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I WADI
Prima che Deep Space Nine venisse completamente assorbita dal tema ricorrente della guerra senza esclusione di colpi con il potente quanto temuto Dominio, capitava di tanto in tanto di imbattersi in nuove razze, provenienti dal Quadrante Gamma dopo aver attraversato il tunnel spaziale bajoriano.
Fra queste vi sono il popolo dei Wadi, che incontriamo nella prima stagione e che costituiscono quasi un'eccezione per tutta la serie. Essi sono i primi a provenire dal Quadrante Gamma per cercare un contatto diplomatico con la Federazione.
Primi e praticamente ultimi. I Wadi sono una razza di umanoidi (tanto per cambiare...) per tutto simili agli esseri umani se si esclude la statura, nella media superiore a quella terrestre, ma in linea con una tribù di Vatussi.
Portano sul volto dei segni che non ci è dato sapere se si tratti di tatuaggi, come quelli del buon Chakotay, quindi artificiali, o se siano macchie naturali della pelle come quelle che riscontriamo sulla seconda generazione dei Trill (i primi Trill conosciuti in TNG non avevano macchie ma in compenso possedevano una fronte bitorzoluta). La delegazione giunta su Ds9 è abbigliata in modo sfarzoso e luccicante, con abiti intarsiati d'oro e d'argento.
Portano con loro doni e prodotti locali come il nettare di Ribes Alfa e gemme di svariato tipo e possiedono una curiosa valuta, assimilabile al latinum, sotto forma di bastoncini chiamati Klon Peag.
A capo della delegazione diplomatica è Falow, detto Gran Maestro, che scopriremo dopo essere un titolo riferito alla sua maggiore abilità nel districarsi all'interno dei giochi.
Sisko & Co. si aspettano uno scambio culturale di tipo standard, se vogliamo pure un poco noioso, dove oltre ai convenevoli ci si scambiano informazioni sui rispettivi popoli, usi e costumi, baci ed abbracci e poi via ognuno a casa propria.
Invece i Wadi si presentano come una società che tiene in gran conto il gioco. La loro prima richiesta, non appena giunti sulla stazione, è di poter accedere ai giochi tipici del Quadrante Alfa. Essi utilizzano il gioco come metro di giudizio per interagire e misurarsi con le altre culture.
Tanto più i giochi di un popolo sono interessanti, articolati, impegnativi, tanto più quella cultura merita rispetto. In fondo il gioco è una delle espressioni universali che caratterizzano tutti i popoli. Sulla Terra, ogni popolo ha i suoi svaghi. Il gioco è parte integrante dell'identità umana e attraverso i modi prescelti per svagarsi si può trarre un ottimo spunto per comprendere culture lontane.
E per divertirsi in modi sempre nuovi. I Wadi si interessano dei giochi presenti nel bar di Quark, dove spopola il Dabo, una specie di roulette del ventiquattresimo secolo le cui regole precise ci sono sconosciute.
La cultura Wadi è talmente improntata alla comprensione dei giochi nuovi, tanto che viene da pensare che i Wadi esplorino l'universo non alla ricerca di forme di vita ma dei loro divertimenti, quasi che fossero terribilmente annoiati dai propri, che ben presto si impratichiscono delle regole del Dabo ottenendo devastanti vittorie per i profitti del Ferengi che si vede costretto a porre rimedio truffando i visitatori, i quali però ben presto, grazie al loro particolare feeling con i giochi in genere, si rendono conto dell'inganno.
I Wadi, essendo un popolo che dà grande importanza al gioco, danno uguale importanza anche all'onestà ed alla correttezza con cui ci avvicina allo stesso e considerano l'imbroglio durante una competizione come una delle peggiore offese che si potrebbe rivolgere loro.
Decidono pertanto di punire Quark nel modo più logico per una società come la loro, ovvero attraverso un nuovo gioco che si sono portati da casa. Sfoderano uno dei loro giochi migliori, che si dimostrerà essere una specie di "Giochi senza Frontiere" in tre dimensioni denominato Chula (che pessimo nome...) che coinvolgerà loro malgrado l'equipaggio principale della stazione, con Quark come inconsapevole mossiere. I Wadi sembrano essere fieri di poter mostrare al ferengi la loro tecnologia ludica e traggono molto divertimento dalle difficoltà che Quark deve affrontare per portare a compimento l'intero percorso, senza, tra l'altro, aver minimamente compreso le regole dello stesso.
Durante il gioco alcuni pedoni, che corrispondono ad ogni singolo personaggio di Ds9 vengono sacrificati lungo il percorso, tanto che quando Odo spiega a Quark che quelle che lui crede siano semplici pedine sono in realtà il capitano Sisko e la sua ciurma, cala un'atmosfera di reale tensione.
Il gioco a quanto pare, senza che i Wadi ne avessero fatto menzione, è mortale e sbagliare mossa può causare danni irreparabili a qualcuno dell'equipaggio.
Ma i Wadi non sono esseri crudeli che traggono divertimento dalla sofferenza altrui, anche se evidentemente preferiscono tacere a Quark l'assoluta innocuità del gioco solo per potersi divertire un poco alle sue spalle, punendolo per la sua disonestà e goderselo mentre si inginocchia disperato chiedendo di non dover proseguire il gioco pur di non rischiare di perdere tutti i suoi pedoni.
Infatti al termine del gioco, che si sia vinto o che si sia perso tutti i contendenti tornano a casa sani e salvi, cosi come i Wadi ritornano sulla loro nave, probabilmente delusi per la scarsità di giochi riscontrati sulla stazione e sottilmente orgogliosi di avere dimostrato la superiorità della loro scienza ludica.

 

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