne serviva.
"Grazie guardiamarina. Sto effettuando uno studio approfondito sulle abitudine nella Flotta del ventitreesimo secolo."
"Certo signore. Non ne dubito."
Fu evidente che stava faticando a trattenere una risata. William comprese di essere in un brutto pasticcio. Due settimane di corteggiamenti rischiavano di essere mandate al diavolo se non fosse in qualche modo riuscito a farle capire che lui non era quel genere d'uomo che si serve del ponte ologrammi per dare dimostrazione della propria virilità.
Il turbo ascensore si mosse. In pochi secondi l'avrebbe portato a destinazione. Doveva spicciarsi.
"A quei tempi la vita nello spazio era molto più dura sa guardiamarina Ripley? L'alloggio del capitano Kirk è anche più piccolo del suo"
"Immagino signore" rispose la ragazza sul cui volto era comparso un sorriso beffardo.
- Cosa stava immaginando la ragazza? - Si domandò Riker, salvo comprenderlo in netto ritardo.
"Non che io frequenti l'alloggio del capitano nella simulazione s'intende..."
"Certo signore. Spero se ne sia preso uno tutto suo. Così starà più comodo in quei momenti. Io sono arrivata. Buon divertimento comandante"
La giovane guardiamarina abbandonò l'ascensore prima che Riker potesse replicare e lo lasciò di stucco a mordersi la lingua.
- Addio guardiamarina Ripley - Si disse con un pizzico di rimpianto per l'evidente occasione sfumata. Senza contare il fatto che rischiava che la sua immagine venisse compromessa presso l'equipaggio.
Giunto al ponte ologrammi Riker si lisciò l'uniforme che gli stava sempre un poco stretta.
"Computer caricare Programma Kirk uno."
"Programma pronto. E' ora possibile entrare" rispose freddamente la voce femminile del computer. Quasi che anch'essa disapprovasse quel che stava per fare.
"Computer non trattarmi in questo modo! Tu sai cosa faccio sul ponte ologrammi con questo programma!" esclamò Riker scocciato.
"Comando non chiaro. Ripetere prego" si limitò a berciare la voce del computer.
"Lascia perdere computer"
Riker entrò nel ponte ologrammi che era fermo esattamente dove l'aveva lasciato. Riprese il suo posto accanto al timoniere nipponico e cercò di sgombrare la mente per ricordare a che punto della simulazione fosse giunto. Con le punte delle dita si massaggiò le tempie e fece alcuni respiri profondi.
"Sono pronto. A noi Capitano Kirk. Computer, riprendere programma"



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