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IL
TERRITORIO INESPLORATO...
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Il
nuovo secolo è cominciato. Se le catastrofiche profezie di Nostradamus
e dei sedicenti maghi contemporanei non si sono avverate state leggendo,
spero con piacere, il nuovo numero dello STIM. Non so per voi, ma
per il sottoscritto l'anno 2000 ha sempre costituito un traguardo,
quale fine di un'epoca oscura e barbarica ed inizio del tanto sospirato
Futuro. Portatore di Benessere, Giustizia e Pace. L'inizio di una
nuova era. Probabilmente, invece, la nostra vita quotidiana proseguirà
sostanzialmente immutata, come sempre, ancora per diversi anni, e
il 2000 diverrà una nuova rassicurante routine. Probabilmente nemmeno
il funesto futuro, profetizzato in Star Trek, secondo il quale tra
pochi anni (una trentina circa) scoppierà il terzo e definitivo conflitto
mondiale a colpi di atomiche, si avvererà. Come è già avvenuto per
le guerre eugenetiche. O almeno lo speriamo tutti, anche se il proverbio
dice che non c'è due senza tre
Ma quale Futuro avrà Star Trek, nel nuovo secolo? Ed in particolare,
quale sarà il destino della Serie Classica?Quest'anno la TOS compirà
33 anni. Il 1967 pare lontano anni luce. Scommetto che molti dei nostri
lettori non erano nemmeno nati, me compreso. La sopravvivenza dei
filmati è assicurato dalle nuove tecnologie, che fornisce supporti
sempre più capaci ed efficienti. Certamente, non rischierà di fare
la fine di alcune pellicole dei primordi del cinema, consunte dal
tempo,irrimediabilmente perdute perché impresse su supporti scadenti
o delicati. Sicuramente, fra 20 anni, nessuno lamenterà la perdita
irreparabile di un episodio. Ma chi guarderà Kirk & Co. fra 20
anni? E non mi riferisco a noi, fan fortunati, che sono cresciuti
con le imprese della ormai mitica USS Enterprise NCC 1701, "senza
nessuna A, B, C o D!". Penso alle nuove generazioni, le quali
cresceranno o stanno crescendo seguendo le nuove serie, TNG, DS9 o
VOY
una quinta, sfortunatamente è già in cantiere. E
anche se devo ammettere che è un discorso antipatico, fra 20 anni,
quasi sicuramente, tutti i protagonisti della TOS avranno raggiunto
i Grandi Pascoli del Cielo. DeForest è stato il primo, ma il Tempo,
insaziabile predatore, è il fuoco in cui noi bruciamo
Non resterà
nessun testimone di quei tre anni meravigliosi, che cambiarono per
sempre il panorama della fantascienza. Ai giovani trekkers del 2000
chi racconterà le grandi imprese del miglior capitano della Flotta
e del suo impareggiabile equipaggio? La risposta è una sola. Noi.
A noi, giovani trekkers di fine secolo, il compito di impedire che
il mare dell'oblio vada a cancellare, davvero prematuramente, le orme
lasciate dalla Classica sulla sabbia del tempo. Non sarà un compito
facile. Fra 20 anni, gli episodi di TNG o DS9 o VOY, oggi attuali
e tecnicamente avanzati, sfigureranno al confronto con lo Star Trek
del 2000; figuriamoci la TOS, che già ora pare fare parte di una fantascienza
ridicola e povera. Oserei dire romantica. Già oggi, molti, troppi,
vorrebbero seppellire, credo per mancanza di una adeguata riflessione,
la Serie Classica. Ma c'è chi, come il sottoscritto, apprezza la TOS
e comprende che bisogna andare oltre le apparenze. In questa strana
epoca, dove tutto ciò che è vecchio è automaticamente superato e da
buttare via, sapersi fermare un istante ad ammirare un fiore lungo
il sentiero, senza farsi prendere dalla frenesia del successivo, sarà
sempre più una peculiarità indispensabile per godersi appieno ciò
che la vita saprà proporci. Ai nostri figli ricorderemo che lo spirito
Trek, quell'insieme magico di sentimenti e ideali laici, fondati su
una rinnovata fiducia negli esseri umani e nella loro capacità di
imparare dai loro errori, è nato e si è sviluppato, episodio dopo
episodio, nelle trame ancora attuali della Serie Classica. Spirito
che ha trovato rinnovamento e nuova linfa con le nuove produzioni,seppure
mantenendosi sostanzialmente inalterato. Spirito che è talmente innovativo,
che anche fra 100 anni sarà ancora modello per una nuova società improntata
sull'uomo, nella sua accezione più ampia possibile. E comunque non
disperiamo. Proprio la tecnologia ci sta sempre più rapidamente venendo
incontro. L'ultimo episodio della saga, "concorrente" di
Star Trek, ovvero l'altrettanto mitica Star Wars, è stato quasi interamente
realizzato al computer. Gli alieni erano così ben realizzati da sembrare
quasi veri. E qui si ingenera un curioso paradosso! Trattandosi di
creature immaginarie, parlare di realismo pare alquanto surreale.
Eppure, quelli che oggi sono mostriciattoli ripugnanti, un domani
prossimo potrebbero essere copie di esseri umani. Così finemente realizzati
da essere praticamente indistinguibili dagli originali. E allora,
a quel punto, le 4 serie che mancano della TOS, per arrivare a 7 come
le altre, potrebbero divenire una realtà! Certamente, al pensiero
di un Kirk olografico viene un po da storcere il naso, ma pensateci
bene! Non sarebbe meraviglioso?
Ma questo è il futuro, credo distante almeno 10 o 15 anni; per il
presente mi accontenterei di una nuova serie animata. Credo che quasi
tutti abbiano visto almeno una volta i recenti cartoni animati della
Warner Bros, dedicati all'eroe dei fumetti Batman. Sono ottimamente
realizzati, con una tecnica grafica originale, che richiama molto
il mondo del fumetto: le trame sono avvincenti e non si limitano ad
una pedissequa imitazione di quelle apparse sulla carta stampata.
Curioso che la Paramount, con la fame di Trek che c'è in giro, si
sia fino ad ora cimentata (escludendo il breve esperimento della serie
animata degli anni 70, originale, ma tecnicamente pessima) esclusivamente
nella realizzazione di nuove serie di telefilm, con risultati soprattutto
ultimamente discutibili, e non abbia mai tentato la via dell'animazione,
che, con costi decisamente inferiori, permetterebbe di spaziare per
l'Universo Trek con maggiore libertà, senza eccessivi vincoli alla
fantasia dettati da budget limitati.Ma chissà che in cantiere non
ci sia già qualcosa! Si sa che la Paramount si butta sempre là dove
c'è mercato
Ma
fondamentalmente quello che poi conterà davvero, semmai la TOS potrà
avere una nuova primavera, è che chi si occuperà della serie sappia
mantenere fede agli ideali che il creatore, Roddenberry, seppe infondere
più di 30 anni fa, sapendo innovare senza stravolgere, portandoci
nel territorio inesplorato (come viene definito il Futuro in STVI), con
la speranza sempre viva di un domani migliore che porti anche ad un
nostro miglioramento interiore. E infine concedetemi un'ultima riflessione,
che non ha nulla a che fare con l'argomento di questa rubrica. Un
anno fa nasceva lo STIM.
Un gruppo di volenterosi diede vita ad un piccolo progetto, che fra
mille problemi, rivolgimenti, defezioni e nuovi acquisti è giunto
a compiere un anno di vita. Un traguardo quasi impensabile allora,
visto che siamo sorretti solo dalla passione e dal desiderio di offrire
ai fan di Star Trek un angolo di informazione e pseudo-dibattito.
Oggi lo STIM ha una sua identità, chiara e forte, che lo distingue
dalle altre webmagazine sempre più numerose dedicate a Star Trek.
Permettetemi di fare i miei sinceri complimenti ai "colleghi"
per questo traguardo raggiunto e di augurare allo STIM, in perfetto
stile Trek, lunga vita e prosperità!
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