Veridiano3.com
VAI AL CAPITOLO: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [Epilogo]

L'ULTIMO VIAGGIO DELL'ARTEMIS
CAPITOLO 14

Il palmo della mano di Kirk sfiorò la parete del ponte ologrammi senza mai toccarla, come se avesse timore di un contatto diretto. Si soffermò in un punto in cui due linee gialle della griglia olografica si incrociavano fra di loro perpendicolarmente.
"Sorprendente" mormorò fra sé mentre Riker e Sulu lo osservavano fermi al centro del Ponte Ologrammi.
"Ora è convinto capitano?" affrettò Riker che non aveva tempo da perdere oltre a non avere alcuna intenzione di spiegare come funzionasse tecnicamente il Ponte Ologrammi ad un ologramma.
Kirk non rispose e continuò a camminare lentamente lungo la parete fino a quando non giunse nei pressi dell'arco e la sua attenzione fu attirata da ciò che stava fuori dal ponte ologrammi.
"Dove si va da quella parte? Ha detto che siamo su una nave stellare. Possiamo parlare con il capitano?" domandò Kirk.
"Come le ho già detto siamo intrappolati qui dentro. C'è un campo di forza che ci imprigiona" spiegò nuovamente Will impaziente.
Kirk allungò la mano con prudenza verso lo stretto varco che Riker era riuscito ad aprire in precedenza, allargando manualmente le due porte dell'uscita, fino a che i suoi polpastrelli non entrarono in contatto con il campo energetico causando uno sfrigolio fastidioso. Kirk ritrasse istintivamente la mano anche se non aveva provato alcun fastidio ne dolore come invece si sarebbe atteso.
"Ma se sono un ologramma com'è che non riesco a passare?" chiese spiegazioni Kirk
"Perché la tecnologia olografica coopta buona parte della tecnologia del teletrasporto. Lei non è che un insieme di campi di forza ben modellati dal computer che riproducono e gestiscono della materia virtuale. Il campo di forza lo riconosce come reale ed entra in funzione. Ma anche se non fosse presente lei si disgregherebbe una volta fuori dal Ponte Ologrammi. Li la griglia non arriva a mantenere i campi attivi. Se non fosse che sono intrappolato qui dentro glielo potrei dimostrare senza difficoltà. Ma già il fatto che abbia fatto scomparire la sua Enterprise dovrebbe convincerla non crede?" affondò Will.
Kirk si portò la mano al mento massaggiandoselo ripetutamente. Il capitano stava riflettendo sul da farsi presagì Riker.
"Supponiamo che quello che dice sia vero" riprese a parlare Kirk avvicinandosi a Riker "supponiamo che io e Ikaru non siamo altro che due creazioni del computer della sua nave, due personaggi di un gioco per adulti, perché mai non riprogramma il computer e semplicemente non ci piega alle sue necessità? Io lo farei se fossi al suo posto."
"I Romulani hanno il controllo della nave. Io e il comandante Data stiamo agendo nell'ombra e non abbiamo accesso a tutti i sistemi. Se forzassimo la programmazione della simulazione rischieremmo di venire individuati e non possiamo permettercelo. Per questo sono costretto a convincervi a collaborare come se voi foste veramente persone… reali"
"E così noi non siamo reali. Un bel guaio vero Sulu?" ironizzò Kirk scambiando un'occhiata col suo timoniere.
"Capitano a me questa faccenda puzza lontano un miglio" ammonì Sulu restio a farsi convincere dalle chiacchiere di Riker.
"Signori, comprendo appieno il vostro disorientamento e sono consapevole della difficoltà della mia missione. In passato è però accaduto che ologrammi creati per momenti di svago acquisissero consapevolezza di sé e il capitano Picard è stato estremamente benevolo con loro dandogli la possibilità di continuare ad esistere seppur all'interno di una cella di memoria. Voi non siete altro che una sequenza di dati, per voi non c'è nessuna vita al di fuori di questa stanza. Ma al di là di questo siete stati creati attingendo a tutte le informazioni a disposizione della Flotta Stellare circa quello che era stato vostro profilo psicologico e caratteriale quando eravate in vita. Con un'approssimazione del novant'otto virgola cinque per cento. E se questo è vero io so di avere di fronte, seppur in replica olografica, quanto c'è di più vicino a coloro che furono Ikaru Sulu e James T. Kirk. La nave su coi vi trovate si chiama Enterprise ed è l'ammiraglia della Flotta Stellare del XXIV secolo e sta per finire nelle mani dei Romulani. Ai vostri tempi sarebbe stata una disfatta e lo è anche ai miei e per tale motivo lo devo impedire a tutti i costi, anche arrivando a distruggerla piuttosto che lasciare che arrivi in orbita attorno a Romulus. Quindi, se la Storia non ha mentito, io so che per voi le sorti della Federazione sono sempre state una priorità e che non vi siete mai tirati indietro di fronte a nessuna difficoltà quando c'era di mezzo il bene dell'umanità. Ebbene questa è un'altra di queste volte e, olografici o meno, io non mi aspetto niente di meno da voi e da tutto il suo equipaggio capitano!" concluse Riker in crescendo, facendo appello alle sue capacità di oratore, attingendo al suo repertorio melodrammatico.
Kirk e Sulu finsero indifferenza e mascherarono ogni reazione emotiva.
"Possiamo restare un momento da soli?" fu la richiesta di Kirk a cui Will acconsentì malvolentieri. Sperava di essere riuscito ad ottenere la collaborazione dei due ologrammi ma la loro resistenza era superiore alle sue aspettative. Dentro di sé maledì la programmazione della personalità così accurata e verosimile.
"Sulu che ne pensa?" chiese consiglio Kirk dopo essersi allontanato qualche metro da Riker.
"Non lo so capitano. E' una faccenda così assurda. Però non posso negare con certezza che quello che ci sta raccontando sia vero" fu sincero Sulu.
"Infatti. L'Enterprise, i klingon, Kontar, tutti scomparsi. E ci troviamo in questa stanza solo noi due e lui. E questa faccenda dei Romulani…"
"E se avesse ragione? E se veramente fossimo nel XXIV secolo? Per quanto assurda la storia che ci ha raccontato è credibile"
"Me lo sto domandando anch'io. Devo parlare con Spock. Forse lui e la sua logica vulcaniana potrebbero illuminarmi" concluse Kirk.
"Si ma come arriviamo a Spock? E' scomparso insieme all'Enterprise"
"Se Riker dice il vero, come l'ha fatta scomparire potrà farla riapparire non crede? In caso contrario avremo scoperto il suo bluff. Andiamo"
Kirk e Sulu terminarono il consulto e si riavvicinarono a Riker che a braccia conserte li attendeva.
"Ho bisogno di consultarmi con il signor Spock prima di prendere una decisione" comunicò Kirk
"Lo immaginavo. Credo che la cosa migliore sia ritrovarsi tutti in plancia. Così potrò mostrarvi qualcos'altro che potrà convincervi che dico il vero"
"Si concordo… Se sapessi dove andare per tornare in plancia" obiettò sarcastico Kirk
Will abbozzò un sorriso forzato e mostrò al capitano il suo potere.
"Computer, riprendi programma da ultimo punto di salvataggio"
Come sempre passarono alcuni secondi prima che il computer eseguisse ed un attimo prima che la Sala Teletrasporto si rimaterializzasse Riker vide la bocca di Kirk aprirsi come per dire qualcosa salvo richiudersi altrettanto rapidamente una volta tornato a bordo della sua nave.
Kirk e Sulu si scambiarono un'occhiata d'intesa. Se quello di Riker era un bluff non sarebbe stato scoperto a questo rilancio.
"Ordini a Spock di tornare in plancia. Avremo bisogno anche del capo ingegnere per cui avvisi anche Scotty"
"Altri ordini sottotenente?" intervenne Kirk stizzito per la strana situazione che ora lo vedeva anche ricevere ordini da un sottoposto.
"No. Per ora può bastare" ribatté Riker senza abboccare alla provocazione. Era terminato il tempo per giocare. Ora non doveva più impersonare il ruolo del sottotenente Riker ma doveva riprendersi il suo grado di comandante della Flotta Stellare del XXIV secolo, anche se stava ancora indossando un'uniforme vecchia di cent'anni. Che a Kirk fosse piaciuto o meno ora il comando delle operazioni sarebbe passato sotto il suo controllo o lo avrebbe fatto scomparire dalla simulazione senza nessun timore riverenziale.
Riker scansò Kirk e Sulu ed imboccò sicuro la porta della sala alla ricerca del turboascensore più vicino senza accertarsi che i due lo stessero effettivamente seguendo.
"Riker!" lo chiamò a gran voce Sulu poco dopo.
Will si arrestò voltandosi scorgendo l'orientale ancora sulla porta della Sala Teletrasporto che lo chiamava a sé con un gesto della mano.
"Da questa parte per la plancia" indicò.
Will notò solo allora che poco distante all'ingresso alla Sala Teletrasporto si trovava un comodo accesso ai turboascensori. - Dannazione - mormorò fra sé - non mi riesce di non collezionare figuracce -
Mentre tornava sui suoi passi non poté che ammettere che per la riuscita della missione avrebbe avuto più bisogno di aiuto di quello che aveva preventivato, vista la sua scarsa conoscenza dell'Enterprise originale. La prospettiva di dover devolvere a degli ologrammi molta parte del lavoro non lo rallegrava affatto.

"Comandante Sela l'Artemis continua ad avvicinarsi. Ci raggiungerà fra uno punto due unità di tempo standard"
Sela era seduta sulla poltrona di comando del Falco da Guerra Romulano Narendra, così battezzato in onore di una grande vittoria del passato sui klingon. Per uno scherzo del destino proprio in quella battaglia sua madre, una umana, ufficiale a bordo della versione precedente della Uss Enterprise era stata presa prigioniera dopo la distruzione della sua nave.
"Consiglio di accelerare i tempi di trasferimento delle squadre di ingegneria. Sarebbe meglio ripartire prima di essere raggiunti" consigliò uno degli ufficiali di plancia.
"Sbaglio o l'Artemis non ha nessuna possibilità di competere con noi?" chiese conferma Sela i cui occhi socchiusi erano nascosti dal palmo della mano poggiato alla fronte.
"Confermo comandante. Ma suggerisco comunque di evitare lo scontro. Sicuramente al comando dell'Artemis c'è Picard e sconsiglio vivamente di sottovalutarlo. In passato…"
"Questa volta Picard sarà sconfitto!" urlò improvvisamente Sela alzandosi di scatto in piedi, come ridestata dal torpore, puntando un dito con fare minaccioso verso il suo ufficiale che aveva osato ricordarle le sue passate sconfitte.
"L'Artemis è una carretta male armata e non può assolutamente nuocerci. Ormai l'Enterprise è nelle nostre mani e Picard non potrà fare nulla per impedirlo! Lasciamolo venire, lasciamogli credere che non ci siamo resi conto di lui. Quando sarà qui distruggeremo la sua nave e lo cattureremo. Quando mi presenterò nell'Assemblea del Senato con la sua nave in orbita e la sua testa in un piatto non potranno non restituirmi il mio onore e un posto di primo piano nell'esercito. E voi con me!"
Sela pregustava il sapore della vittoria e stava fremendo per la snervante attesa. Il suo piano era praticamente riuscito e entro poche ore la vittoria completa sarebbe stata sua. Ma non rivelò ai suoi uomini che nel profondo temeva l'incontro con Picard e che una parte di lei la stava supplicando di entrare in curvatura e accontentarsi dell'Enterprise che comunque le sarebbe valsa tutti gli onori dell'Impero. Ma la sua sete di vendetta la stava trattenendo ad un passo dallo spazio romulano in attesa che il suo antico nemico giungesse per poterlo affrontare ancora una volta. Ma questa volta ne sarebbe uscita vincitrice giurò a sé stessa.

Le porte del turboascensore si aprirono e mostrarono una serie di phaser spianati che spuntavano da dietro le consolle della plancia.
"Capitano!" la voce dolce di Uhura li accolse mentre entravano a passo deciso in plancia.
Gli altri ufficiali della plancia comparvero da dietro le poltrone e delle piccole barricate improvvisate costituite da pezzi di consolle fuori uso.
"Tenente Uhura è un piacere rivederla" la salutò Kirk dirigendosi immediatamente alla consolle scientifica per verificare se era possibile rintracciare i klingon con i sensori esterni. La storia di Riker non lo convinceva affatto e temeva che lo stesse distraendo dall'effettivo pericolo costituito dai klingon.
"Capitano che sta succedendo? Il piano ha avuto successo?" domandò Uhura confusa non attendendosi di vedere tornare il suo capitano così presto.
"Sembra che i klingon siano scomparsi nel nulla" spiegò Sulu che nel frattempo era andato a sistemarsi alla postazione del navigatore e anch'egli controllava le misurazioni dei suoi strumenti.
"Come? Scomparsi? In che senso?" Uhura era sempre più confusa.
"Li ho fatti sparire io" intervenne Riker sul cui volto aveva preso forma un largo sorriso beffardo.
"Non sarei così sicuro di lei signor Riker. Sto verificando con i sensori esterni e anche se non riesco ad identificarlo con precisione sto rilevando una vascello là fuori. Come pensavo la Breth'Ta è ancora qui vicino"
"Non è la Breth'Ta quella la fuori. Se controlla le letture di energia vedrà che è un centinaio di volte più potente"
Kirk tornò a chinarsi sul visore per verificare quanto andava dicendo Riker
"Che diamine… Che vascello klingon è in grado di generare tanta potenza? Potrebbe essere una nuova arma segreta klingon"
"Non sono klingon sono romulani" lo corresse Riker.
"Romulani?" domandò Uhura che non riusciva a trovare un filo logico nel dialogo fra il capitano e Riker.
"Esatto. Romulani" la voce fredda e calma di Spock giunse in plancia a dar man forte alla verità di Riker.
"Spock!"
"Capitano" salutò il vulcaniano uscendo dal turboascensore seguito da Chekov e Railey.
"Mentre ero in Sala Controlli Ambientali ho fatto una scansione utilizzando i sensori esterni ed ho rilevato la scomparsa della Breth'Ta nonché di ogni forma di vita klingon sui ponti dell'Enterprise. Un fenomeno curioso che non è stato registrato dai nostri sensori" spiegò Spock facendo di lato il capitano e sostituendolo alla lettura del visore scientifico. Kirk si fece da parte senza protestare consapevole che Spock era sicuramente migliore di lui quando si trattava di analizzare delle letture scientifiche.
"Ho rilevato invece un'emissione di energia assimilabile a quella dei motori a curvatura romulani. Solo una centinaio di volte più potente di quella che abbiamo rilevato anni fa"
Riker scrollò le spalle allargando le braccia "infatti là fuori c'è un Falco da Guerra romulano di classe D'deridex che ci attende. Mi serve il vostro aiuto per manovrare l'Enterprise da questa plancia e portarla via di qui" intervenne Riker.
Spock, che era all'oscuro di quanto era stata rivelato a Kirk sollevò la testa dal visore ed inarcò un sopracciglio.
"Sottotenente Riker c'è qualcosa che sa che non ci ha rivelato?" domandò Spock
"Il signor Riker sostiene una teoria alquanto… originale…" spiegò Kirk andando a sedersi alla sua poltrona "secondo la quale noi tutti, tranne lui siamo tutti ologrammi ricreati da un sofisticatissimo computer del futuro che si trova sull'Enterprise, ma non questa la sua, un'Enterprise del futuro che sarebbe stata catturata dai romulani e ora vorrebbe che lo aiutassimo a riprenderne il controllo"
Spock inarcò ancora di più il sopracciglio al punto che il suo volto acquistò un'espressione buffa.
"Non mi guardi Spock, lo so anch'io che la faccenda sembra senza senso ma poco fa il signor Riker ha letteralmente fatto scomparire la nave. Io e Sulu ci siamo ritrovati in una grande stanza con un reticolo giallo che egli chiama Ponte Ologrammi. E' una tecnologia del futuro che serve a ricreare realtà virtuali... "
"Esattamente capitano. La nave che potete vedere là fuori..." Riker premette un pulsante che trasferì l'immagine dello spazio circostante alla sua Enterprise sullo schermo principale "... è una nave Romulana del XXIV secolo"
Sullo schermo comparve l'inconfondibile sagoma verdastra della grande nave romulana e i presenti in plancia rimasero a bocca aperta di fronte all'ignota minaccia.
"Quanto è grande Spock?" domandò Kirk sconvolto.
"I sensori non sono precisi. Ma sicuramente più di duemila metri. Notevole direi" commentò il vulcaniano.
"Mio Dio è una ventina di volte più grande di noi!" l'esclamazione giunse alle spalle di Riker e proveniva dal comandante Scott che era solo ora giunto in plancia.
"Non oso immaginarne le letture di potenza..." aggiunse prima di fare rapporto al capitano.
"Scotty lieto di vederla" lo salutò Kirk
"Capitano i klingon se ne sono andati! Devono aver rinunciato all'assalto!" annunciò con fare concitato il capo ingegnere notando che però nessuno dei suoi compagni pareva impressionato dalla notizia.
"Non capite? I klingon se ne sono andati!" ribadì guardando le facce dei presenti in plancia.
"Lo sappiamo Scotty. Si calmi ora" lo tranquillizzò Kirk
"E quella nave la fuori? Sono nostri alleati? Li hanno sconfitti loro i Klingon?" domandò ancora il capo ingegnere
"Non sappiamo che sia, ma Spock dice che le sue letture d'energia sono simili alla tecnologia romulana"
"Romulani? In questa zona dello spazio? E che vengono in nostro soccorso?"
Kirk si portò una mano alla tempia, sconsolato. Quanto stava accadendo andava oltre la sua comprensione e per quanto la storia raccontata da Riker fosse assurda i fatti gli davano ampiamente ragione e l'idea che lui e tutto il suo equipaggio non fossero che ologrammi, creazioni di un sofisticato computer, non riusciva proprio a digerirla.
"Scott è una storia lunga, piuttosto mi dica com'è la situazione in Sala Macchine?"
"Motori a curvatura fuori uso. Abbiamo a malapena metà impulso. Mi occorreranno almeno dieci ore per riuscire a rimettere l'Enterprise in gradi di viaggiare a velocità di curvatura..."
"Errato signor Scott" intervenne Riker "se controlla le letture dei motori da qui vedrà che... ci sono delle novità"
Scott fissò Riker domandandosi chi fosse quel ragazzotto che non aveva mai visto prima in plancia ma poi allungò il passo fino alla consolle indicata e con sua sorpresa vide che le letture davano piena potenza sia per i motori di curvatura che per quelli ad impulso. Quando si soffermò sull'indicatore dell'energia disponibile non poté trattenersi dall'emettere un gemito.
"Che succede Scotty?"
"La consolle deve essere fuori uso... è impossibile, segnala una potenza energetica almeno cento volte superiore a quella effettiva dell'Enterprise... è impossibile, anche i motori a curvatura e quelli ad impulso risultano operativi al cento per cento. E' sicuramente guasta!"
"Nessun guasto. Le consolle di questa plancia sono state interfacciate per rappresentare quelle della plancia della mia Enterprise. Le letture dei vostri strumenti sono in realtà quelle effettive che dispone la mia Enterprise. Scudi, armamenti, propulsione, sensori, tutto. E' mia intenzione guidare la mia nave da qui con la vostra collaborazione naturalmente" spiegò Riker impaziente. Sapeva che da un momento all'altro Data lo avrebbe contattato per effettuare l'operazione di connessione definitiva una volta che l'emulatore fosse stato disattivato.
"Che diavolo sta dicendo il ragazzo?"
"Che noi siamo tutti ologrammi ingegnere e temo, verificati gli elementi oggettivi, che ci sia un'ampia possibilità che abbia ragione"
"Capitano posso parlarle?" si inserì Spock.
"D'accordo Spock" acconsentì Kirk alzandosi dalla poltrona di comando ed avvicinandosi al vulcaniano.
"Capitano quanto detto dal signor Riker corrisponde a verità. La Breth'Ta è oggettivamente scomparsa con Kontar ed i suoi uomini senza che i nostri sensori abbiano rilevato nessun trasferimento ne traccia di curvatura. La nave che l'ha sostituita e troppo potente per poter essere opera dei romulani del nostro tempo. L'ipotesi che provengano dal futuro è probabile. E anche la faccenda relativa a questo fantomatico ponte ologrammi sta assumendo una discreta credibilità. I nostri strumenti stanno dando letture che non sono quelle delle specifiche della nostra Enterprise ma di una vascello molto più potente ed avanzato" bisbigliò il vulcaniano avendo premura di non farsi udire da Riker.
"Anche questo compatibile con un ipotetico futuro della Flotta Stellare?"
"Avevo dei dubbi fino a che non ho provato ad accedere alla memoria centrale del computer. Guardi."
Spock premette un pulsante e sul piccolo schermo del visore comparvero una serie di informazioni storiche che andavano ben oltre la data di quel giorno. Soprattutto l'intestazione delle pagine lo lasciò di stucco: Uss Enterprise Ncc 1701 D Anno 2367.
"Questo non è il nostro database" concluse Kirk
"Esatto capitano. I nostri strumenti stanno attingendo le informazioni da un'altro sistema. Molto più avanzato. Riker sta dicendo il vero. Non so se siamo realmente ologrammi e anche se questa plancia è identica a quella dell'Enterprise da qui abbiamo il controllo di una nave molto più potente ed avanzata della nostra"
"E se fosse tutto un trucco? Una manipolazione? Che ne dice signor Spock? Se anche tutto questo fosse vero che ne sappiamo che nel XXIV secolo umani e romulani non sono in pace? Potremmo scatenare una nuova guerra" ipotizzò Kirk
"Non c'è mai stata pace fra la Federazione ed i Romulani purtroppo. Al contrario di quanto è accaduto con l'Impero Klingon" intervenne Riker che aveva udito le ultime parole del capitano e che ora era davvero stanco della situazione. Decise quindi che doveva portare Kirk ed i suoi di fronte ad una scelta.
"Signori so che quanto è accaduto oggi ha dell'incredibile ma è reale e io non più tempo ne parole da sprecare per convincervi. Se servirà ordinerò al computer di farvi scomparire tutti e resterò io solo qui in plancia a manovrare la nave. Sarà dura ma potrei anche farcela."
"Che stai dicendo ragazzo? Tu sei andato fuori di senno! Ecco la verità!"
Riker si voltò di scatto verso Scott che lo aveva interrotto in malo modo guardandolo dritto negli occhi.
"Lo ha voluto lei. Computer eliminare il personaggio di Chekov"
"No!" esclamò allarmato Kirk che aveva già sperimentato i poteri di Riker.
"Ragazzo è meglio che tu vada in infermeria! Hai qualche rotella fuori post..." la voce si strozzò in gola al capo ingegnere quando Pavel Chekov si dissolse davanti ai propri occhi.
"Ora è convinto Scotty?"
Scotty deglutì rumorosamente e non osò ribattere temendo di fare la fine del povero Pavel.
"Mio Dio l'ha ucciso!" esclamò atterrita Uhura
"No, non è morto. L'ho soltanto tolto dalla programmazione. Posso farlo tornare quando voglio e lui non saprà nulla di quanto gli è accaduto. Signori ho bisogno di voi, delle vostre capacità, della vostra esperienza nelle situazioni estreme. Capitano ho bisogno della sua abilità di stratega e guerriero. Spock io ho bisogno della sua logica e della sua abilità di ufficiale scientifico. Sulu ho bisogno che manovri questa Enterprise come nessuno ha mai fatto prima... E Scotty, ho bisogno di qualcuno che tenga sotto controllo le letture dei motori. Ho bisogno di tutti voi per guidare questa nave. Sono un ufficiale della Flotta Stellare, proprio come voi, solo che sono nato cento anni nel futuro. Vi guiderò in questa missione attraverso i pericoli di un futuro che non è vostro. Cosa posso fare ancora per convincervi?"
Riker terminò di parlare e si sedette, stanco e frustrato, su una delle poltroncine della plancia consapevole di avere addosso gli sguardi di tutti i presenti.
"Capitano una chiamata... da un certo... Data" annunciò Sulu spezzando la tensione del momento.
Riker alla notizia balzò nuovamente in piedi ed ordinò che la comunicazione venisse passata sul visore, questo senza attendere il consenso di Kirk. Ma Sulu non eseguì fino a che Kirk non acconsentì e Riker lo ringraziò in maniera fintamente ossequiosa.
"Comandante Riker vedo che è riuscito a convincere l'equipaggio olografico a fornirci supporto" esordì l'androide
"Non sono ancora riuscito a guadagnarmi la loro piena fiducia. Ma confido che ci aiuteranno Data. A che punto sono i romulani?"
"La chiamavo per informarla che stanno iniziando le procedure di distacco dell'emulatore..."
"Ma è una macchina!" li interruppe Kirk per nulla entusiasta di aver perso il controllo della situazione.
"Il comandante Data è un androide ed anch'egli è un ufficiale della Flotta Stellare" spiegò Riker.
"In futuro verranno arruolati anche i robot. Affascinante" commentò laconicamente Spock.
"In realtà io sono un esemplare unico signor Spock" corresse Data "anche se va detto che nell'anno 2324 ci fu un caso precedente in cui..."
"Data! Torniamo alle faccende urgenti! Stava dicendo che i romulani sono pronti al distacco dell'emulatore"
"Uh! Certo comandante. Appunto abbiamo circa cinque minuti, trascorsi i quali l'emulatore verrà disattivato e circa due minuti in cui potrò inserirmi nel computer centrale dell'Enterprise e completare il trasferimento delle funzioni della nave alla vostra plancia. A quel punto avrete il controllo dell'Enterprise. Il mio consiglio è quello di dirigervi a curvatura nove verso lo spazio della Federazione. E' probabile che la Flotta stia inviando sul posto dei rinforzi e sarebbe quindi mossa saggia andare loro incontro"
"Emulatore?" domandò Spock incuriosito dal termine.
"E' un apparecchio romulano che consente loro di controllare le principali funzioni dell'Enterprise e di guidarla senza l'ausilio di un equipaggio" spiegò rapidamente Riker stanco di tante domande.
"Questo spiega molte cose" concluse Spock tornando ad immergersi nelle sue riflessioni.

"A che punto siamo con le operazioni Minus?"
La voce della comandante risuonò nella plancia deserta dell'Enterprise attirando l'attenzione dell'agente romulano.
"Siamo a buon punto. A minuti inizierà la fase finale. Distaccherò l'emulatore e la nave passerà sotto il controllo dei suoi uomini. A quel punto la mia missione sarà terminata con successo"
"Magnifico! Non vedo l'ora di poter mostrare al Senato questa splendida preda di guerra. Non mancherò di citarla naturalmente. Lei verrà ricoperto d'encomi e potrà avere ciò che vorrà dal Senato"
"Non quello che desidero" rispose senza entusiasmo Minus
"Che intende dire Minus?"
"La donna umana. Non potrò averla. Morirà a causa del virus che abbiamo creato per la missione"
Sela scoppiò in una fragorosa risata umiliando apertamente Minus che confidava però nella dottoressa umana, sperando che, grazie all'aiuto segretamente offerto, riuscisse a trovare un cura.
"Minus, su Romulus ci sarà una fila di donne romulane delle casate più importanti ed influenti che vorranno maritarsi con te. E tu ti preoccupi di una stupida e fragile donna umana? Basta perdere tempo ora! Tra pochi minuti lui sarà qui e non vedo l'ora di mostrargli che ho il controllo completo sulla sua nave!"
"Lui chi?" domandò Minus ingenuamente.
"Jean-Luc Picard naturalmente. Sta accorrendo qui come un pazzo. Scommetto che crede di potersi riprendere la sua nave, ma dubito che questa volta potrà ostacolarci"
"E' riuscito ad arrivare fin qui con l'Artemis? Non è possibile aveva i motori a curvatura completamente fuori uso. Io stesso mi sono premurato che divenissero inservibili quando ci siamo ammutinati"
"Mio caro Minus tu sottovaluti gli umani. Eppure hai trascorso così tanto tempo fra di loro. I loro ingegneri, devo ammetterlo, sono ancora un passo avanti ai nostri" ammise Sela " Tranne quando si tratta di emulatori" subito riscattò il suo popolo.
"Consiglio prudenza comandante. Picard non è un tipo da sottovalutare. Potrebbe avere in serbo un piano a noi ignoto. Consiglio di lasciare immediatamente la zona e di fare rotta per Romulus. Non vale la pena di correre ulteriori rischi"
"Non questa volta! Questa volta non fuggirò davanti a Picard! Questa volta sarò io ad avere la vittoria e sarà definitiva. A questo punto della missione nessuno può più fermarci! "
L'immagine della donna dalla bionda chioma scomparve dallo schermo principale lasciando Minus in compagnia dell'emulatore e di alcuni tecnici che gli voltavano le spalle intenti a condurre le operazioni necessarie per prendere il controllo della nave.
Il romulano tornò a lavorare all'emulatore ma non riuscì a trovare la necessaria concentrazione accecato com'era dalla rabbia e distrutto dal doloroso pensiero che Amalia sarebbe presto morta per causa sua e del suo popolo.
Cercò di racimolare il consueto distacco facendo appello al suo speciale addestramento e lentamente iniziò le operazioni per sganciare le funzioni controllate dall'emulatore quando qualcosa attirò la sua attenzione. Letture di energia inconsuete. Il piccolo schermo incastonato nell'emulatore stava segnalando qualcosa di insolito.
- forse è un tentativo di intrusione - ipotizzò. Attivò quindi una ricerca di basso profilo per individuare la fonte del segnale. Non fu facile perché chi lo stava emettendo si era premurato di lasciare dietro di sé numerose false tracce ma non sufficienti per ingannarlo. Il segnale di ricerca inseguì l'altro segnale attraverso i nodi d'energia e le consolle, attraversando mezza nave fino a giungere in un punto assolutamente inaspettato: la saletta tattica del capitano.
- L'androide! - dedusse Minus.
Era certo di averlo disattivato seguendo una procedura che lo spionaggio gli aveva fornito e che si era rivelata efficace ma forse gli umani erano intervenuti a modificare qualche parametro di cui non erano a conoscenza.
Lasciò perdere l'emulatore e senza avvisare nessuno si diresse verso la saletta.
"Umani ne sanno una più del diavolo" si limitò a dire scoprendo Data perfettamente in funzione e al lavoro sul computer dell'ufficio del capitano.


VAI AL CAPITOLO: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [[13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [Epilogo]
 

Home -