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QUINTA SERIE
Qualche numero fa scrivevo quanto sarebbe bello poter rivedere sul piccolo schermo gli eroi della Serie Classica, magari facendo ricorso alle moderne tecnologie e ricreando i personaggi di Kirk, Spock e McCoy al computer. Quasi mi avessero letto nel pensiero, i trekkers americani stanno portando avanti una campagna a favore di una particolare ipotesi riguardo la quinta serie di Star Trek (io l'ho chiamata "ipotesi Excelsior"), che è in elaborazione proprio in questi mesi e che dovrebbe vedere la luce per l’inizio del 2001. Questa ipotesi prevede il ritorno sugli schermi del Capitano Sulu, interpretato da George Takei - il leggendario timoniere dell’Enterprise originale (senza nessuna dannata A, B, C o D!) -, al comando della USS Excelsior, sulla quale lo avevamo lasciato al termine di “ST VI: The Undiscovered Country”, ultimo lungometraggio che vide protagonista il cast originale. È noto che Takei, a differenza di alcuni colleghi, non ha mai rinnegato il suo ruolo all’interno della serie; anzi, ha cercato negli ultimi anni di ritagliarsi uno spazio maggiore e quando la Paramount ha confermato l’intenzione di produrre una ulteriore serie al termine di Voyager è tornato all’attacco. È stato sostenuto da una larga fetta di fans desiderosi di rendere lustro a Star Trek, il cui mito si è un poco appannato dopo i non brillanti risultati di DS9 e di Voyager, serie che hanno in parte tradito il vecchio spirito Trek. Teniamo poi conto che negli USA i fans della TOS sono molto numerosi e che parecchi di loro non hanno per nulla gradito l’eliminazione del loro beniamino, il capitano Kirk (Star Trek: Generazioni); tra l'altro, una fetta non indifferente di fans si sente estranea allo Star Trek post-Roddenberry. Fra le pagine del sito ufficiale dedicato a Takei (www.georgetakei.com) trovate una intera sezione dedicata all’argomento, con tanto di mailing list, forum, sondaggi ecc. e soprattutto quello che si potrebbe definire il manifesto che sta alla base della proposta. Viene da pensare a Takei che si presenta alla Paramount con il sostegno del nocciolo duro dei fans e con un bel progettino sottobraccio: una serie ambientata nel 24° secolo, pochi anni dopo la crisi di Khitomer, la USS Excelsior impegnata ad esplorare una zona di spazio relativamente tranquillo, lontano dal centro della Federazione, e tanti bei pianeti nuovi da esplorare. Praticamente un ritorno alle origini. Ovviamente non è credibile. Takei, da buon gatto sornione, ha dapprima fiutato l’affare non opponendosi ad un suo coinvolgimento da parte dei fans, ma in un secondo tempo se ne è tirato fuori, almeno ufficialmente, seppur dichiarando di gradire tanto fermento attorno al personaggio di Sulu. Della serie: se avrete successo avremo vinto, in caso contrario avrete perso! Appena sono venuto a conoscenza dell’"ipotesi Excelsior" me ne sono innamorato subito, principalmente perché una simile ambientazione permetterebbe di rimettere in gioco tutti gli attori della TOS. Spock, Scotty, Uhura, Chekov, ognuno di loro potrebbe tranquillamente apparire come guest star in uno qualunque degli episodi senza dover ricorrere a forzati stratagemmi narrativi (come è avvenuto in TNG) e - aggiungerei - senza dover ricorrere a dosi massicce di cerone per sembrare più giovani! Teniamo inoltre conto che in un episodio di Voyager viene svelato un particolare importante: la presenza a bordo della Excelsior di un giovane guardiamarina vulcaniano meglio conosciuto come Tuvok, che - Tim Russ permettendo - potrebbe costituire il classico anello di collegamento fra presente e futuro. Inoltre vi è una serie di fattori che ritengo positivi ed intriganti, come la collocazione temporale: si tratterebbe della prima serie che ambientata in un periodo che consideriamo come il passato del Continuum Temporale Trek, il che comporterebbe un ritorno ad un situazione tecnologica e socio-politica ben diversa da quella conosciuta in TNG. Tecnologie come ponte ologrammi, replicatori, siluri quantici e altre ancora sarebbero sconosciute, costringendo gli sceneggiatori a rivedere certi canoni che hanno guidato le ultime serie. Dovremmo scordarci le classiche puntate “generate” dal ponte ologrammi. Però torneremmo ad un mondo Trek dove l’uomo è meno dipendente dalla tecnologia, dove il teletrasporto si guasta spesso, dove si è ancora abituati a cucinare il cibo e ad usare la carta. Un altro dei fattori che mi intriga è il rapporto con le razze conosciute della galassia. Prima di tutto, molte delle razze del quadrante Alfa incontrate grazie a TNG e DS9 non esisterebbero. Ferengi, Cardassiani, Betazoidi, Bajoriani, Borg ecc. sono ancora a milioni di anni luce di distanza, ignari dell’esistenza dell'Homo Sapiens. Al contrario, questa sarebbe finalmente l’occasione per approfondire tutte le razze conosciute nella TOS, che abbastanza inspiegabilmente sono state deliberatamente ignorate da TNG in poi. Vulcaniani, Andoriani, Tellariti ecc. potrebbero trovare, meritatamente, il giusto spazio. Ma soprattutto non dimentichiamoci i Klingon! In TNG abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare la loro cultura, ma nel 24° secolo l’Impero Klingon è un alleato della Federazione, seppur piuttosto inaffidabile. Nel 23°, invece, i Klingon sono ancora acerrimi nemici della Federazione, anche se il sesto film aveva posto le basi per una possibile pacificazione. Un amico altrettanto appassionato mi faceva notare che ai tempi della TOS i Klingon erano fisicamente ben diversi da quelli dei lungometraggi e di TNG e che, se si volesse mantenere una certa coerenza, la nuova serie li dovrebbe presentare senza creste, con i bafffetti alla Gengis Khan e con una cultura militare più simile a quella romulana, ovvero incline al tradimento e alla vigliaccheria, e senza traccia di riferimenti alla tradizione dell’Onore. Ho obiettato che già dal 1979 i Klingon appaiono dotati di creste (miracoli di un buon budget!); per il resto, in effetti, manca una giustificazione Trek valida. Comunque credo che al di là di ogni estremismo potrebbe anche essere l’occasione per dare una spiegazione plausibile ad una delle incoerenze Trek che più bruciano per la lampante evidenza e la mancanza di plausibilità (la storiella della mutazione genetica non se l’è mai bevuta nessuno!). In “Trials and Tribble-ations”, mirabolante episodio di DS9 che vede Sisko & Co - a bordo della USS Enterprise originale - interagire con l’equipaggio di Kirk (grazie ad un sapiente uso degli effetti speciali), vi è una scena in cui Odo chiede a Worf una spiegazione riguardo alla differenza di aspetto fisico fra i Klingon del passato e quelli del 24° secolo. Worf, imbarazzato, si limita a dire che i Klingon non amano parlare di tale argomento con gli estranei, lasciando quindi spazio ad ogni possibile soluzione. Il materiale per decine di episodi avvincenti non mancherebbe. Già immagino un bell’episodio con il povero Worf che, a causa di una qualche anomalia temporale, piomba sull’Excelsior… Una serie ambientata nel passato Trek però porterebbe con sé l’inconveniente di dover rispettare scrupolosamente quanto è già stato scritto e detto nelle serie precedenti. Ma, mentre per una eventuale serie ad ambientazione temporale successiva a quella che l’ha preceduta (esattamente come è avvenuto sino ad ora) è solo il passato ad influenzare le scelte degli sceneggiatori, per l’"ipotesi Excelsior" si andrebbe incontro ad una tenaglia composta da avvenimenti del passato, narrati nella Serie Classica e nei lungometraggi, e anche da ciò che è stato già detto e narrato nel futuro da TNG, DS9 e VOY. Per chiarirci meglio mi avvalgo di questo esempio: in nessun episodio si potrebbe affermare che i Klingon adorano i triboli, e questa sarebbe l’influenza del passato a cui siamo abituati; non si potrebbe nemmeno dire, però, che il baseball è lo sport più diffuso nella Federazione, affermazione in contrasto con quanto narrato in TNG e DS9, e questa sarebbe la limitazione imposta dal futuro. Quindi, sotto un certo punto di vista l’"ipotesi Excelsior" si troverebbe relativamente schiacciata da tutta una serie di avvenimenti già narrati e l’eventuale scrittore si troverebbe costretto a una specie di slalom onde evitare di incocciare in qualche paletto: si sa, una delle caratteristiche che contraddistinguono il trekker è la sua intolleranza verso le incongruenze narrative. Sicuramente non si potrebbero creare nuove razze dalla presenza politico-militare troppo imponente, in quanto risulterebbe difficile spiegarne la scomparsa solo 80 anni dopo, né tecnologie che precedentemente non siano state almeno accennate. Ma la medaglia avrebbe anche il suo rovescio. Molti fatti narrati nelle serie successive alla TOS sono spesso solo dei richiami al passato, senza dettagli precisi, ma che ingenerano curiosità e che vorremmo fossero spiegati più dettagliatamente. Nessuno di noi sa come si sia conclusa la faccenda relativa all’inquinamento dell’atmosfera di Qo’nos dopo l’esplosione della luna Praxis, o che fine abbia fatto l’Enterprise B: distrutta o messa in disarmo? Che ne sappiamo da chi e come sono stati incontrati per la prima volta i Betazoidi o i Boliani? Fondamentalmente, l’"ipotesi Excelsior" parte dal presupposto di riportare Star Trek sui binari tracciati da Roddenberry, ripartendo da dove si era iniziato: una nave, un equipaggio con il suo capitano e una galassia da esplorare. Niente tunnel spaziali farciti di Profeti, niente buddisti travestiti da bajoriani, niente Quadrante delle Meraviglie, né capitani con la cipolla in testa e un sfiga da competizione. Solo l’uomo e l’ignoto. Chi di voi non ha nostalgia dell’ingenua esplorazione della TOS o di quella intima di TNG? “Vi ricordate quando eravamo solo esploratori?”, domandava Picard. E chi se lo dimentica… Per il 22 aprile di quest’anno era stata organizzata una manifestazione davanti agli studi Paramount con l’intento di dimostrare quanto interesse stesse raccogliendo l’"ipotesi Excelsior". Sfortunatamente per Takei, anziché il migliaio di persone previsto ad urlare ed agitare cartelli inneggianti, si sono presentate trenta persone o poco più. Insomma, il più classico dei flop che ha decretato la fine di ogni residua speranza. Braga e Barman sembra si preparino a sfornare qualcosa di terrificante, che coinvolga il passato, gli albori della Federazione, il futuro, il lontano 29° secolo e una squadriglia di scalmanati viaggiatori del tempo sullo stile del capitano Braxton, incontrato in uno degli ultimi episodi di Voyager doppiati e trasmessi in Italia. È naturalmente troppo presto per giudicare, ma a mio parere - fermo restando che quando leggerete questo articolo tutte le carte in tavola potrebbero essere state mischiate una volta ancora - le premesse non sono per nulla incoraggianti. Sfortunatamente nessuno sembra essere in grado di fermare quei due. Resta il rimpianto per la USS Excelsior che non vedremo mai solcare i nostri schermi, ma che per quanto mi riguarda si è già accaparrata tutta la mia simpatia.
 

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