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LICENZA
DI SBARCO
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Nella
seconda metà del 24° secolo, l'esplorazione spaziale costituisce ancora
un'attività piuttosto pericolosa e carica d'incertezze. Come antichi
pionieri del Far West, gli ufficiali della Flotta Stellare trascorrono
parecchi mesi a bordo delle navi spaziali, senza mai toccare terra.
Lontani dalla spazio Federale, con l'ignoto come pane quotidiano,
come marinai di un bastimento che solca l'Atlantico, capita che un
senso di sconforto unito ad uno stress crescente sia causa di sbalzi
d'umore, scoppi d'ira, stati depressivi, mal di spazio. Come ogni
buon capitano della Flotta sa, non si può spremere troppo la ciurma
senza subirne le conseguenze. Non c'è nulla di peggio di un ufficiale
stanco e demotivato. Fintanto che si è nello spazio Federale, si può
trovare rimedio e sollievo con brevi soste a qualche base stellare
o sulla superficie di un pianeta amico, ma quando si è ai confini
si cerca di arrangiarsi come si può. A bordo delle navi migliori come
l'Enterprise di classe Constitution non mancano gli svaghi: sale ricreative,
teatri, palestre, ma alla lunga tali palliativi si dimostrano inefficaci.
Siamo Terrestri, ovvero veniamo dal pianeta Terra, il cui nome sta
ad indicare principalmente il suolo che ogni giorno noi tutti calpestiamo.
Insomma, l'ipertecnologico Homo Sapiens del 2260 o giù di lì sente
ancora il bisogno di calcare, di tanto in tanto, un suolo vero, di
potersi muovere in spazi aperti, di sentire aria fresca e pulita sul
viso, di avere un sole caldo a cui abbronzarsi e magari pure un oceano
in cui tuffarsi… Insomma, di potersi ritemprare in un ambiente naturale
e congeniale. Ecco che allora un pianeta di classe M, incontrato casualmente
esplorando un ignoto sistema solare, può rappresentare l'occasione
giusta per concedere a tutti un poco di sano riposo.
Da questa premessa nasce l'episodio della Serie Classica "Licenza
di Sbarco" - Shore Leave -, n° 17 in ordine di produzione della prima
stagione, trasmesso negli USA nel mese di dicembre del 1966.
La trama: il clima generale sull'Enterprise punta decisamente verso
il basso. L'equipaggio è stanco e necessita di una pausa ristoratrice.
Esplorando una regione di spazio mappata come Omicron Teta, in un
sistema solare di nuova scoperta, ecco la presenza di un pianeta di
classe M, molto simile alla Terra per caratteristiche morfologiche,
atmosfera, vegetazione. Differenza sostanziale l'assenza di forme
di vita animali. Il pianeta sembra proprio indicato per permettere
a turno a tutto l'equipaggio qualche sana ora di svago. Il dottor
McCoy e Sulu scendono per primi in avanscoperta ed apparentemente
le strumentazioni paiono confermare l'analisi iniziale… Se non per
un enorme coniglio bianco che compare d'improvviso a Bones, seguito
di lì a poco da una bambina dai capelli biondi e gli occhi azzurri.
McCoy strabuzza gli occhi e corre ad avvertire Sulu, ma il coniglio
gigante è scomparso. Bones si convince che si è trattato di un'allucinazione…e
che ha proprio bisogno della vacanza! Il prologo dell'episodio finisce
qui e già intuiamo che su questo pianeta non tutto è come sembra.
Molto divertente è il dialogo tra Spock e Kirk, i quali non sono intenzionati
a godersi la licenza, supponendo entrambi di non averne bisogno, eppure
cercano di convincersi l'un l'altro a scendere sul pianeta. Scopriamo
anche che per i Vulcaniani il riposo corrisponde con l'interruzione
di tutte le attività che causano un dispendio energetico! Chiamato
da McCoy, anche Kirk decide di teletrasportarsi sul pianeta, facendosi
accompagnare dalla bellona di turno, il tenente Barrows: qui cominciano
i guai. D'improvviso si odono degli spari e troviamo Sulu che, con
una antica Colt (proprio quella che mancava alla sua collezione),
si diverte a fare tiro al bersaglio. Da dove sia arrivata la pistola
è un mistero. È uno spasso la scena in cui Kirk si fa consegnare dal
nipponico la pistola, come un maestro che sequestra la fionda all'alunno
disubbidiente!
Da questo momento in poi, sul pianeta cominciano ad accadere strani
avvenimenti: il tenente Barrows viene aggredita da un bruto e se ne
andrà in giro con l'uniforme vistosamente strappata per il resto dell'episodio;
Kirk si vede comparire davanti agli occhi un vecchio compagno dell'Accademia,
Finnegan, che si rivela odioso e sfrontato; un aereo della seconda
guerra mondiale effettua un volo radente, con annessa mitragliata
stile "Tora! Tora! Tora!",; una tigre se ne gironzola indisturbata
ed un antico guerriero samurai cerca di fare a fettine Sulu, mentre
sull'Enterprise il signor Spock rileva nel sottosuolo del pianeta
la presenza di una fonte di energia non indifferente, che ostacola
i sensori ed il teletrasporto.
Ma i colpi di scena non sono finiti.
La Barrows vorrebbe cambiarsi l'uniforme ed ecco comparire l'abito
da principessa medioevale a cui stava pensando poco un momento prima;
la scena con un premuroso McCoy, chiaramente invaghito e corrisposto
dalla Barrows, è da non perdere!
- Mia cara ragazza, io sono un dottore! E quando guardo io è solo
per dovere! -
La donna, davvero dotata di fantasie originali, ora vorrebbe che McCoy
le facesse da cavaliere: come per magia compare un guerriero con tanto
di armatura e lancia da torneo, lanciato al galoppo verso Bones. Da
buon uomo del suo tempo, McCoy comprende che qualcosa o qualcuno è
l'artefice di quelle che lui ritiene essere solo illusioni e decide
di andare a fondo della faccenda. Per cui non fa nulla per evitare
che il guerriero lo infilzi, finendo a terra senza vita. Kirk finisce
a revolverate il guerriero, in quanto i phaser non funzionano, e non
può che constatare che McCoy è realmente deceduto. E nell'armatura
non vi è che una specie di manichino.
Spock, sceso sul pianeta, analizza l'ambiente circostante e scopre
che ogni cosa presente sulla superficie ha una stessa struttura cellulare.
Alla fine Kirk e Spock comprendono che su questo pianeta ogni cosa
che viene pensata o meglio desiderata appare come dal nulla; a questo
punto ricompare il buon Finnegan. Kirk non può negarsi la scazzottata
di turno, con relativo squarciamento dell'uniforme, con l'intento
di ottenere una tardiva rivincita sul compagno dispettoso d'Accademia.
Finalmente Kirk ordina alla squadra di sbarco a non pensare a nulla:
ecco allora che il misterioso custode del pianeta decide di farsi
vivo e spiegare che il pianeta è un immenso parco giochi galattico.
McCoy riappare sano e salvo attorniato da due Rigeliane niente male
che suscitano l'immediata reazione di gelosia della Barrows. Il custode
ci fa capire di appartenere ad una razza superiore e mette il suo
pianeta a disposizione dell'equipaggio.
Spock, da buon Vulcaniano, chiede di tornare a bordo adducendo come
scusa di non avere bisogno di divertirsi e Kirk, che non vuol farsi
vedere da meno, sta per rifiutare la richiesta quando appare Ruth
(una sua vecchia fiamma):
- No, signor Spock, andrò io… A pensarci bene resterò qui…un giorno
o due! -
Curiosità: le riprese per questo episodio sono state girate in esterni
presso una località privata chiamata AfricaUSA, utilizzata anche da
altre produzioni allo stesso scopo. Il giardino dall'aspetto esotico
però non è molto esteso ed infatti in una scena (precisamente quella
a campo lungo in cui vediamo Kirk, McCoy e la Barrows correre a perdifiato)
si nota la presenza di un albero caduto che si ripete più di una volta.
Due attori che parteciparono all'episodio, Bruce Mars (Finnegan) e
Angela Martine (Barbara), sono apparsi in altri episodi della serie.
Mars, pur molto apprezzato per la sua interpretazione dell'odiato
compagno d'Accademia di Kirk (al punto che ci furono richieste per
un suo ritorno), ebbe solo una piccola parte da comparsa in Missione:
Terra, mentre la Baldawin era già apparsa in La navicella Invisibile
sempre nello stesso ruolo. E proprio questa sua apparizione è la causa
di una piccola imperfezione. Nel copione originale il nome del suo
personaggio era Mary Teller, ma dopo l'inizio delle riprese la produzione
si ricordò che la Baldawin era già apparsa sull'Enterprise con un
nome diverso. Si corse ai ripari, in nome della famosa coerenza trek,
tranne che per una scena sfortunatamente già girata, in cui Kirk chiama
la donna Teller.
Analisi: Questo episodio offre molti spunti interessanti e contribuisce
ad approfondire i personaggi del dottor McCoy e di Sulu, mentre sono
completamente assenti le figure di Scotty e di Uhura. Di Ikaru viene
ribadita la passione per le armi che già avevamo notato nell'episodio
Al di là del tempo in cui, fuori di sé per l'effetto di un virus sconosciuto,
se ne va in giro a torso nudo per la nave imbracciando un fioretto.
Come un bambino di fronte ad un giocattolo tanto agognato, Sulu gongola
passandosi da una mano all'altra la pistola a tamburo che gli alieni
gli fanno apparire sotto il naso, percependo il suo desiderio; la
delusione sul suo volto quando il capitano Kirk gli confisca il pericoloso
giocattolo è davvero comica.
Il personaggio del dottor McCoy è sicuramente il protagonista indiscusso.
Lo vediamo dapprima incredulo di fronte al coniglio gigante, affettuoso,
galante e un pizzico malandrino con la bella quanto scollacciata Barrows,
poi coraggioso e determinato di fronte alla punta della lancia del
cavaliere arrembante, infine felice e sorridente, quanto affascinato
ed un poco imbarazzato fra le ballerine Rigeliane. La finta morte
di Bones è il punto chiave dell'episodio, in quanto ci coglie di sorpresa
e ci lascia senza parole, consci che non ci sarebbe nulla di anormale
se a lasciarci le penne fosse una banalissima casacca rossa; ma che
ciò accada a un personaggio del cast fisso, a cui siamo affezionati,
ci fa un certo effetto, quasi come perdere qualcuno a cui si vuole
bene. Sappiamo bene che non può essere possibile che il dottore ci
lasci e che alla fine della puntata McCoy ritornerà grazie a qualche
escamotage; nonostante tutto un piccolo ma fastidioso ed irritante
dubbio si insinua in noi, obbligandoci a seguire la vicenda fino alla
fine. McCoy inaugura la lista dei resuscitati della TOS, a cui vanno
aggiunti Scotty (La Sfida), Chekov (Lo Spettro di una Pistola) e Spock
(Alla Ricerca di Spock).
Una nota anche per il personaggio della Barrows, la quale ci lascia
un po' sconcertati, poiché in fatto di uomini ha gusti alquanto bizzarri:
non trova di meglio da fare che desiderare di essere assalita da un
Dongiovanni, tra l'altro per nulla gentile e piuttosto manesco, che
riduce a brandelli la sua uniforme lasciandoci intravedere pruriginose
nudità. Probabilmente gli sceneggiatori intendevano spiegarci che
la Barrows sentiva la mancanza di una figura maschile forte e forse
un po' rude (oserei dire d'altri tempi), secondo un luogo comune che
vuole la donna particolarmente attratta dal maschio forte e violento,
desiderosa di essere soggiogata. Il tutto probabilmente per giustificare
ai nostri occhi il duetto amoroso fra lei e Bones, anche se a dire
il vero McCoy non pare proprio essere il prototipo dell'uomo che la
Barrows sogna. Inutile dire che il personaggio della Barrows ha un
atteggiamento ormai datato, a metà strada fra il cerbiatto indifeso
e l'oca giuliva, tipico di quegli anni.
E Kirk? In questo episodio conosciamo ben due elementi del suo passato:
l'odioso Finnegan e Ruth, una delle tante donne passate sotto le sue
grinfie durante la gioventù. Anche questa donna sembra però costituire
per Kirk il ricordo di un doloroso distacco, dovuto alle esigenze
dettata dalla carriera nella Flotta. Questo elemento caratterizzerà
la figura del capitano per tutta la serie e anche nei lungometraggi.
Si è sempre parlato e scherzato sulla fama di "conquistatore della
galassia" del capitano Kirk ma, se ben ci riflettiamo, siamo di fronte
ad un uomo profondamente solo, incapace di avere una relazione stabile,
schiacciato dal ruolo che ricopre e dalla responsabilità verso il
suo equipaggio. Fa freddo, là in cima.
In ultima analisi veniamo agli alieni di turno, che restano senza
nome e del cui passato nulla sappiamo. Se ne deduce che sono tecnologicamente
molto avanzati, più dei Terrestri, e che hanno creato quel bizzarro
ambiente con il solo scopo del puro divertimento. Essi però risiedono
altrove e non ci viene svelato in quale sistema stellare, in quanto
il custode ritiene i Terrestri troppo immaturi per entrare ulteriormente
in relazione con loro. Una specie di Prima Direttiva. Però, nonostante
la loro tecnologia, non fanno nulla per impedire all'Enterprise di
entrare in orbita e a McCoy e Sulu di scendere a terra: una incongruenza
che non trova una risposta logica, a meno che non si valuti la possibilità
che Kirk & Co. si siano trovati di fronte ad alieni burloni... Sinceramente
è un'ipotesi che lascia il tempo che trova. Sta di fatto che non li
incontreremo mai più, come accade per il novantanove percento degli
alieni della TOS.
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