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LA
STRANA COPPIA
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 Nel
mese di Marzo di questo tanto agognato 2000 si festeggiano due compleanni
davvero importanti per Star Trek. Il 22 nasce a Montreal, in
Canada, William Shatner, mentre nello stesse mese ma il giorno 26
tocca a Leonard Nimoy, nella città di Boston. Entrambi sono della
stessa classe: 1931.I due neonati sono separati da migliaia di kilometri
(notate la K, fa molto CE) e apparentemente nulla lascia presagire
che le loro vite, da lì a 35 anni circa, si intrecceranno indissolubilmente.Entrambi
decidono, per un gioco del destino, di intraprendere la carriera di
attori. E dove, negli anni '60 (e ancora oggi), avrebbero dovuto incontrarsi
degli aspiranti attori desiderosi di sfondare, se non a Los Angeles?A
dire il vero, quando Roddenberry lo contattò per la prima volta Shatner
non si trovava sulla costa occidentale degli Stati Uniti, bensì su
quella opposta, a New York; resta comunque il fatto che poco dopo
si trasferì nei dintorni di Hollywood. Entrambi sono già sposati con
figli a carico, una carriera mediocre alle spalle, fatta di brevi
apparizioni in episodi di serie televisive e qualche interpretazione
teatrale. Niente
che si possa definire un lavoro stabile, niente in grado di garantire
entrate sicure e continue. Entrambi svolgono lavori "umili"
(il concetto di umile associato ad un'attività lavorativa mi ripugna,
ma le convenzioni…), quali cameriere, barman ecc., per arrotondare
lo stipendio.Per entrambi, l'opportunità di lavorare per una serie
televisiva di successo per un periodo medio lungo rappresenta un'occasione
irrinunciabile. Mentre Nimoy entra a far parte del cast di Star
Trek fin dal primo episodio pilota, The Cage, Shatner viene
chiamato a sostituire Jeffrey Hunter nel ruolo del capitano (nel frattempo
diventato Kirk, dopo che i nomi April, Winter (!) e Pike erano stati
scartati da Gene) solo per le riprese del secondo pilot Where No
Man Has Gone Before, in italiano Oltre la Galassia.
Nimoy rischiò di essere eliminato dalla serie durante i due anni
che passarono dalla produzione del primo pilot alla messa in onda
della prima puntata, in quanto i pezzi grossi della NBC non vedevano
di buon occhio il personaggio di Spock, che ritenevano ridicolo. Roddenberry
riuscì, grazie alla sua caparbietà, a far restare nel cast il Vulcaniano,
promettendo ai dirigenti che non avrebbe mai occupato un ruolo di
rilievo in nessun episodio. Promessa naturalmente non mantenuta, per
fortuna nostra e degli stessi dirigenti. Entrambi gli attori troveranno
poi fama, gloria e successo nei successivi tre anni di lavorazione
alla serie, convivendo strettamente sul set. Nonostante
i due interessati neghino la cosa, è risaputo che fra Nimoy e Shatner
non scorreva esattamente buon sangue. Caratterizzati entrambi da un
carattere egocentrico e desiderosi di primeggiare, si trovarono a
gestire un successo inatteso, che portò alla ribalta due personaggi
antitetici: Kirk, il capitano buono, coraggioso, molto americano,
e Spock, l'affascinate alieno "dalle orecchie a punta".Per
avere un'idea di cosa intendo, consiglio ai lettori dello STIM di
acquistare due libri: Io sono Spock, scritto da Leonard Nimoy e Diario
del Capitano, scritto invece da Shatner, entrambi editi da Fanucci
(www.fanucci.it -
non è per fare pubblicità… ma è l'unico editore italiano presso cui
potrete trovarli! Così per qualsiasi altro romanzo riguardante Star
Trek).
Questi due volumi descrivono, in modo autobiografico, le vicende che
portarono alla nascita di Star Trek e in effetti si somigliano parecchio,
in quanto i fatti che raccontano sono i medesimi, seppur considerati
da punti di vista diversi. Entrambi gli autori si soffermano spesso
a commentare l'operato dei rispettivi colleghi. Entrambi sprecano
complimenti ed elogi vari a Doohan, Takei, la Nichols o Koenig, mentre
quando si tratta di parlare l'uno dell'altro ecco che affiora una
sottile ma evidente vena d'ironia, che a volte scade nella malignità,
che lascia intuire l'esistenza di un attrito latente e, ripeto, sempre
negato da entrambi. Ai posteri il giudizio.Dopo 3 anni e 79 episodi
di fantascienza di alta qualità, Star Trek terminò e le carriere dei
nostri si separarono per ben 10 anni. Shatner continuò a fare l'attore
con alterna fortuna, mentre Nimoy si spostò verso il ruolo di regista.
Fino
al 1978, quando la Paramount prese in mano l'idea di Roddenberry per
un ritorno di Star Trek: la Phase 2, che non vedrà mai la luce. E
fu davvero un bene, in quanto la nuova serie non prevedeva più la
presenza nel cast fisso del Vulcaniano dalle orecchie a punta di nome
Spock, sostituito sulla carta da un altro Vulcan chiamato Xon. Resterà
sempre il dubbio: come sarebbe Star Trek oggi, se Phase 2 fosse stata
realizzata? Avrebbe avuto successo o meno, Xon sarebbe stato meglio
di Spock, sarebbero stati realizzati ugualmente dei lungometraggi,
TNG avrebbe visto la luce? … Montagne di realtà alternative, di domande
senza risposta. Comunque, nel 1978 Star Wars viene proiettato per
la prima volta negli States. Il primo, vero, magnifico film di fantascienza
della storia del cinema. Con effetti speciali avanzati, come non si
erano mai visti prima, dà un nuovo volto al concetto di fantascienza
legata al cinema, stabilendo un nuovo standard. E dando inizio ad
una nuova era cinematografica per la fantascienza. La
Paramount non rimane a guardare. Decisa a sfruttare il ritrovato interesse
per il cinema fantascientifico, trasforma Phase 2 da serie per la
TV in cantiere per un grandioso lungometraggio, con un budget davvero
molto elevato. Non potendo deludere le attese, si avvale delle migliori
tecniche per gli effetti speciali, che a partire da questi anni diventeranno
elemento essenziale per il successo di un film. I set già pronti di
Phase 2 vengono recuperati e migliorati. Roddenberry partecipa alla
produzione del film nel ruolo di consulente esecutivo. La sceneggiatura
viene scritta in tutta fretta, pur di recuperare il tempo perduto.
E naturalmente sia Shatner che Nimoy vengono richiamati ad interpretare
i loro vecchi ruoli, quelli del capitano Kirk e del comandante Spock.
Entrambi ricoprono un ruolo chiave, ricostituendo la coppia della
Serie Originale. Nonostante Kirk sia diventato un ammiraglio frustrato
dalla mancanza del comando e Spock abbia lasciato la Flotta per dedicarsi
alla pratica del Kolinar, essi ritrovano l'antica intesa, riconsegnandoci
una delle coppie più riuscite del cinema. Star
Trek: The Motion Picture è un successo ed è l'inizio di una nuova
stagione di gloria per Star Trek. Nell'arco di 10 anni verranno
realizzati altri 5 film. L'equipaggio originale darà (ma solo apparentemente)
l'addio definitivo a Star Trek nel 1991, in Star Trek VI:
The Undiscovered Country (Rotta verso L'ignoto); in realtà, entrambi
i nostri beniamini rientreranno nei ruoli dei loro storici personaggi
poco tempo dopo. Nel novembre del '91 Nimoy-Spock è protagonista del
doppio episodio di TNG Unification I e II (Il segreto di Spock
I e II): la cosa fu possibile poiché essendo un Vulcaniano Spock
ha una vita media di 200 anni. Qui
lo troviamo sui 150-60, il che ha permesso ai produttori di risparmiare
una buona parte del budget (solitamente spesa per far sembrare Nimoy
fresco come una rosa!). Shatner, solo 3 anni dopo, partecipa come
coprotagonista al primo film dedicato al cast di TNG, Star Trek:
Generations (Generazioni). Paurosamente ingrassato (qui gli
effetti speciali poco
hanno potuto!), Shatner pone fine alle avventure del capitano Kirk,
che muore sul desolato planetoide di classe M, Veridiano3. Oggi, i
nostri sono entrambi due uomini maturi, dediti ognuno ai propri affari.
Nimoy è diventato anche un affermato regista: sue la direzione del
quarto episodio della saga Star Trek IV: The Voyage
Home (Rotta verso la Terra, del 1984) e quella di Tre
scapoli e un bebè, remake di un film francese di alcuni anni fa.
Shatner, invece, è stato recentemente colpito da una disgrazia familiare.
La giovane moglie, Nerine Kidd, è affogata nella piscina della loro
casa. Sta di fatto che entrambi hanno varcato la soglia del nuovo
millennio e circolano voci di un loro possibile ritorno sul grande
schermo in una prossima puntata dell'infinita saga di Star Trek:
una sorta di "curativo" per la crisi sia di ascolti sia
di immagine che la serie sta soffrendo da alcuni anni. Crisi che,
personalmente, ritengo dovuta solo all'eccesso di offerta e alla bassa
qualità della stessa. Aspettando con ansia di rivederli per davvero
nei panni di Kirk e di Spock, auguriamo un buon compleanno! Ad entrambi,
naturalmente!
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