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STAR TREK: GIURAMENTO DI GUERRA
CICLO: IL GIORNO DELL'ONORE
Libro Quarto di Quattro
Di D.Wesley Smith & K. Kathryn Rusch
Contrariamente a quanto imporrebbe la logica, ho deciso di presentarvi i quattro romanzi che costituiscono il Ciclo dell'Onore, il cui nome già dovrebbe suggerirvi a quale particolare razza dell'universo di Star Trek fanno riferimento, partendo dall'ultimo anziché dal primo. La motivazione? Semplicemente perché ritengo il quarto capitolo decisamente il migliore del gruppo ed essendo i quattro romanzi assolutamente slegati a livello della trama, possono benissimo venire letti in ordine sparso senza perdere alcunché. I quattro romanzi ci parlano del Giorno dell'Onore, una recente celebrazione rispettata da tutti i cittadini dell'Impero Klingon, ognuno dei quali vede protagonista il klingon di turno di ognuna delle quattro serie fino ad allora prodotte di Star Trek, ovvero TOS, TNG, DS9 e VOY. E proprio il quarto libro ci racconta come sia avvenuta la nascita di questo giorno. Sicuramente chi ha pianificato il ciclo (John J. Ordover e Paula M. Block) ha deliberatamente deciso di lasciare a questo ultimo romanzo il compito di svelare il mistero che aleggia nei tre romanzi precedenti circa l'origine del Giorno dell'Onore, ma credetemi, come già detto, non vi perderete alcunché se non rispetterete l'ordine esatto. La logica temporale ci suggerisce che l'avvenimento che ha portato alla nascita del Giorno dell'Onore deve essere avvenuta in un recente passato, per cui, i protagonisti del quarto episodio sono obbligatoriamente i cari amici della Serie Classica, naturalmente in versione anni 60, ovvero calzoni neri e maglietta multicolore attillata e vedono Kirk & Soci correre in soccorso di una colonia agricola klingon, in passato detenuta dai terrestri e persa sorprendentemente da questi ultimi in una leale gara a colpi di raccolti, dove i klingon si dimostrarono coltivatori impareggiabili. La colonia è stata attaccata da alieni sconosciuti che senza pietà cercano di eradicare i coloni a colpi di raggi di plasma, poco distruttivi ma capaci di emanare un grande calore. L'Enterprise corre in soccorso dei klingon i quali sono assai diffidenti e Kirk si deve scontrare con una vecchia conoscenza, il capitano Kor, che accusa i Federali di essere gli autori dell'attacco, nel tentativo di riprendersi la colonia perduta con la forza. Sarà un contadino klingon, co-protagonista per tutta la storia, Kerdoch, a scagionare i terrestri i quali scenderanno con la solita squadra di sbarco per aiutare i coloni mezzi abbrustoliti. E come in ogni buon romanzo della TOS, arriveranno le navi aliene che impediranno a Kirk di risalire sulla sua nave e Scott dovrà restare solo a tenere insieme la baracca. Avremo i soliti rinforzi in ritardo da entrambe le parti. E soprattutto vedremo umani e klingon, che ricordo che ai tempi di Kirk erano in pieno conflitto e ben poco conoscevano delle rispettive culture, collaborare attivamente con rispettivi gesti eroismo per contrastare questi alieni sconosciuti che appaiono non avere alcun motivo per attaccare i klingon. Naturalmente alla fine il motivo verrà scoperto e gli alieni torneranno sui loro passi, ma di più non voglio dire, per non rovinare il finale a chi ancora non avesse avuto l'occasione di leggere questo romanzo. Inutile dire che la disponibilità di Kirk a mettere a rischio la propria vita per aiutare i coloni klingon suscita lo stupore dei coloni stessi, convinti che gli umani siano tutti codardi e traditori. Indovinate un po' a chi dobbiamo quindi la nascita del Giorno dell'Onore? Scommetto che avete già ampiamente capito.

 

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