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KIRK IN LOVE
Amore. Parola magica, parola maledetta. Quasi certamente ognuno di noi ha avuto modo, nel corso della propria vita (sempre che sia stata sufficientemente lunga), di confrontarsi con gli effetti sconvolgenti dell'Amore. Innamorarsi perdutamente è l'equivalente di imbarcarsi su di un bastimento diretto verso territori sconosciuti, al di là dell'oceano, senza la certezza di arrivare a destinazione e sprovvisti di qualsiasi addestramento, in quanto gli amori passati ed i loro preziosi insegnamenti si dissolvono come neve fresca al sole d'aprile .
E chi ha un poco d'esperienza sulle spalle in questo campo ben sa quanto sia raro e meravigliosamente difficile innamorarsi, perché nel bene e nel male è un'esperienza indimenticabile seppur tremendamente breve e quasi sempre, a posteriori, carica di conseguenze devastanti; ma ha pure la capacità di elevare l'animo così in alto che anche Dio si trova costretto ad alzare la testa per potere seguire le evoluzioni degli innamorati. Se ne deduce che in una vita media di veri, reali, profondi innamoramenti se ne possano contare una quantità minima e le dita di una mano sarebbero fino mai eccessive per far di conto. Ma non per lui, l'unico, mitico, inarrivabile capitano James T. Kirk, che per esigenze di copione si ritrova a scontrarsi con i devastanti effetti di amori sbagliati, impossibili, passati e perduti ogni tre episodi: giusto il tempo di riprendersi, dimenticare, ricaricarsi, e lanciarsi verso una nuova conquista.
E' bello, è affascinante, è il capitano di una nave stellare e alle donne bastano pochi minuti accanto a lui per avvertire immediatamente che qualcosa di indefinitamente speciale è racchiuso dietro quel l'essere dai non troppi capelli ma dallo sguardo magnetico, dal fare deciso e dal sorriso beffardo. Ma le storie d'amore del buon Kirk sono tutte inevitabilmente prive della speranza di trasformarsi in un'unione duratura: non per suoi demeriti, ma semplicemente perché ancora il copione non prevede che il capitano dell'Enterprise prenda moglie e trovi una stabilità sentimentale. Che credibilità avrebbe un eroe dello spazio impegnato a cambiare i pannolini al figlioletto nel bel mezzo di uno scontro con i Klingon? Roddenberry l'aveva facilmente intuito e per stare sicuro aveva evitato che qualunque ufficiale protagonista avesse legami sentimentali di qualsiasi tipo, regalandoci solo fugaci, passionali storie d'amore con l'attrice ospite di turno. E per fortuna di Kirk, la fetta più consistente è di diritto toccata a lui.
Qualcosina è avanzato per Bones, che si ritrova ex fiamma trasformata in un mostro succhia-sale in Trappola Umana e si fa quasi ammazzare da un cavaliere irreale, per una mezza storiella con una ricercatrice scollacciata in Licenza di Sbarco.
Anche il buon Scotty, che sicuramente non è un adone e a meno che non si parli di sistemi integrati e circuiti duotronici non è il massimo della compagnia, riesce a fare le sue conquiste. Ma sfortunato davvero in Le Speranze di Zetar, dove l'oggetto del suo amore, Mira Romaine, finisce posseduta da alieni invadenti; ed è altrettanto scalognato in Dominati da Apollo dove un vero dio greco si invaghisce del tenente Carolyn Palamas, membro dell'equipaggio a cui l'ingegnere capo stava facendo disperatamente la corte. Per Spock il discorso è diverso. La sua cultura vulcaniana gli impedisce rigidamente di lasciarsi andare ai richiami dell'altro sesso, per la disperazione dell'infermiera Chapel che invece vorrebbe approfondire le sue conoscenze sulla sessualità presso i Vulcaniani. Un'altra vittima dell'Amore senza speranza.
Per fortuna di Spock, i suoi avi hanno pensato ad un sistema chiamato Pon Farr, pratico ed economico, per ridurre al minimo gli "sprechi": ogni atto amoroso viene concordato a priori ed ha una frequenza settennale. Non il massimo della vita secondo gli standard terrestri, ma se teniamo conto che c'è anche chi se la passa peggio…Naturalmente anche a Spock le cose non vanno gran che bene, visto che l'unico incontro di cui siamo venuti a conoscenza, nell'episodio Il Duello, si è concluso con il capitano Kirk quasi morto e Spock corredato di un paio di corna d’alce tali al cui cospetto anche una classe E avrebbe capottato miseramente. A dire il vero c'è una volta in cui il Vulcaniano cede alle lusinghe del gentil sesso: in Al di qua del Paradiso. Ma era sotto l'effetto venefico di strane spore. Insomma Amore dopato. Ora che ci penso, anche in Un Tuffo nel Passato Spock si innamora di una donna, Zarabeth, ma anche in questo caso è scusatissimo, colpa dell'Atavachron e dell'era glaciale in cui spedisce sia Spock che McCoy, facendo riemergere nell'alieno istinti sopiti da millenni. In più aggiungiamo come attenuante il fatto che Zarabeth è davvero una bella cavernicola. Accipicchia, ma in Una Città fra le Nuvole, Spock si invaghisce anche di Droxine, abitante molto avvenente di Stratos…Beh, insomma, è pur sempre per metà umano! Comunque, per rispetto di Spock faremo finta di essercene scordati.
Invece sul resto del cast, se si esclude qualche infatuazione per il piccolo Pavel, non abbiamo notizie. Casualmente si tratta di Uhura e di Sulu, gli unici due non ariani (se si esclude Spock) del gruppo. Forse negli anni 60 una storia d'amore con protagonisti neri od orientali più che tenerezza faceva senso. Fortunatamente i tempi sono cambiati e ora abbiamo solo la storia fra Neelix e Kes, che fa esclusivamente senso! Se non altro, il "nanetto" ma tenace Sulu si prenderà più avanti un bella rivincita su tutti, visto che sarà l'unico a riuscire nell'impresa più ardua di tutte: formare una famiglia. E sua figlia ora sta al timone dell'Enterpise-B. - Non sarebbe L'Enterprise senza un Sulu al timone! - recitava Kirk al varo della nave, anche se Demora, li per li, aveva un poco frainteso le parole dell’ammiraglio.
Ma torniamo al nostro eroe. 79 episodi compongono la TOS e già in uno dei primi vediamo Kirk alle prese con le bellissime donne di Mudd in Il Filtro Di Venere. Eva, una delle tre donne destinate in moglie ad alcuni minatori di dilitio (per tutto l'episodio doppiato malamente in di Litio), grazie una pasticca chiamata Il Filtro di Venere appare molto più attraente di quanto lo sia in realtà; si innamora proprio del capitano e rifiuta di ingannarlo, come gli aveva ordinato Mudd. Successivamente, Eva preferisce la compagnia di un rude minatore a quella del buon capitano. Donne…non resistono al fascino delle pietre luccicanti, che siano oro, diamanti o il ben più prezioso dilitio! Nel successivo Il Duplicato la copia "cattiva" di Kirk, che ha in sé tutti gli istinti bestiali del capitano, attenta all'integrità dell'attendente Janice Rand, la quale rimane per la verità un poco sconvolta. Resterà così delusa che di lì a poco lascerà il cast!
Le sue doti di conquistatore cominciano ad emergere chiaramente a partire dall'episodio La Magnificenza del Re, dove una splendida fanciulla sembra apparentemente perdersi per lui, conquistata dall'enorme potere che il giovane Kirk detiene, capitano di una potente nave stellare con più di quattrocento persone sotto il suo comando. Kirk non riesce a resistere al notevole fascino di Leonore Karidian ed abbassa le difese: peccato per lui che dietro il visino da angelo biondo di Leonore si nasconda una mente sconvolta ed instabile, ossessionata dalla volontà di proteggere il suo non meno crudele padre, Anton Karidian alias Kodos il Carnefice. Leonore ha intenzione di eliminare gli ultimi testimoni del massacro avvenuto anni prima su Tarsus IV: guarda caso gli ultimi due stanno sull'Enterprise ed uno è proprio Kirk. Insomma, per il povero Jim la prima avventura amorosa non è davvero incoraggiante.
Ma lui non si perderà d'animo, infatti in Uccidere per Amore non gli riesce di resistere di fronte alla genuina bellezza di Edith Keeler, una terrestre del XX° secolo, primi anni Trenta, la cui sopravvivenza o morte è l'ago della bilancia di una fetta della nostra Storia. Se vivrà il nazismo trionferà, se morrà, come sarebbe tranquillamente accaduto se un Bones in preda ad un crisi da eccesso di farmaci non l'avesse involontariamente salvata da un tragico investimento saltando, fuori di sé, attraverso il Guardiano del Tempo, la Storia seguirà il corso che ben conosciamo. Kirk è all'oscuro di tutto, poveraccio, e si innamora davvero, anche se è consapevole che è comunque una storia senza speranza. Edith non può venire nel futuro con lui. Ma quando scopre che solo la morte di Edith ristabilirà il giusto corso della Storia subentra un vero dramma umano. Possiamo comprendere il suo strazio quando si vede costretto a bloccare il tentativo di Bones, ormai ristabilito, di impedire l'incidente; ma non gli resta che voltarsi mentre l'auto strazia il corpo della donna.
A volte l'Amore lo si trova in luoghi impensabili. In Specchio Specchio facciamo la conoscenza di Marlena, definibile letteralmente come "la donna del capitano" in quanto proprietà esclusiva del James T. Kirk dell'Universo dello Specchio. Il Kirk originale si trova a dovere fronteggiare tale affascinante signora e per non tradirsi decide di non venire meno ai suoi doveri di amante. Mai compito fu così piacevole. Ma Marlena dimostra ben presto di non amare granché il brutale compagno e non esita a tradirlo intravedendo l'occasione di migliorare la sua posizione sociale. Nemmeno in altri universi Kirk pare raccogliere grandi successi.
In La Posta in Gioco Kirk e alcuni dei suoi sono prigionieri sul lontano pianeta Triskelion e vengono utilizzati come moderni gladiatori da esseri dalla tecnologia superiore chiamati Protettori i quali, annoiati a morte da secoli di solitudine, non trovano di meglio da fare che giocarsi fantomatiche fiches (Quaklos) scommettendo sull'esito degli scontri. Tra gli altri schiavi combattenti, Kirk incontra una procace aliena di nome Shahna e dopo uno scontro iniziale, a livello realmente fisico, i due paiono provare attrazione reciproca e Kirk inizia ad indottrinare la fanciulla sugli ideali di libertà, lealtà e soprattutto Amore…Shahna è desiderosa d'imparare e tra i due nasce un sentimento. Naturalmente alla fine dell'episodio i Protettori vengono sconfitti dall'astuzia del capitano e questa volta pare proprio che nulla possa impedire a Kirk di portare sull'Enterprise la schiava liberata. Ma preferisce lasciarla libera di scoprire le meraviglie dell'universo e della vita che le erano finora state negate dalla forzata prigionia su Triskelion.
Finora il povero Kirk è stato più che altro vittima delle donne; ha però l'occasione di rifarsi nell'episodio Con Qualsiasi Nome, fingendo di essere attratto da Kelinda, una dei tre Kelvani che sfruttando i loro poteri hanno preso in ostaggio l'Enterprise, con lo scopo di raggiungere la Galassia di Andromeda a ben trecento anni di strada! Ma ai Kelvani non importa, sono esseri immortali. Spock presto si rende conto che il fatto che abbiano assunto forma umana sta condizionando la loro psiche e suggerisce a Kirk di sfruttare questo fattore per sconfiggerli e riprendere il controllo della nave, spingendoli a confrontarsi proprio con quelle emozioni che il Vulcaniano aborrisce. Kirk pensa bene di prendere due piccioni con una fava, corteggiando Kelinda e scatenando violente ondate di gelosie nel suo compagno Rojan.
La Kelvana ben presto si rende conto di quanto siano piacevoli le carezze del buon capitano, per scoprire poi che sono in realtà un ben ordito inganno. Questa volta a restare con un pugno di mosche è lei.
Kirk non è sempre colpevole. A volte sono fattori esterni che finiscono con lo scatenare le sue tempeste sentimentali, come in Elena di Troia, dove tutto comincia per colpa delle lacrime di lei, la Dohlman, Eleen di Troyius, che hanno il magico potere di far innamorare perdutamente chi ne venisse semplicemente a contatto. Non esiste un antidoto e per Kirk pare non esserci scampo al destino di una infelicità eterna, visto che la Dohlman è promessa sposa ad un altro. Ma a Kirk basta pensare a lei, il suo vero ed unico amore, L'Enterprise, per scuotersi dall'incantesimo, scaricare in fretta e furia la donna capricciosa e ripartire in tutta fretta. Comincia ad essere evidente ciò che per le due stagioni precedenti era stato solo un riferimento velato. Kirk non può amare nessuna donna semplicemente perché è già innamorato di un'altra…
Kirk è affascinante anche quando non si ricorda nemmeno più la sua identità per una bella capocciata contro un obelisco misterioso e si sveglia mezzo morto in un vero villaggio degli indiani d'America finiti chissà come su un lontano pianeta.
In Il Paradiso Perduto la sacerdotessa Miramanee cade sotto i colpi del suo fascino, addirittura sposa felice il suo capitano della Flotta (ribattezzato per l'occasione Kirok) e non perde tempo, rimanendo subito incinta. Ben presto i compagni di Kirk tornano a prendersi il loro comandante, salvano la situazione che si era fatta difficile per colpa di un asteroide fuori rotta e scoprono che l'obelisco è opera dei Protettori (poca fantasia coi nomi eh?), alieni misteriosi che verranno approfonditi trent'anni dopo in TNG. Salvano Kirk ma non Miramanee, che muore lapidata dai suoi stessi simili, i quali la credono infestata da spiriti maligni. Anche questa volta l'oggetto delle attenzioni di Kirk subisce una fine orribile. Serpeggia il panico fra le donne dell'Enterprise: pare che il capitano porti forse un po' sfiga!
Kirk fa colpo pure sulle femmine aliene dal "colorito particolare" che lui pare proprio non disdegnare.
In Il Sogno di un Folle è la orioniana Marta, un pazza furiosa rinchiusa in un istituto dedicato agli ultimi malati di mente della galassia su Elba II, a provare un certa simpatia per il capitano dall'uniforme ocra. Dopo avergli quasi salvato la vita finisce, poveraccia, per saltare in aria, anche se Kirk non ne ha nessuna colpa. Che fosse pazza non vi erano dubbi: se avesse avuto un po' di buon senso sarebbe stata alla larga da Kirk e forse avrebbe avuto salva la vita.
La predilezione di Kirk per le belle donne non si ferma nemmeno di fronte alla cibernetica. In Requiem per Matusalemme l'inarrestabile Jim si invaghisce di Rayna Kapec, una ragazza sotto la tutela di un uomo più anziano di lei, Flint. Costui si rivela un essere dotato di grandi conoscenze e di straordinaria longevità, che ha scorrazzato attraverso la Storia dell'Umanità dando la vita a parecchi geni delle Scienze, della Musica e altro ancora. Ed emerge anche che Rayna non è altro che un androide, costruito da Flint per alleviare il peso della sua solitudine su Holberg-917-G. Kirk e Flint entrano in competizione per Rayna la quale, incapace di gestire la sua parte di programmazione dedicata alle emotività, va in completo cortocircuito disattivandosi definitivamente. Anche questa volta il metallico Amore di Kirk si traduce in una perdita, così inconsolabile che deve intervenire Spock con una tecnica vulcaniana per togliere il ricordo della donna dalla mente del capitano. Il panico, a questo punto, si diffonde fra le donne dell'Enterprise!
L'ultimo episodio della serie, L'Inversione di Rotta, serve per introdurre il breve capitolo delle donne del passato di Kirk, i cui nomi - e in alcune occasioni anche i volti - affiorano dal passato. Nell'episodio citato una ex fiamma del capitano, Janice Lester, ha conservato un così bel ricordo che non vede l'ora di impossessarsi del corpo di Kirk. Grazie ad un dispositivo alieno riesce nel suo scopo: comandare l'Enterprise. Per tale comando in passato era stata scartata e tale comando è fonte, nel presente, di una grande frustrazione. Naturalmente le andrà male. In Licenza di Sbarco vediamo Ruth, una avvenente biondina che solletica certi ricordi di piacevoli e romantiche passeggiate del cadetto Jim Kirk.
In Corte Marziale facciamo la conoscenza di un'altra ex di Kirk, Areel Shawn, che dapprima pare intenzionata ad aiutarlo a trovarsi un buon avvocato e successivamente si rivela come colei che sosterrà l'accusa. La donna pare dispiaciuta di dare tanto dolore al suo Jim…ma nemmeno troppo!
Altri riferimenti a donne del passato di Kirk emergono sporadicamente qua e là; forse un giorno, quando avrò più tempo a disposizione, scriverò un articolo solo ed esclusivamente dedicato a loro. Ho volutamente trascurato la dottoressa Carol Marcus, che non viene mai citata durante la TOS ma che magicamente verrà alla ribalta in L'Ira di Khan e porterà con sé una sorpresina davvero niente male…un figlio tutto per il capitano Kirk, che però sopravvivrà giusto per un film e tre quarti. La maledizione di Kirk a quanto pare si trasmette anche alla prole. Vista la sfortunata quanto sistematica inconcludenza delle storie amorose del buon capitano, una leggenda metropolitana da lungo tempo mormora l'ipotesi dell'esistenza di una segreta ed intima relazione omosessuale con il suo primo ufficiale vulcaniano Spock. Ipotesi che troverebbe alcuni riscontri oggettivi in ST III Alla Ricerca di Spock, in cui un irresponsabile Kirk trascina mezzo del suo equipaggio davanti alla corte marziale nella speranza di recuperare proprio il Vulcaniano. Amicizia? Amore? Ma credo si tratti di pure illazioni che lasciano il tempo che trovano, opera di qualcuno che non hai mai conosciuto la forza e la profondità del legame d'amicizia che può crearsi fra due o più uomini. Esclusività che le donne, risaputamente poco inclini a stringere rapporti se non a scopo di mutuale vantaggio, per ora, possono scordarsi. Darwin ci dirà poi più avanti...
In conclusione, posso solo dire di provare compassione per James T. Kirk, eroe della galassia, affascinante, dongiovanni quanto volete, ma oppresso dal suo ruolo di capitano dell'Enterprise, ossessionato dalla sua nave e dalla sorte di ogni singolo membro del suo equipaggio al punto da trascurare totalmente la sfera privata e sentimentale della sua vita, mettendola sempre in secondo piano. Per analogia, pensando ad una figura simile nel nostro tempo, mi viene da pensare a certi manager di alto livello, dediti solo alla propria carriera, con mogli o mariti solo di facciata e famiglie trascurate alle spalle. Alla fine del viaggio Kirk si ritroverà solo, e proprio in Generazioni lo vedremo accigliarsi mentre si domanda dove il capitano Sulu abbia trovato il tempo di farsi una famiglia. Tempo che lui non ha mai trovato, troppo impegnato nella sua corsa contro il male e contro se stesso. Battaglia persa?

 

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