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L'ULTIMO VIAGGIO DELL'ARTEMIS
EPILOGO

"E' sicuro di voler entrare capitano?"
"Certamente William. Dopo aver visionato il suo rapporto e quello di Data mi è venuta un'irresistibile curiosità e poi sa bene quello che desidero fare, per quanto assurdo potrà sembrarle"
"Non mi sembra per nulla assurdo capitano, mi creda" rispose Will annuendo. Premette poi il pulsante della consolle del Ponte Ologrammi.
"Computer caricare programma Kirk1"
La griglia di colore giallo del Ponte Ologrammi svanì, sostituita rapidamente da un lungo corridoio curvilineo con numerose porte laterali. Picard riconobbe la configurazione tipo di una nave di classe Constitution.
"Da questa parte capitano" indicò Riker facendo strada.
Lungo il corridoio incrociarono un paio di membri dell'equipaggio che salutarono calorosamente Riker congratulandosi con lui per aver sconfitto sia i klingon che i romulani. A bordo dell'Enterprise olografica regnava una certa confusione su quello che era stato il reale svolgimento dei fatti e storie di vario genere circolavano fra l'equipaggio nel fantasioso intento di spiegare l'improvvisa scomparsa degli uomini di Kontar e l'arrivo di una potente nave romulana mai vista prima.
"Vedo che è molto popolare a bordo William" sottolineò Picard dopo che i due se ne furono andati.
Riker diede a Picard un largo sorriso per risposta e successivamente indicò sulla destra l'ingresso ad un turbo ascensore.
Una volta dentro selezionò manualmente la destinazione e in pochi secondi le porte tornarono ad aprirsi mostrando la visione della plancia con i suoi ufficiali al lavoro.
La prima ad accoglierli fu Uhura che si alzò prontamente in piedi poggiando sulla consolle l'auricolare.
"Benvenuto comandante Riker!"
Le parole della donna attirarono l'attenzione degli altri membri della plancia che salutarono festosamente a loro volta.
"Bentornato a bordo signor Riker. Le dona molto l'uniforma del futuro" lo salutò Kirk seduto alla sua poltrona.
"Capitano, come le avevo anticipato ho portato con me il capitano Picard. Desiderava incontrarla di persona"
I due capitani si fissarono senza dire una sola parola per un istante di troppo, attirando l'attenzione dei presenti che interruppero le loro attività in attesa degli sviluppi.
"Beh? Vi siete innamorati?" ruppe il silenzio un uomo con l'uniforme della sezione medica che Riker riconobbe come il dottor McCoy.
"Capitano Picard è un piacere fare la sua conoscenza" continuò allungando la mano offrendo il gesto di saluto "dottor Leonard McCoy, ufficiale medico capo di questa nave, che sta disperatamente tentando di sintetizzare dei preziosi farmaci contro la febbre tarelliana che sta imperversando su Ternarus III, ma che grazie all'intervento del suo Primo Ufficiale non è ancora riuscito nell'opera!"
"Bones! Risparmia il tuo sarcasmo per il signor Spock. Almeno lui non può venirne offeso" lo rimproverò Kirk imbarazzato per l'intervento sopra le righe del suo ufficiale.
Il vulcaniano istintivamente sollevò un sopracciglio trovando le parole del capitano vagamente offensive.
"Non è sarcasmo Jim. E' la realtà dei fatti. Prima i Klingon, poi i Romulani. Ora ho l'infermeria piena di feriti e tutti i ragazzi impegnati a curare le loro ferite. E Dio solo sa quando potrò continuare a sintetizzare il vaccino!" continuò la vibrante protesta del dottore.
"Bones ti ricordi quello che ti ho detto? Siamo solo ologrammi. Ternarus III può attendere. Se vuoi posso chiedere al signor Riker di riprogrammare la simulazione"
McCoy strabuzzò gli occhi come se Kirk avesse appena pronunciato delle offese irripetibili.
"Qui siete tutti pazzi! Ancora con questa storia degli ologrammi! Andate al diavolo! Si faccia da parte capitano, preferisco tornare nella mia infermeria che restare un minuto di più in questa plancia di pazzi!" esclamò McCoy scansando Picard ed infilandosi con incredibile rapidità nel turbo ascensore, scomparendo alla vista dei presenti.
"Affascinante" fu il laconico commento di Spock che fece scoppiare la plancia in una fragorosa risata. Picard escluso, che, confuso non comprese l'ilarità della situazione, seriamente convinto che il dottore avesse realmente dei motivi per ritenerlo responsabile dei suoi guai.
"Capitano Picard non dia peso alle parole del dottor McCoy. E' fatto così. E non vorrei mai che fosse diverso" spiegò Kirk notando l'imbarazzo di Picard.
Picard non poteva comprendere ma conosceva bene le dinamiche dei rapporti umani che si sviluppavano a bordo di una nave stellare dopo anni di servizio fianco a fianco e accettò senza riserve le parole di Kirk.
Si portò allora più vicino fino a trovarsi faccia a faccia con l'ologramma di colui che era stato uno dei capitani più famosi della storia della Flotta.
"Voglio ringraziare lei ed il suo equipaggio per quello che avete fatto per il mio" esordì Picard
"Anche se siamo solo personaggi di un programma olografico?" obiettò Kirk immediatamente.
"Il vostro contributo è stato determinante. Ologrammi o meno non importa. Vi sarò eternamente riconoscente"
"Anche lei ha dimostrato coraggio capitano" ricambiò i complimenti Kirk "ha combattuto per il suo equipaggio fino alla fine, disposto anche a morire se necessario. C'è stato un momento in cui ho invidiato profondamente la sua nobiltà"
"E' un vero peccato che ci siano più di cento anni a dividerci. Sarebbe stato bello lavorare insieme" aggiunse Picard.
Kirk allungò la mano cercando la stretta di Picard che arrivò puntuale e vigorosa.
"Quando vuole la mia nave è a sua disposizione. Il comandante Riker mi ha detto che in memoria ci sono ben ventidue missioni complete. Potrebbe unirsi a noi durante il suo tempo libero" propose sincero Kirk.
Picard sorrise scambiando un'occhiata di sfida con il suo Primo Ufficiale che li stava osservando dalla parte più alta della plancia con aria compiaciuta poi tornò a voltarsi verso Kirk ed esclamò:
"possiamo cominciare anche adesso..."

FINE


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