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SUPERMEGAFANTAKIRK
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Il
rovescio della medaglia di essere uno dei più acclamati eroi della
fantascienza è di essere, allo stesso tempo, anche il più odiato.
Questo è il destino di James T. Kirk, l'unico vero eroe inteso in
senso classico - ovvero l'eroe come l'essere senza macchia né paura
che affronta nemici più potenti, ma li sconfigge grazie ad una superiorità
non tanto fisica quanto morale - di tutta la saga di Star Trek.
Milioni di fan nel mondo amano la figura del capitano dell'astronave
Enterprise, perché è sostanzialmente un essere umano come loro. Non
ha superpoteri di dono divino o fantastico.
Che ci vuole ad essere un supereroe se hai la forza di cento braccia,
la vista a raggi X, la velocità di una lampadina e magari sei pure
un bell'uomo che fa strage di cuori?
Il minimo che puoi fare è mettere a disposizione le tue capacità per
il bene del prossimo. Se non lo fai sei proprio una carogna, oppure
ti impegni per sfruttare il tuo potenziale per prevaricare il prossimo.
Insomma Superman è tutto tranne che un super eroe, tantomeno un eroe.
Idem i vari Acquaman, Flash, Magnifici 4 e così via.
L'unico eroe vero dei fumetti che si avvicina alla figura di Kirk
è Batman, uomo travestito da pipistrello, ma pur sempre solo e soltanto
uomo.
Eppure negli ultimi anni l'astio verso Kirk è andato crescendo, confondendosi
credo con la naturale antipatia che suscita William Shatner, l'attore
canadese che per trent'anni ha regalato il suo volto a quello del
capitano stellare, ricevendone in cambio gloria, fama e palanche a
volontà.
Trovo
tutto questo ingiusto, anche perché tale trattamento è stato riservato
solo a Shatner, scordandoci di altri attori Trek che un calcetto nei
denti se lo sarebbero proprio meritato, vedi Avery Brooks, alias il
capitano Sisko, che nonostante debba tutto alla serie Deep Space Nine
sta facendo di tutto per venire dimenticato, con atteggiamenti schivi
e l'aria da "fratello nero uniamoci nella lotta" con cui è comparso
a qualche convention che mi avrebbero fatto venire la voglia di salire
sul palco per dargli uno scappellotto urlandogli "tiratela di meno!".
Oppure Robert Beltran, conosciuto come il maquis di origini pellerossa
dell'equipaggio della Voyager, che non ha mai fatto mistero di detestare
la serie per cui lavorava, il suo personaggio e perché no pure tutto
il fandom.
Nonostante tutto certe trekkers di sesso femminile non vanno a dormire
felici se non hanno accarezzato il suo poster almeno una decina di
volte.
Comunque sia l'antipatia verso l'attore in carne ed ossa è rimasta
separata dal suo personaggio sul piccolo schermo, tranne che per Kirk,
che da eroe sta diventando sempre più uno sbruffone di periferia,
uno smargiasso di quarta segata, un capitano col parrucchino (come
se portare un parrucchino fosse chissà quale reato, dimenticandosi
che l'eventuale tupé è proprietà di Shatner e non di Kirk), uno che
è stato solo fortunato, uno che Picard gli
faceva pipì in testa ecc. ecc. travasando quelli che sono gli atteggiamenti,
condivisibili o meno, dell'attore che gli ha dato il volto, sul suo
personaggio.
Tutto in nome di quella grande scemenza che ci propinano gli attori,
quando affermano di avere messo parte di loro nel personaggio che
interpretavano. Stronzate che Hollywood propinava già negli anni venti.
Ragazzi, sono giusto alla conclusione che è tutta invidia. Mostruosa,
gigantesca, inarrestabile invidia fanciullesca, che porta persone
che normalmente considereresti dotate di una ratio sopra la media
a scagliarsi in campagne al limite del paradossale pur di affossare
la figura di James T. Kirk.
E solo contro di lui.
Perché paradossalmente questi untori esaltano le figure dei comprimari,
quali Spock e McCoy al solo scopo di mettere ancora più in ombra il
capitano.
Spesso si sente dire che se non ci fosse stato Spock, il povero Jim
sarebbe crepato alla terza puntata, o l'Enterprise sarebbe andata
a sbattere contro il primo asteroide della domenica. Fingendo di non
sapere che la forza della TOS stava proprio nel triangolo Kirk-Spock-McCoy
e che tutti e tre i protagonisti, presi singolarmente non avrebbero
fatto molta strada, senza l'aiuto dei compagni.
La Tos è anche, fra le altre cose, un grande omaggio all'amicizia
fra gli uomini e sull'importanza di essa per potere andare avanti
insieme e superare le difficoltà. Invidia e gelosia.
Anche gelosia. Spesso chi denigra Kirk è un fan accanito di una delle
altre serie trek, quale Tng o Voy e non vuole accettare che nel mondo
Kirk lo conoscono praticamente tutti, mentre Picard, Sisko e Janeway
o non si sono mai visti o sono già stati dimenticati. Per molti questo
è inaccettabile e sono disposti a gare di glass climbing pur di dimostrare
che la Tos è una serie schifosa ed arretrata e che solo quella per
cui tifano loro vale la pena di essere menzionata.
Ma più grande è la rabbia più è evidente che è grande la loro intima
consapevolezza che non potranno mai, per quante parole versino, cambiare
lo stato delle cose. La Tos è entrata nella storia in un qualche modo,
è parte della nostra cultura occidentale, ha modificato il linguaggio,
ha aperto qualche frontiera, ha sicuramente divertito milioni di spettatori
e
tutto ciò che ne è seguito aveva il sapore inevitabile del già visto.
Del già vissuto.
Insomma la prima volta è davvero l'unica che non si scorda mai e niente
potrà cambiare questa grande verità. L'Italia è uno dei paesi dove
è più evidente la cosa: provate a fermare un tizio qualunque per strada
e chiedetegli se conosce il capitano Picard. Scommetto che dovrete
farne passare parecchi prima di trovarne uno che vi dia una risposta
quanto meno sensata, ma provate con la figura del capitano Kirk…
Invidia mista a gelosia che porta molti fan ad assumere un atteggiamento
di superiorità spesso ingiustificato, che li porta a sparare sulla
serie più famosa e quindi sul pesce più grosso, ovvero Kirk, in una
specie di campagna di denigrazione.
Come ad affermare che non potendo i propri beniamini competere l'unica
strada che resta è screditare l'avversario. In certi ambienti del
fandom, affermare di essere dei fan di Kirk significa vedersi attaccati
su tutti i fronti, come se fosse qualcosa di cui vergognarsi, come
un letterato che affermasse di adorare la serie Harmony, o un cuoco
d'alta scuola che gradisse il Mc Donald's.
Ma il paragone non regge.
Kirk & Co.
non sono la parte meno nobile della saga, non sono materia per bambocci
legati ai pianeti di cartone ed agli alieni improbabili, anzi ne sono
l'espressione più genuina, più vera, di chi per primo si è avventurato
in un territorio nuovo ed inesplorato e ha dovuto tracciare la via.
Picard, Sisko, Janeway, tutti bei personaggi, ma esistono grazie a
quel capitano Kirk, la cui personalità è piaciuta e ha contribuito
a fare grande la Tos e sono in un qualche modo tutti e tre misurabili,
definibili, identificabili come dei Kirk con qualcosa più di questo
o quello e qualcosa meno di quell'altro. Kirk unità di misura e non
solo di paragone.
Esagero? Non importa, non conta essere obbiettivi, capaci di misurare
il valore di un eroe con il calibro. Kirk si ama e basta. Chi lo odia
lo invidia. E più grande è l'odio maggiore è l'invidia, di persone
che sanno intimamente di non essere nemmeno lontanamente all'altezza.
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