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TRIANGOLO
Di Sondra Marshak e Myrna Culbreath
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La
notizia cattiva è arrivata.
Ormai credo sia già stata diffusa ampiamente, per cui arriverò da
buon ultimo, ma la sostanza non cambia.
Fanucci, il nostro editore di libri Trek preferito, nonché unico,
getta la spugna. Non chiude definitivamente, ma abbandona la pubblicazione
dei libri di Star Trek. Non si vendono più, non come prima.
Questa in sostanza la risposta dell'editore, che ringrazia per la
preziosa esperienza ma ci lascia nello sconforto. Forse, si mormora,
sarà Ultimo Avamposto, la società che ha in gestione i diritti per
il merchandising relativo a Star Trek, a sostituire Fanucci.
Ancora però di preciso non si sa. UA, già impegnato con la pubblicazione
dell'unica rivista dedicata quella saga che possiamo trovare in edicola,
è parte integrante dell'organizzazione dell'annuale Sticcon. Troverà
il tempo e sopratutto le risorse economiche per tentare l'investimento?
Chi vivrà vedrà.
Questo mese sono andato a recuperare un romanzo davvero "vecchio",
pubblicato dalla Garden Editoriale nel marzo 1988, che fa parte di
una serie di romanzi dedicati alla TOS che Fanucci stava lentamente
ripubblicando, quali: Spock non deve morire, Fantasma a
bordo, Gli angeli di Mudd , ecc. ecc.
Si tratta di romanzi brevi, non di qualità eccelsa, che non risentono
dell'influenza di TNG, ovvero conservano tutta l'ingenuità e a volte
faciloneria scientifica della TOS.
In questo romanzo Trek Kirk & Co. in versione casacca rossa post "l'Ira
di Kahn" sono come al solito chiamati all'ennesima missione di salvataggio
del mondo, ma che dico del mondo, della Galassia intera.
Una nuova minaccia incombe.
Ma come il buon fan della TOS sa bene, una nuova minaccia non significa
automaticamente una razza aliena iper armata e battaglie spaziali.
Spesso il Male, il Nemico, si nasconde proprio dentro di noi. Ed è
proprio dall'interno della Federazione che una specie di nuova filosofia,
chiamata Unità, si sta facendo largo, professando un universo dominato
da un'unica mente collettiva, a scapito della singola individualità.
E, ragazzi, i Borg erano ancora di là da venire. Le modalità con cui
questa Unità dovrà affermarsi sono condizionate dal controllo di un
particolare pianeta, i cui abitanti sono dotati di una forza psionica,
in particolare le loro donne, potere che raggiunge il culmine quando
queste incontrano l'uomo della loro vita. Attraverso il controllo
di questo pianeta, l'Unità conta di controllare l'Universo.
Una delle donne di Zaran, il mitico pianeta, è un Agente Libero della
Flotta. È semplicemente affascinante ed è dotata di poteri mentali
mostruosi. Lei sarà la chiave di tutta la trama, dove vedremo, incredibile
ma vero, Spock accoppiarsi fuori tempo massimo del Pon-Farr.
Dove vedremo Kirk accoppiarsi per secondo e non per primo.
Elementi sufficientemente atipici per far sì che il romanzo meriti
una lettura. Il bello dei romanzi TOS è che si possono leggere decine
di pagine di pathos ed avventura senza che venga sparato un solo colpo
di phaser od un solo siluro fotonico.
Il centro dell'azione non è mai l'azione stessa, ma il coinvolgimento
emotivo del trio Kirk, Spock, McCoy. La cui amicizia pare incrollabile
di fronte a qualunque avversità e riesce persino a superare la potenza
dell'Amore. Il romanzo contiene diversi spunti su cui in fondo riflettere,
che vanno dalla scabrosa situazione di un amore a tre, che a quanto
pare anche nel XXIII secolo verrà considerato come non accettabile
o comunque da evitare, all'affascinante concetto di Unità e Totalità,
che anticipa i temi portati dalla creazione dei Borg, a cui ci viene
istintivamente da rifuggire in quanto la loro condizione fisica appare
poco appetibile.
Ma se ci proponessero una struttura sociale e mentale di condivisione,
senza imporci le mutilazioni dei biompianti, saremmo ancora così sicuri
dell'importanza della nostra individualità?
Il romanzo ha l'andatura tipica di un episodio di Star Trek, potrebbe
venire diviso in cinque atti e persino la sua conclusione è assolutamente
in linea con la serie. Per qualche ora pare di rituffarsi indietro
di trent'anni. All'inizio potremmo storcere il naso, ormai avvezzi
alla semi plausibilità scientifica di TNG, di fronte a qualche concessione
alla fantasia, ma il finale merita ed andrebbe fatto leggere a quei
fan che tutt'oggi esaltano certe serie di Star Trek per il loro alto
contenuto di azione…
Non so a voi, ma a me delle battaglie spaziali non è mai fregato nulla.
In ultimo va detto che l'alto tasso di melensaggine che purtroppo
è stato inserito nell'impasto finale credo in parte dipenda dal fatto
che è frutto del pensiero creativo di due donne, che scommetto sono
fan sfegatate sia di Kirk che di Spock (forse più del secondo) e che
entrambe abbiano desiderato immedesimarsi con Sola Thane, la Zaraniana
prototipo della donna superemancipata, ma allo stesso tempo romantica
e protettiva.
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