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STAR
TREK: MISSIONE TERRA NOVA
Primo Libro di sei
Diane Carey
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A
dimostrazione che il fenomeno Trek, almeno qui in Italia, sta attraversando
un momento di stasi dopo la forte crescita dell'ultima metà degli
anni novanta, ecco un romanzo che viene indicato come primo di sei,
ma che fino ad ora è rimasto orfano. Uscito in libreria circa nel
primo quadrimestre del 2002 grazie al solito mitico editore Fanucci,
non è stato seguito, come ci si poteva attendere con altri cicli già
pubblicati (vedi il Ciclo dell'Onore), dal secondo capitolo e poi
via via dagli altri. Al momento di questa mia recensione, devo purtroppo
constatare che le novità librarie a tema trek pubblicate in tutto
il 2002 da Fanucci si limitano a soli tre titoli. Una vera miseria
rispetto a pochi anni fa. Speriamo non ci vogliano sei anni per vedere
il ciclo completato.
Ora veniamo al romanzo, che vede protagonista l'equipaggio di Kirk
& CO, ambientato dopo la missione contro V'Ger, a bordo dell'Enterprise
NCC 1701 Refit. La Flotta Stellare si è offerta di scortare una grande
carovana spaziale di coloni indipendenti diretti verso Belle Terre
(La Terra Nova del titolo), un pianeta di classe M pronto per essere
colonizzato. Le navi sono centinaia e i coloni migliaia, dotati di
tutto il necessario per essere autosufficienti una volta raggiunto
l'obiettivo situato ai margini della galassia conosciuta. I coloni
non gradiscono la presenza della Flotta Stellare in quanto temono
di essere successivamente assoggettati al controllo della Federazione,
mentre loro desiderano creare una colonia indipendente.
Questa situazione crea tensione fra i capitani delle navi civili,
alcuni mercenari da loro ingaggiati e l'equipaggio di Kirk, anche
a causa di strani incidenti che coinvolgono sempre più frequentemente
le navi e le attrezzature della spedizione. Intanto nello spazio di
Belle Terre una nave di esplorazione della Federazione viene distrutta
da un attacco alieno e scopriamo la presenza insospettata di bene
due razze sconosciute, i potenti Kauld e i più deboli Blood, in guerra
fra loro da lungo tempo che decidono di allearsi per fronteggiare
l'arrivo della carovana, temendola come una grande minaccia alla loro
sopravvivenza. Kirk si troverà a dover affrontare una piccola rivolta
fra i coloni capeggiati da un losco figuro che lo stesso Kirk aveva
assicurato alla giustizia tempo prima ed inspiegabilmente libero,
autore, con la complicità di alcuni fedeli, degli incidenti alla carovana
e complice di un attacco a sorpresa dei Pirati di Orione, alla ricerca
di schiavi umani.
La Carey è una scrittrice Trek che ormai ben conosciamo, con uno stile
semplice e lineare. Pecca qua e la di lungaggine, quasi tentasse di
rimpolpare una trama non eccessivamente complessa con inutili e ripetitive
descrizione degli stati emotivi dei vari protagonisti. Verrà ripetuto
almeno dieci volte che il povero Kirk si sentiva stressato. E quando
mai non lo è stato? Non vado oltre per non rovinare il gusto della
lettura a chi ancora non avesse acquistato il romanzo, avvisando che
naturalmente, facendo parte di un ciclo, non ha un finale vero e proprio,
sullo stile dei romanzi di Shatner. E come detto poc'anzi, il secondo
libro ancora non si è visto, e Terra Nova è stato pubblicato a maggio
2002, quindi sette mesi fa. Speriamo che Fanucci non ci deluda lasciando
il ciclo incompleto.
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