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SPOCK L'ALIENO
Molti hanno sentito parlare di Star Trek, tutti sanno chi è Spock.
Questo concetto paradossale spiega in maniera esauriente ciò che Spock ha rappresentato per la nostra cultura occidentale. Spock è diventato una figura a sé stante, sganciato ormai dalla saga che lo ha visto nascere, morire e risorgere.
Credo che se stilassero una lista delle persone che hanno significato qualche cosa in questo secolo, il personaggio di Spock sicuramente ne farebbe parte. Egli rappresenta l'alieno per antonomasia.
La maggior parte delle persone che hanno visto, almeno una volta nella loro vita, un episodio di Star Trek, ricordano di solito solo "quel tipo con le orecchie a punta".
A volte mi chiedo come sarebbe stata la saga senza questo o quel personaggio, o se questo o quel personaggio fossero stati interpretati da un altro attore o attrice. Ci sarebbe piaciuto Star Trek senza Spock? Probabilmente no. Personalmente ritengo che Kirk, Spock e L'Enterprise siano i tre capisaldi della serie, senza i quali non avrebbe mai ottenuto il successo che ha avuto e in ogni modo sarebbe stato un prodotto molto diverso.
Per capire il personaggio dalle orecchie a punta, credo sia necessario calarsi nell'atmosfera degli anni 60, quando la serie fu pensata. Roddenberry voleva un alieno, ma non come nemico, con la tipica caratterizzazione dei film fantascientifici dell'epoca: brutto, cattivo, con l'unico scopo di conquistare il nostro pianeta. Bensì un alieno amico, addirittura un membro dell'equipaggio, ipotizzando in sostanza per primo la possibilità di un futuro in cui l'uomo dovrà confrontarsi con altre specie di pianeti lontani. Nacque Spock, che fin dall'episodio pilota sarà interpretato da Leonard Nimoy. Il parto non fu facile.
La NBC, dopo aver visionato "The Cage", il pilot della serie, tra le obiezioni che gli mosse contro, una riguardava proprio il personaggio di Spock, che secondo coloro che giudicarono l'episodio andava eliminato in quanto, con il suo aspetto decisamente luciferino, avrebbe potuto turbare i telespettatori.
"The Cage" fu respinto, ma Gene non si arrese. Tempo dopo si ripresentò con un nuovo episodio: "Where no man has gone before", ("Oltre la galassia") e il personaggio del freddo vulcaniano era ancora lì.
Gene non ci avrebbe mai rinunciato, in quanto considerava - ed a ragione - la sua figura assolutamente indispensabile per creare un ambiente futuristico credibile. E Spock apparve nelle case americane, era il 1966. E fu un successo.
Divenne il personaggio più amato, probabilmente più di Kirk. E i perché del successo sono molteplici.
Il primo si evidenzia analizzando la caratterizzazione del personaggio. Tutto nasce dall'idea di un essere privo di emozioni e tutto segue semplicemente immaginando le possibili conseguenze della cosa a livello di interazioni fra i restanti personaggi della saga. Spock rappresenta la nostra impossibilità di comprendere chi è diverso da noi, obbligandoci a riflettere su questa innegabile verità. Nessuno sul nostro pianeta somiglia lontanamente a Spock, nessun umano è in grado di reprimere completamente le proprie emozioni. Nessuno di noi può comprendere cosa voglia dire essere un Vulcaniano, probabilmente non riusciamo nemmeno ad immaginarlo. In questo modo Spock è un alieno non solo per i sui compagni d'avventura, ma lo è anche per noi.
Se fosse stato caratterizzato in maniera diversa, attribuendogli delle emozioni come le nostre, avremmo pianto e gioito insieme a lui. Avrebbe potuto avere tre occhi e quattro gambe, ma comunque lo avremmo sentito "umano" perché in grado di provare le nostre stesse passioni. Con Spock non ci sono punti di contatto: quando ridiamo lui è serio e non capisce perché lo facciamo. Quando piangiamo lui è serio e continua a non capire. Roddenberry aveva colpito nel segno, creando un vuoto realmente incolmabile tra il personaggio e lo spettatore e, si sa, l'uomo è profondamente curioso…
Il terzo motivo del successo va attribuito a Leonard Nimoy. La sua bravura nel rendere il viso di Spock, assolutamente inespressivo, condizione essenziale per rendere credibile un essere privo di emozioni, è stata, negli anni, eccezionale. Quante volte abbiamo sorriso nel vedere Spock assolutamente impassibile anche nei momenti più caldi di un episodio, intento a snocciolare dati da un computer mentre il resto dell'equipaggio, in preda al panico, tenta di salvare l'Enterprise dal pericolo di turno. Un'inespressività, però, non totale, arricchita da piccole smorfie, come l'alzare un sopracciglio di fronte a situazioni sconcertanti o da frasi apparentemente fuori luogo, vedi il classico "affascinante!", solitamente pronunciato subito dopo l'alzata del sopracciglio! E queste smorfie sono diventate, oserei dire, di uso comune (anche se, per me per esempio, alzare un solo sopracciglio alla volta è impresa ardua), ma soprattutto sono il nostro unico appiglio per sperare di capire cosa passi per la mente, sempre molto impegnata, del nostro vulcaniano preferito. E naturalmente non dimentichiamo la famosissima presa vulcaniana, un'idea che definire geniale equivale ad insultarla.Sicuramente vi sono altre caratteristiche, probabilmente non marginali, che hanno contribuito al suo successo, come il background culturale del personaggio, sufficientemente complesso e credibile, la creazione di un popolo, i Vulcaniani, su cui ancora oggi fantastichiamo e tutte quelle piccole cose che conosciamo del popolo di Spock: il Pon-farr, l'IDIC ecc. Un altro degli aspetti del personaggio dalle "orecchie a punta" che bisogna sottolineare, è che Spock è per metà di sangue umano. Egli pero' rinnega questa sua metà, abbracciando completamente la cultura vulcaniana. Nel suo profondo, quindi, batte un caldo, passionale cuore umano, che affiora raramente. Un esempio lampante lo si può trovare nella puntata: "Il duello" ("The Amok Time"), una delle migliori della saga. Provate a gustarvi il finale, in cui il nostro amico scopre che il Capitano Kirk, ritenuto morto (ucciso con le sue stesse mani, in un duello all'ultimo sangue), è in realtà vivo e vegeto grazie all'astuzia di McCoy. E' forse l'unico momento in tre anni di episodi in cui vediamo il viso di Spock illuminarsi di vera gioia. Ma è solo un attimo. "Dovuto solamente al logico sollievo che la Flotta Astrale non avesse perso un così bravo comandante!" Negli anni Spock ha perso parte della sua inflessibilità, ma non per un decadimento del personaggio, quanto per una sua maturazione. Gli eventi lo hanno convinto che non sempre la logica è il modo migliore di affrontare la vita e che le passioni e gli istinti umani non sono interamente da disprezzare. Questo suo tormento interiore viene più volte ripreso negli anni successivi alla fine della serie, per la realizzazione delle sceneggiature dei film che furono prodotti dalla fine degli anni settanta. In particolare dal terzo in poi. Nel quarto film, "Rotta verso la Terra", Spock, non riesce a rispondere ad un domanda del computer durante un test. La domanda, inserita a sua insaputa dalla madre umana, è: "Come ti senti?". Come Vulcaniano egli non capisce la domanda, in quanto priva di senso per un essere privo di emozioni. Solo alla fine del film, dopo varie peripezie trova la risposta: "Mi sento bene!", che Spock chiede al padre vulcaniano Sarek di riferire alla madre umana in quanto solo lei è in grado di capirne il profondo significato. E' l'inizio di un processo di maturazione che porterà Spock ad accettare sempre più la sua parte umana, fino a trovare un più giusto equilibrio.
Dove si trova oggi? Che cosa fa? Dopo l'ultimo film "Rotta verso l'ignoto", l'equipaggio dell'Enterprise originale è andato in pensione. Quasi tutti hanno trovato il modo di fare una comparsa in qualche episodio della serie "The Next Generation" e quindi prolungare la loro vita all'interno della nuova serie. E anche Spock non è stato da meno. A lui è stato dedicato un episodio "doppio", ovvero composto di due puntate, intitolato: "Il segreto di Spock" ("Unification"), nel quale si scopre che Spock si trova sul pianeta Romulus, (il pianeta natale dei Romulani) nel tentativo di porre le basi per una riunione fra Vulcaniani e Romulani, che si ritiene abbiano origini comuni. E per quanto ne sappiamo, oggi si trova ancora lì!Personalmente ritengo il personaggio di Spock ancora oggi il migliore della saga di Star Trek, in altre parole quello che mi appassiona maggiormente, forse perché in me, ma credo in tutti noi, c'è una piccola parte che gli somiglia moltissimo e perché, almeno una volta nella vita, tutti noi avremmo voluto saper reprimere le emozioni come i Vulcaniani! Live long and prosper…Mr. Spock!


 

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