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Il
palmo della mano di Kirk sfiorò la parete del ponte ologrammi
senza mai toccarla, come se avesse timore di un contatto diretto.
Si soffermò in un punto in cui due linee gialle della griglia
olografica si incrociavano fra di loro perpendicolarmente.
"Sorprendente" mormorò fra sé mentre Riker
e Sulu lo osservavano fermi al centro del Ponte Ologrammi.
"Ora è convinto capitano?" affrettò Riker
che non aveva tempo da perdere oltre a non avere alcuna intenzione
di spiegare come funzionasse tecnicamente il Ponte Ologrammi ad
un ologramma.
Kirk non rispose e continuò a camminare lentamente lungo
la parete fino a quando non giunse nei pressi dell'arco e la sua
attenzione fu attirata da ciò che stava fuori dal ponte ologrammi.
"Dove si va da quella parte? Ha detto che siamo su una nave
stellare. Possiamo parlare con il capitano?" domandò
Kirk.
"Come le ho già detto siamo intrappolati qui dentro.
C'è un campo di forza che ci imprigiona" spiegò
nuovamente Will impaziente.
Kirk allungò la mano con prudenza verso lo stretto varco
che Riker era riuscito ad aprire in precedenza, allargando manualmente
le due porte dell'uscita, fino a che i suoi polpastrelli non entrarono
in contatto con il campo energetico causando uno sfrigolio fastidioso.
Kirk ritrasse istintivamente la mano anche se non aveva provato
alcun fastidio ne dolore come invece si sarebbe atteso.
"Ma se sono un ologramma com'è che non riesco a passare?"
chiese spiegazioni Kirk
"Perché la tecnologia olografica coopta buona parte
della tecnologia del teletrasporto. Lei non è che un insieme
di campi di forza ben modellati dal computer che riproducono e gestiscono
della materia virtuale. Il campo di forza lo riconosce come reale
ed entra in funzione. Ma anche se non fosse presente lei si disgregherebbe
una volta fuori dal Ponte Ologrammi. Li la griglia non arriva a
mantenere i campi attivi. Se non fosse che sono intrappolato qui
dentro glielo potrei dimostrare senza difficoltà. Ma già
il fatto che abbia fatto scomparire la sua Enterprise dovrebbe convincerla
non crede?" affondò Will.
Kirk si portò la mano al mento massaggiandoselo ripetutamente.
Il capitano stava riflettendo sul da farsi presagì Riker.
"Supponiamo che quello che dice sia vero" riprese a parlare
Kirk avvicinandosi a Riker "supponiamo che io e Ikaru non siamo
altro che due creazioni del computer della sua nave, due personaggi
di un gioco per adulti, perché mai non riprogramma il computer
e semplicemente non ci piega alle sue necessità? Io lo farei
se fossi al suo posto."
"I Romulani hanno il controllo della nave. Io e il comandante
Data stiamo agendo nell'ombra e non abbiamo accesso a tutti i sistemi.
Se forzassimo la programmazione della simulazione rischieremmo di
venire individuati e non possiamo permettercelo. Per questo sono
costretto a convincervi a collaborare come se voi foste veramente
persone
reali"
"E così noi non siamo reali. Un bel guaio vero Sulu?"
ironizzò Kirk scambiando un'occhiata col suo timoniere.
"Capitano a me questa faccenda puzza lontano un miglio"
ammonì Sulu restio a farsi convincere dalle chiacchiere di
Riker.
"Signori, comprendo appieno il vostro disorientamento e sono
consapevole della difficoltà della mia missione. In passato
è però accaduto che ologrammi creati per momenti di
svago acquisissero consapevolezza di sé e il capitano Picard
è stato estremamente benevolo con loro dandogli la possibilità
di continuare ad esistere seppur all'interno di una cella di memoria.
Voi non siete altro che una sequenza di dati, per voi non c'è
nessuna vita al di fuori di questa stanza. Ma al di là di
questo siete stati creati attingendo a tutte le informazioni a disposizione
della Flotta Stellare circa quello che era stato vostro profilo
psicologico e caratteriale quando eravate in vita. Con un'approssimazione
del novant'otto virgola cinque per cento. E se questo è vero
io so di avere di fronte, seppur in replica olografica, quanto c'è
di più vicino a coloro che furono Ikaru Sulu e James T. Kirk.
La nave su coi vi trovate si chiama Enterprise ed è l'ammiraglia
della Flotta Stellare del XXIV secolo e sta per finire nelle mani
dei Romulani. Ai vostri tempi sarebbe stata una disfatta e lo è
anche ai miei e per tale motivo lo devo impedire a tutti i costi,
anche arrivando a distruggerla piuttosto che lasciare che arrivi
in orbita attorno a Romulus. Quindi, se la Storia non ha mentito,
io so che per voi le sorti della Federazione sono sempre state una
priorità e che non vi siete mai tirati indietro di fronte
a nessuna difficoltà quando c'era di mezzo il bene dell'umanità.
Ebbene questa è un'altra di queste volte e, olografici o
meno, io non mi aspetto niente di meno da voi e da tutto il suo
equipaggio capitano!" concluse Riker in crescendo, facendo
appello alle sue capacità di oratore, attingendo al suo repertorio
melodrammatico.
Kirk e Sulu finsero indifferenza e mascherarono ogni reazione emotiva.
"Possiamo restare un momento da soli?" fu la richiesta
di Kirk a cui Will acconsentì malvolentieri. Sperava di essere
riuscito ad ottenere la collaborazione dei due ologrammi ma la loro
resistenza era superiore alle sue aspettative. Dentro di sé
maledì la programmazione della personalità così
accurata e verosimile.
"Sulu che ne pensa?" chiese consiglio Kirk dopo essersi
allontanato qualche metro da Riker.
"Non lo so capitano. E' una faccenda così assurda. Però
non posso negare con certezza che quello che ci sta raccontando
sia vero" fu sincero Sulu.
"Infatti. L'Enterprise, i klingon, Kontar, tutti scomparsi.
E ci troviamo in questa stanza solo noi due e lui. E questa faccenda
dei Romulani
"
"E se avesse ragione? E se veramente fossimo nel XXIV secolo?
Per quanto assurda la storia che ci ha raccontato è credibile"
"Me lo sto domandando anch'io. Devo parlare con Spock. Forse
lui e la sua logica vulcaniana potrebbero illuminarmi" concluse
Kirk.
"Si ma come arriviamo a Spock? E' scomparso insieme all'Enterprise"
"Se Riker dice il vero, come l'ha fatta scomparire potrà
farla riapparire non crede? In caso contrario avremo scoperto il
suo bluff. Andiamo"
Kirk e Sulu terminarono il consulto e si riavvicinarono a Riker
che a braccia conserte li attendeva.
"Ho bisogno di consultarmi con il signor Spock prima di prendere
una decisione" comunicò Kirk
"Lo immaginavo. Credo che la cosa migliore sia ritrovarsi tutti
in plancia. Così potrò mostrarvi qualcos'altro che
potrà convincervi che dico il vero"
"Si concordo
Se sapessi dove andare per tornare in plancia"
obiettò sarcastico Kirk
Will abbozzò un sorriso forzato e mostrò al capitano
il suo potere.
"Computer, riprendi programma da ultimo punto di salvataggio"
Come sempre passarono alcuni secondi prima che il computer eseguisse
ed un attimo prima che la Sala Teletrasporto si rimaterializzasse
Riker vide la bocca di Kirk aprirsi come per dire qualcosa salvo
richiudersi altrettanto rapidamente una volta tornato a bordo della
sua nave.
Kirk e Sulu si scambiarono un'occhiata d'intesa. Se quello di Riker
era un bluff non sarebbe stato scoperto a questo rilancio.
"Ordini a Spock di tornare in plancia. Avremo bisogno anche
del capo ingegnere per cui avvisi anche Scotty"
"Altri ordini sottotenente?" intervenne Kirk stizzito
per la strana situazione che ora lo vedeva anche ricevere ordini
da un sottoposto.
"No. Per ora può bastare" ribatté Riker
senza abboccare alla provocazione. Era terminato il tempo per giocare.
Ora non doveva più impersonare il ruolo del sottotenente
Riker ma doveva riprendersi il suo grado di comandante della Flotta
Stellare del XXIV secolo, anche se stava ancora indossando un'uniforme
vecchia di cent'anni. Che a Kirk fosse piaciuto o meno ora il comando
delle operazioni sarebbe passato sotto il suo controllo o lo avrebbe
fatto scomparire dalla simulazione senza nessun timore riverenziale.
Riker scansò Kirk e Sulu ed imboccò sicuro la porta
della sala alla ricerca del turboascensore più vicino senza
accertarsi che i due lo stessero effettivamente seguendo.
"Riker!" lo chiamò a gran voce Sulu poco dopo.
Will si arrestò voltandosi scorgendo l'orientale ancora sulla
porta della Sala Teletrasporto che lo chiamava a sé con un
gesto della mano.
"Da questa parte per la plancia" indicò.
Will notò solo allora che poco distante all'ingresso alla
Sala Teletrasporto si trovava un comodo accesso ai turboascensori.
- Dannazione - mormorò fra sé - non mi riesce di non
collezionare figuracce -
Mentre tornava sui suoi passi non poté che ammettere che
per la riuscita della missione avrebbe avuto più bisogno
di aiuto di quello che aveva preventivato, vista la sua scarsa conoscenza
dell'Enterprise originale. La prospettiva di dover devolvere a degli
ologrammi molta parte del lavoro non lo rallegrava affatto.
"Comandante
Sela l'Artemis continua ad avvicinarsi. Ci raggiungerà fra
uno punto due unità di tempo standard"
Sela era seduta sulla poltrona di comando del Falco da Guerra Romulano
Narendra, così battezzato in onore di una grande vittoria
del passato sui klingon. Per uno scherzo del destino proprio in
quella battaglia sua madre, una umana, ufficiale a bordo della versione
precedente della Uss Enterprise era stata presa prigioniera dopo
la distruzione della sua nave.
"Consiglio di accelerare i tempi di trasferimento delle squadre
di ingegneria. Sarebbe meglio ripartire prima di essere raggiunti"
consigliò uno degli ufficiali di plancia.
"Sbaglio o l'Artemis non ha nessuna possibilità di competere
con noi?" chiese conferma Sela i cui occhi socchiusi erano
nascosti dal palmo della mano poggiato alla fronte.
"Confermo comandante. Ma suggerisco comunque di evitare lo
scontro. Sicuramente al comando dell'Artemis c'è Picard e
sconsiglio vivamente di sottovalutarlo. In passato
"
"Questa volta Picard sarà sconfitto!" urlò
improvvisamente Sela alzandosi di scatto in piedi, come ridestata
dal torpore, puntando un dito con fare minaccioso verso il suo ufficiale
che aveva osato ricordarle le sue passate sconfitte.
"L'Artemis è una carretta male armata e non può
assolutamente nuocerci. Ormai l'Enterprise è nelle nostre
mani e Picard non potrà fare nulla per impedirlo! Lasciamolo
venire, lasciamogli credere che non ci siamo resi conto di lui.
Quando sarà qui distruggeremo la sua nave e lo cattureremo.
Quando mi presenterò nell'Assemblea del Senato con la sua
nave in orbita e la sua testa in un piatto non potranno non restituirmi
il mio onore e un posto di primo piano nell'esercito. E voi con
me!"
Sela pregustava il sapore della vittoria e stava fremendo per la
snervante attesa. Il suo piano era praticamente riuscito e entro
poche ore la vittoria completa sarebbe stata sua. Ma non rivelò
ai suoi uomini che nel profondo temeva l'incontro con Picard e che
una parte di lei la stava supplicando di entrare in curvatura e
accontentarsi dell'Enterprise che comunque le sarebbe valsa tutti
gli onori dell'Impero. Ma la sua sete di vendetta la stava trattenendo
ad un passo dallo spazio romulano in attesa che il suo antico nemico
giungesse per poterlo affrontare ancora una volta. Ma questa volta
ne sarebbe uscita vincitrice giurò a sé stessa.
Le
porte del turboascensore si aprirono e mostrarono una serie di phaser
spianati che spuntavano da dietro le consolle della plancia.
"Capitano!" la voce dolce di Uhura li accolse mentre entravano
a passo deciso in plancia.
Gli altri ufficiali della plancia comparvero da dietro le poltrone
e delle piccole barricate improvvisate costituite da pezzi di consolle
fuori uso.
"Tenente Uhura è un piacere rivederla" la salutò
Kirk dirigendosi immediatamente alla consolle scientifica per verificare
se era possibile rintracciare i klingon con i sensori esterni. La
storia di Riker non lo convinceva affatto e temeva che lo stesse
distraendo dall'effettivo pericolo costituito dai klingon.
"Capitano che sta succedendo? Il piano ha avuto successo?"
domandò Uhura confusa non attendendosi di vedere tornare
il suo capitano così presto.
"Sembra che i klingon siano scomparsi nel nulla" spiegò
Sulu che nel frattempo era andato a sistemarsi alla postazione del
navigatore e anch'egli controllava le misurazioni dei suoi strumenti.
"Come? Scomparsi? In che senso?" Uhura era sempre più
confusa.
"Li ho fatti sparire io" intervenne Riker sul cui volto
aveva preso forma un largo sorriso beffardo.
"Non sarei così sicuro di lei signor Riker. Sto verificando
con i sensori esterni e anche se non riesco ad identificarlo con
precisione sto rilevando una vascello là fuori. Come pensavo
la Breth'Ta è ancora qui vicino"
"Non è la Breth'Ta quella la fuori. Se controlla le
letture di energia vedrà che è un centinaio di volte
più potente"
Kirk tornò a chinarsi sul visore per verificare quanto andava
dicendo Riker
"Che diamine
Che vascello klingon è in grado di
generare tanta potenza? Potrebbe essere una nuova arma segreta klingon"
"Non sono klingon sono romulani" lo corresse Riker.
"Romulani?" domandò Uhura che non riusciva a trovare
un filo logico nel dialogo fra il capitano e Riker.
"Esatto. Romulani" la voce fredda e calma di Spock giunse
in plancia a dar man forte alla verità di Riker.
"Spock!"
"Capitano" salutò il vulcaniano uscendo dal turboascensore
seguito da Chekov e Railey.
"Mentre ero in Sala Controlli Ambientali ho fatto una scansione
utilizzando i sensori esterni ed ho rilevato la scomparsa della
Breth'Ta nonché di ogni forma di vita klingon sui ponti dell'Enterprise.
Un fenomeno curioso che non è stato registrato dai nostri
sensori" spiegò Spock facendo di lato il capitano e
sostituendolo alla lettura del visore scientifico. Kirk si fece
da parte senza protestare consapevole che Spock era sicuramente
migliore di lui quando si trattava di analizzare delle letture scientifiche.
"Ho rilevato invece un'emissione di energia assimilabile a
quella dei motori a curvatura romulani. Solo una centinaio di volte
più potente di quella che abbiamo rilevato anni fa"
Riker scrollò le spalle allargando le braccia "infatti
là fuori c'è un Falco da Guerra romulano di classe
D'deridex che ci attende. Mi serve il vostro aiuto per manovrare
l'Enterprise da questa plancia e portarla via di qui" intervenne
Riker.
Spock, che era all'oscuro di quanto era stata rivelato a Kirk sollevò
la testa dal visore ed inarcò un sopracciglio.
"Sottotenente Riker c'è qualcosa che sa che non ci ha
rivelato?" domandò Spock
"Il signor Riker sostiene una teoria alquanto
originale
"
spiegò Kirk andando a sedersi alla sua poltrona "secondo
la quale noi tutti, tranne lui siamo tutti ologrammi ricreati da
un sofisticatissimo computer del futuro che si trova sull'Enterprise,
ma non questa la sua, un'Enterprise del futuro che sarebbe stata
catturata dai romulani e ora vorrebbe che lo aiutassimo a riprenderne
il controllo"
Spock inarcò ancora di più il sopracciglio al punto
che il suo volto acquistò un'espressione buffa.
"Non mi guardi Spock, lo so anch'io che la faccenda sembra
senza senso ma poco fa il signor Riker ha letteralmente fatto scomparire
la nave. Io e Sulu ci siamo ritrovati in una grande stanza con un
reticolo giallo che egli chiama Ponte Ologrammi. E' una tecnologia
del futuro che serve a ricreare realtà virtuali... "
"Esattamente capitano. La nave che potete vedere là
fuori..." Riker premette un pulsante che trasferì l'immagine
dello spazio circostante alla sua Enterprise sullo schermo principale
"... è una nave Romulana del XXIV secolo"
Sullo schermo comparve l'inconfondibile sagoma verdastra della grande
nave romulana e i presenti in plancia rimasero a bocca aperta di
fronte all'ignota minaccia.
"Quanto è grande Spock?" domandò Kirk sconvolto.
"I sensori non sono precisi. Ma sicuramente più di duemila
metri. Notevole direi" commentò il vulcaniano.
"Mio Dio è una ventina di volte più grande di
noi!" l'esclamazione giunse alle spalle di Riker e proveniva
dal comandante Scott che era solo ora giunto in plancia.
"Non oso immaginarne le letture di potenza..." aggiunse
prima di fare rapporto al capitano.
"Scotty lieto di vederla" lo salutò Kirk
"Capitano i klingon se ne sono andati! Devono aver rinunciato
all'assalto!" annunciò con fare concitato il capo ingegnere
notando che però nessuno dei suoi compagni pareva impressionato
dalla notizia.
"Non capite? I klingon se ne sono andati!" ribadì
guardando le facce dei presenti in plancia.
"Lo sappiamo Scotty. Si calmi ora" lo tranquillizzò
Kirk
"E quella nave la fuori? Sono nostri alleati? Li hanno sconfitti
loro i Klingon?" domandò ancora il capo ingegnere
"Non sappiamo che sia, ma Spock dice che le sue letture d'energia
sono simili alla tecnologia romulana"
"Romulani? In questa zona dello spazio? E che vengono in nostro
soccorso?"
Kirk si portò una mano alla tempia, sconsolato. Quanto stava
accadendo andava oltre la sua comprensione e per quanto la storia
raccontata da Riker fosse assurda i fatti gli davano ampiamente
ragione e l'idea che lui e tutto il suo equipaggio non fossero che
ologrammi, creazioni di un sofisticato computer, non riusciva proprio
a digerirla.
"Scott è una storia lunga, piuttosto mi dica com'è
la situazione in Sala Macchine?"
"Motori a curvatura fuori uso. Abbiamo a malapena metà
impulso. Mi occorreranno almeno dieci ore per riuscire a rimettere
l'Enterprise in gradi di viaggiare a velocità di curvatura..."
"Errato signor Scott" intervenne Riker "se controlla
le letture dei motori da qui vedrà che... ci sono delle novità"
Scott fissò Riker domandandosi chi fosse quel ragazzotto
che non aveva mai visto prima in plancia ma poi allungò il
passo fino alla consolle indicata e con sua sorpresa vide che le
letture davano piena potenza sia per i motori di curvatura che per
quelli ad impulso. Quando si soffermò sull'indicatore dell'energia
disponibile non poté trattenersi dall'emettere un gemito.
"Che succede Scotty?"
"La consolle deve essere fuori uso... è impossibile,
segnala una potenza energetica almeno cento volte superiore a quella
effettiva dell'Enterprise... è impossibile, anche i motori
a curvatura e quelli ad impulso risultano operativi al cento per
cento. E' sicuramente guasta!"
"Nessun guasto. Le consolle di questa plancia sono state interfacciate
per rappresentare quelle della plancia della mia Enterprise. Le
letture dei vostri strumenti sono in realtà quelle effettive
che dispone la mia Enterprise. Scudi, armamenti, propulsione, sensori,
tutto. E' mia intenzione guidare la mia nave da qui con la vostra
collaborazione naturalmente" spiegò Riker impaziente.
Sapeva che da un momento all'altro Data lo avrebbe contattato per
effettuare l'operazione di connessione definitiva una volta che
l'emulatore fosse stato disattivato.
"Che diavolo sta dicendo il ragazzo?"
"Che noi siamo tutti ologrammi ingegnere e temo, verificati
gli elementi oggettivi, che ci sia un'ampia possibilità che
abbia ragione"
"Capitano posso parlarle?" si inserì Spock.
"D'accordo Spock" acconsentì Kirk alzandosi dalla
poltrona di comando ed avvicinandosi al vulcaniano.
"Capitano quanto detto dal signor Riker corrisponde a verità.
La Breth'Ta è oggettivamente scomparsa con Kontar ed i suoi
uomini senza che i nostri sensori abbiano rilevato nessun trasferimento
ne traccia di curvatura. La nave che l'ha sostituita e troppo potente
per poter essere opera dei romulani del nostro tempo. L'ipotesi
che provengano dal futuro è probabile. E anche la faccenda
relativa a questo fantomatico ponte ologrammi sta assumendo una
discreta credibilità. I nostri strumenti stanno dando letture
che non sono quelle delle specifiche della nostra Enterprise ma
di una vascello molto più potente ed avanzato" bisbigliò
il vulcaniano avendo premura di non farsi udire da Riker.
"Anche questo compatibile con un ipotetico futuro della Flotta
Stellare?"
"Avevo dei dubbi fino a che non ho provato ad accedere alla
memoria centrale del computer. Guardi."
Spock premette un pulsante e sul piccolo schermo del visore comparvero
una serie di informazioni storiche che andavano ben oltre la data
di quel giorno. Soprattutto l'intestazione delle pagine lo lasciò
di stucco: Uss Enterprise Ncc 1701 D Anno 2367.
"Questo non è il nostro database" concluse Kirk
"Esatto capitano. I nostri strumenti stanno attingendo le informazioni
da un'altro sistema. Molto più avanzato. Riker sta dicendo
il vero. Non so se siamo realmente ologrammi e anche se questa plancia
è identica a quella dell'Enterprise da qui abbiamo il controllo
di una nave molto più potente ed avanzata della nostra"
"E se fosse tutto un trucco? Una manipolazione? Che ne dice
signor Spock? Se anche tutto questo fosse vero che ne sappiamo che
nel XXIV secolo umani e romulani non sono in pace? Potremmo scatenare
una nuova guerra" ipotizzò Kirk
"Non c'è mai stata pace fra la Federazione ed i Romulani
purtroppo. Al contrario di quanto è accaduto con l'Impero
Klingon" intervenne Riker che aveva udito le ultime parole
del capitano e che ora era davvero stanco della situazione. Decise
quindi che doveva portare Kirk ed i suoi di fronte ad una scelta.
"Signori so che quanto è accaduto oggi ha dell'incredibile
ma è reale e io non più tempo ne parole da sprecare
per convincervi. Se servirà ordinerò al computer di
farvi scomparire tutti e resterò io solo qui in plancia a
manovrare la nave. Sarà dura ma potrei anche farcela."
"Che stai dicendo ragazzo? Tu sei andato fuori di senno! Ecco
la verità!"
Riker si voltò di scatto verso Scott che lo aveva interrotto
in malo modo guardandolo dritto negli occhi.
"Lo ha voluto lei. Computer eliminare il personaggio di Chekov"
"No!" esclamò allarmato Kirk che aveva già
sperimentato i poteri di Riker.
"Ragazzo è meglio che tu vada in infermeria! Hai qualche
rotella fuori post..." la voce si strozzò in gola al
capo ingegnere quando Pavel Chekov si dissolse davanti ai propri
occhi.
"Ora è convinto Scotty?"
Scotty deglutì rumorosamente e non osò ribattere temendo
di fare la fine del povero Pavel.
"Mio Dio l'ha ucciso!" esclamò atterrita Uhura
"No, non è morto. L'ho soltanto tolto dalla programmazione.
Posso farlo tornare quando voglio e lui non saprà nulla di
quanto gli è accaduto. Signori ho bisogno di voi, delle vostre
capacità, della vostra esperienza nelle situazioni estreme.
Capitano ho bisogno della sua abilità di stratega e guerriero.
Spock io ho bisogno della sua logica e della sua abilità
di ufficiale scientifico. Sulu ho bisogno che manovri questa Enterprise
come nessuno ha mai fatto prima... E Scotty, ho bisogno di qualcuno
che tenga sotto controllo le letture dei motori. Ho bisogno di tutti
voi per guidare questa nave. Sono un ufficiale della Flotta Stellare,
proprio come voi, solo che sono nato cento anni nel futuro. Vi guiderò
in questa missione attraverso i pericoli di un futuro che non è
vostro. Cosa posso fare ancora per convincervi?"
Riker terminò di parlare e si sedette, stanco e frustrato,
su una delle poltroncine della plancia consapevole di avere addosso
gli sguardi di tutti i presenti.
"Capitano una chiamata... da un certo... Data" annunciò
Sulu spezzando la tensione del momento.
Riker alla notizia balzò nuovamente in piedi ed ordinò
che la comunicazione venisse passata sul visore, questo senza attendere
il consenso di Kirk. Ma Sulu non eseguì fino a che Kirk non
acconsentì e Riker lo ringraziò in maniera fintamente
ossequiosa.
"Comandante Riker vedo che è riuscito a convincere l'equipaggio
olografico a fornirci supporto" esordì l'androide
"Non sono ancora riuscito a guadagnarmi la loro piena fiducia.
Ma confido che ci aiuteranno Data. A che punto sono i romulani?"
"La chiamavo per informarla che stanno iniziando le procedure
di distacco dell'emulatore..."
"Ma è una macchina!" li interruppe Kirk per nulla
entusiasta di aver perso il controllo della situazione.
"Il comandante Data è un androide ed anch'egli è
un ufficiale della Flotta Stellare" spiegò Riker.
"In futuro verranno arruolati anche i robot. Affascinante"
commentò laconicamente Spock.
"In realtà io sono un esemplare unico signor Spock"
corresse Data "anche se va detto che nell'anno 2324 ci fu un
caso precedente in cui..."
"Data! Torniamo alle faccende urgenti! Stava dicendo che i
romulani sono pronti al distacco dell'emulatore"
"Uh! Certo comandante. Appunto abbiamo circa cinque minuti,
trascorsi i quali l'emulatore verrà disattivato e circa due
minuti in cui potrò inserirmi nel computer centrale dell'Enterprise
e completare il trasferimento delle funzioni della nave alla vostra
plancia. A quel punto avrete il controllo dell'Enterprise. Il mio
consiglio è quello di dirigervi a curvatura nove verso lo
spazio della Federazione. E' probabile che la Flotta stia inviando
sul posto dei rinforzi e sarebbe quindi mossa saggia andare loro
incontro"
"Emulatore?" domandò Spock incuriosito dal termine.
"E' un apparecchio romulano che consente loro di controllare
le principali funzioni dell'Enterprise e di guidarla senza l'ausilio
di un equipaggio" spiegò rapidamente Riker stanco di
tante domande.
"Questo spiega molte cose" concluse Spock tornando ad
immergersi nelle sue riflessioni.
"A che punto siamo con le operazioni Minus?"
La voce della comandante risuonò nella plancia deserta dell'Enterprise
attirando l'attenzione dell'agente romulano.
"Siamo a buon punto. A minuti inizierà la fase finale.
Distaccherò l'emulatore e la nave passerà sotto il
controllo dei suoi uomini. A quel punto la mia missione sarà
terminata con successo"
"Magnifico! Non vedo l'ora di poter mostrare al Senato questa
splendida preda di guerra. Non mancherò di citarla naturalmente.
Lei verrà ricoperto d'encomi e potrà avere ciò
che vorrà dal Senato"
"Non quello che desidero" rispose senza entusiasmo Minus
"Che intende dire Minus?"
"La donna umana. Non potrò averla. Morirà a causa
del virus che abbiamo creato per la missione"
Sela scoppiò in una fragorosa risata umiliando apertamente
Minus che confidava però nella dottoressa umana, sperando
che, grazie all'aiuto segretamente offerto, riuscisse a trovare
un cura.
"Minus, su Romulus ci sarà una fila di donne romulane
delle casate più importanti ed influenti che vorranno maritarsi
con te. E tu ti preoccupi di una stupida e fragile donna umana?
Basta perdere tempo ora! Tra pochi minuti lui sarà qui e
non vedo l'ora di mostrargli che ho il controllo completo sulla
sua nave!"
"Lui chi?" domandò Minus ingenuamente.
"Jean-Luc Picard naturalmente. Sta accorrendo qui come un pazzo.
Scommetto che crede di potersi riprendere la sua nave, ma dubito
che questa volta potrà ostacolarci"
"E' riuscito ad arrivare fin qui con l'Artemis? Non è
possibile aveva i motori a curvatura completamente fuori uso. Io
stesso mi sono premurato che divenissero inservibili quando ci siamo
ammutinati"
"Mio caro Minus tu sottovaluti gli umani. Eppure hai trascorso
così tanto tempo fra di loro. I loro ingegneri, devo ammetterlo,
sono ancora un passo avanti ai nostri" ammise Sela " Tranne
quando si tratta di emulatori" subito riscattò il suo
popolo.
"Consiglio prudenza comandante. Picard non è un tipo
da sottovalutare. Potrebbe avere in serbo un piano a noi ignoto.
Consiglio di lasciare immediatamente la zona e di fare rotta per
Romulus. Non vale la pena di correre ulteriori rischi"
"Non questa volta! Questa volta non fuggirò davanti
a Picard! Questa volta sarò io ad avere la vittoria e sarà
definitiva. A questo punto della missione nessuno può più
fermarci! "
L'immagine della donna dalla bionda chioma scomparve dallo schermo
principale lasciando Minus in compagnia dell'emulatore e di alcuni
tecnici che gli voltavano le spalle intenti a condurre le operazioni
necessarie per prendere il controllo della nave.
Il romulano tornò a lavorare all'emulatore ma non riuscì
a trovare la necessaria concentrazione accecato com'era dalla rabbia
e distrutto dal doloroso pensiero che Amalia sarebbe presto morta
per causa sua e del suo popolo.
Cercò di racimolare il consueto distacco facendo appello
al suo speciale addestramento e lentamente iniziò le operazioni
per sganciare le funzioni controllate dall'emulatore quando qualcosa
attirò la sua attenzione. Letture di energia inconsuete.
Il piccolo schermo incastonato nell'emulatore stava segnalando qualcosa
di insolito.
- forse è un tentativo di intrusione - ipotizzò. Attivò
quindi una ricerca di basso profilo per individuare la fonte del
segnale. Non fu facile perché chi lo stava emettendo si era
premurato di lasciare dietro di sé numerose false tracce
ma non sufficienti per ingannarlo. Il segnale di ricerca inseguì
l'altro segnale attraverso i nodi d'energia e le consolle, attraversando
mezza nave fino a giungere in un punto assolutamente inaspettato:
la saletta tattica del capitano.
- L'androide! - dedusse Minus.
Era certo di averlo disattivato seguendo una procedura che lo spionaggio
gli aveva fornito e che si era rivelata efficace ma forse gli umani
erano intervenuti a modificare qualche parametro di cui non erano
a conoscenza.
Lasciò perdere l'emulatore e senza avvisare nessuno si diresse
verso la saletta.
"Umani ne sanno una più del diavolo" si limitò
a dire scoprendo Data perfettamente in funzione e al lavoro sul
computer dell'ufficio del capitano.
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