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HARCOURT
FENTON MUDD
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Chi
non ricorda l'episodio Il filtro di Venere (Mudd's women),
uno dei primi nell'ordine di produzione della Serie Classica dove
tre stratosferiche bellezze (per i canoni della bellezza femminile
della fine degli anni sessanta...) salgono a bordo della Uss Enterprise
lasciando Scott e McCoy a bocca aperta incapaci di muovere
un solo dito?
"Mai viste donne così", commenta Bones mentre abbandonano la
sala teletrasporto. Insieme alle tre donne arriva a bordo Harcourt
Fenton Mudd, detto semplicemente Harry, contrabbandiere, brigante
spaziale, mercante, più semplicemente un simpatico opportunista, un
uomo dedito al commercio alla ricerca delle migliori opportunità per
fare affari, al di là di ogni legge morale.
L'unico personaggio che potremmo definire come ricorrente della TOS,
l'unico che compare in ben due episodi: oltre al sopraccitato Filtro
di Venere tornerà protagonista in Io, Mudd (I, Mudd), Mudd
è un umano davvero bizzarro, anche nell'aspetto. Ama vestire abiti
appariscenti e porta dei baffi davvero
vistosi, arricciati in punta, ed è dotato di un inguaribile desiderio
di guadagno. Il che è alquanto insolito per i canoni di Star Trek
ove si presume che l'umanità abbia abbandonato la via del capitalismo
sfrenato in nome di una società dedita allo sviluppo equo e solidale
di tutte le categorie sociali.
Certo, ai tempi di Kirk & Co. la vita era più dura che a quelli di
Picard, soprattutto ai limiti estremi dell'esplorazione, ma la figura
di Mudd appare comunque in contraddizione. Roddenberry riprende vagamente
l'idea del contrabbandiere senza scrupoli, del pirata dei Sette Mari
ma in versione sostanzialmente comica. Mudd non è un violento, anzi
si dimostra un pavido più di una volta, ma ha una incredibile capacità
di vedere un'opportunità di guadagno da qualunque situazione.
Riguardandomi i due episodi in cui compare Mudd non ho potuto fare
a meno di notare una incredibile somiglianza fra la sua figura e quella
del barista ferengi Quark. Oserei dire che Quark è la versione
aliena di Mudd o forse Mudd è il prototipo del buon ferengi. Comunque
sia, Fenton si sarebbe trovato a casa su Ferenginar!
Ne Il filtro di Venere Mudd si spaccia per un'altra persona ed è molto
divertente l'interrogatorio a cui viene sottoposto attraverso una
specie di macchina della verità (un bioscanner? Difficile stabilirlo,
è tutto cartone colorato li!) azionata da Spock, che non fa che smentire
ogni sua affermazione fino a farlo sbottare ed inveire contro il computer.
Per dare un'idea dell'assoluta mancanza di scrupoli di Mudd basta
dire che nel primo episodio lo vediamo impegnato in un commercio davvero
poco edificante: procurare donne ai coloni maschi al limite dello
spazio conosciuto. Una pratica in uso anche fra gli emigrati italiani
negli anni 50/60 (a tal proposito credo che tutti abbiano visto quel
famoso film con Alberto Sordi e Claudia Cardinale: Bello,
Onesto, Emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata). Certo,
soltanto verso la fine dell'episodio i tre poveri minatori a cui erano
destinate le donne scopriranno loro malgrado che l'incredibile bellezza
di queste donne era frutto di un inganno, dovuto ad una specie di
droga, appunto il filtro di Venere, svanito l'effetto della quale
le tre signorine si trasformavano in carampane poco appetibili. Il
sogno di mezza Hollywood sarebbe possedere un filtro del genere.
Mudd non teme nemmeno l'autorità. L'avere a che fare con un capitano
della Flotta Stellare ed il suo equipaggio non lo frena dal tentare
di gabbare anche loro e di riottenere quindi le sue licenze di commercio
da tempo annullate. E sulle prime riesce nel suo intento salvo poi
pentirsene e vedersi imprigionato in attesa di un giusto processo.
Il meglio di sé ce lo regala però nel secondo episodio, Io, Mudd,
in cui riesce addirittura a mettere sotto scacco un pianeta intero
popolato da androidi e farsi acclamare come il loro re.
Questo naturalmente dopo essere riuscito a fuggire dal carcere. È
talmente sicuro di sé e sfrontato da inviare un androide travestito
da marinaio, Norman, sulla nave
del capitano Kirk e sfruttando le sue superiori capacità fisiche gli
fa deviare la rotta verso il pianeta degli androidi. Mudd ha bisogno
dell'equipaggio dell'Enterprise per barattare la sua libertà. Il furbo
Mudd è finito su un pianeta in cui i suoi meccanici abitanti sono
disposti a dargli tutto quello che vuole (tranne la libertà) e per
uno come lui è come un paradiso senza gioia.
E visto che gli androidi vogliono solo una nave per lasciare il pianeta
alla volta della conquista della Galassia che intendono "rettificare"
secondo la ferrea logica dei bit e dei byte (poveri illusi!) lui pensa
subito ai suoi amici dell'Enterprise con cui ha un conto in sospeso.
Mudd non smentisce sé stesso e la sua passione per il gentil sesso.
Addirittura
fa replicare 500 androidi femmina, "tutte identiche, belle, accondiscendenti
ed ubbidienti" (per quanto belle, 500 donne tutte uguali credo annoierebbero
chiunque) e se le fa mettere al suo servizio. Mudd Il Grande, così
ora si fa chiamare, non capisce di essere anche un cavia degli androidi
che si preparano appunto ad invadere la Galassia dopo averlo conosciuto
e studiato. Mudd è imperfetto e gli androidi comprendono che la vita
nella Galassia è imperfetta, illogica.
E loro vogliono metterci una pezza. Guardate che può causare un eccesso
di noia...
Il fatto che tecnologici androidi non abbiano i mezzi per viaggiare
nello spazio è una vera contraddizione, ma il vero punto di gravità
dell'episodio non è la minaccia degli androidi ma la verve umoristica
che il personaggio di Mudd regala in continuazione. Mudd si è persino
fatto costruire
un androide del tutto simile a sua moglie, Stella, che risponde
al più bieco stereotipo della moglie brutta e scocciante, soltanto
per il gusto di poterle ordinare di stare zitta!
Tutto l'episodio ha una spiccata vena umoristica. Kirk & Co. comprendono
che l'unico modo per mettere KO gli androidi è obbligarli ad analizzare
comportamenti illogici dell'equipaggio umano.
Mentre McCoy e Scott fingono di suonare un violino ed un flauto, Uhura
e Chekov ballano fingendo a loro volta di udire la musica e poi tutti
insieme saltellano come matti. Spock si dichiara prima innamorato
di una delle androidi e di odiare la sua esatta gemella. Scott finge
di morire mentre gli sparano con le dita avendo prima domandato di
essere giustiziato per eccessiva felicità. Il tutto manda in tilt
la loro fragile logica e buona notte al secchio per l'invasione della
Galassia.
Mudd
fino all'ultimo ci regala momenti di spasso. Questa volta Kirk decide
che è del tutto inutile rimettere Harry in prigione, evaderebbe sicuramente
per l'ennesima volta.
Quale pena peggiore e più crudele di abbandonarlo sul pianeta in balia
di cinquecento (!) copie di Stella che però non ubbidiscono ai suoi
comandi?
Insomma la morale è sempre quella, fai merenda con girella... ops,
cioè volevo dire, chi la fa l'aspetti, il crimine non paga ecc. ecc.
Anche se il mondo, forse, sarebbe migliore se tutti i criminali fossero
come Harcourt Fenton Mudd!
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