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SALTO
ALL'INDIETRO
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Quando
uscirà questo pezzo saremo all'inizio del mese di febbraio e se i
miei calcoli sono esatti, gli episodi inediti di Enterprise, la nuova
serie trek trasmessa dall'emittente La7 l'estate scorsa, non saranno
più tali e potremo abbeverarci alla fonte del sapere trek con nuove
avventure dello smagliante capitano Archer e del suo equipaggio. Tutto
questo che c'entra con la Serie Classica, che è distante quasi quaranta
anni da quest'ultima creazione, vi domanderete voi? Ha forse sbagliato
rubrica questo redattore un po' squinternato? Ma certo che no, rispondo
io, questo mese vi proporrò una mia riflessione, condita da un'analisi
da povero Trekker di quarta mano quale sono, sul passaggio
dalla TOS ad ENT, che può essere visto in due direzioni, ovvero in
avanti nel tempo quale quinta serie mondiale nella storia di Star
Trek e all'indietro nella timeline (per i non anglofoni, semplicemente
linea del tempo) della saga.
Tutti,
almeno i Trekker italiani più sfegatati, hanno seguito la nuova serie,
quelli di serie A, quelli indomiti e assetati addirittura si sono
procurati gli episodi in lingua originale. Meglio un episodio trek
inedito incomprensibile che l'ennesima replica. E a molti la serie
è piaciuta. Pare sia piaciuta, visti i dati di ascolto, anche ad una
buona fetta di infedeli, ovvero telespettatori di massa, proprio come
accadde alla Serie Classica alla fine degli anni settanta, inizi ottanta,
nonostante quando arrivò in Italia fosse un prodotto tecnicamente
già datato, soprattutto confrontato con gli effetti speciali alla
Star Wars che avevano stabilito nuovi livelli di eccellenza.
Archer destinato, almeno da noi, ad essere ricordato tanto quanto
Kirk? Dubito, anche perché pochi ricordano Kirk, mentre tutti ricordano
"Il tizio con le orecchie a punta" ovvero Spock, però devo dire che
facendo dei sondaggi presso la massa non-trek Enterprise è stata vista
almeno una volta più o meno da tutti, nonostante La7 non sia un canale
molto seguito. Merito credo anche della prima serata e del fatto che
il peggior episodio di Star Trek è quasi sempre meglio del miglior
programma di produzione italiana e che altri telefilm giovanilistici,
quali Smalville o Streghe, per esempio, con l'ormai consunto filone
"alla Dawson Creek" : ovvero pochi fatti, molte lagne amorose sempre
più improbabili e personaggi che nessuno vorrebbe come amici perché
"pesanti" come macigni cominciano un poco a stancare. Superman che
si fa delle seghe mentali da sedicenne dovrebbe averci fatto suonare
il campanello d'allarme no?
Enterprise quindi serie della rinascita trek dopo Voyager e DS9, che
hanno raccolto molti meno consensi della Serie Classica e Next Generation?
Purtroppo no, semplicemente il prodotto trek ha definitivamente lasciato
la via che lo aveva guidato per tanti anni ed ha imboccato una nuova
strada, che sta raccogliendo nuovi fan da una parte e perdendo una
parte dello zoccolo duro dall'altra.
Che
tipo è il fan di Enterprise? È ancora presto per dirlo. Ci
vorrà del tempo, così come ci è voluto del tempo affinché molti promuovessero
Deep Space Nine al ruolo di miglior serie trek e altri diventassero
fan sfegatati della rigida Janeway. In fondo qualcosa del genere accadde
quando The Next Generation approdò sugli schermi, i fan duri e puri
di Kirk & Co. dichiararono che Star Trek, l'unico ed il vero era solo
il loro, salvo poi ricredersi di fronte a storie meravigliose ed un
universo fantastico che cresceva sempre più seguendo la linea tracciata
in passato.
Il punto forse è proprio questo. Quella linea partita dal nulla nel
1966 e che aveva una precisa direzione, una direzione nuova per quel
tempo puntava verso un futuro lontano e pieno di ideali da far sognare
ad occhi aperti. TNG ripartì la dove il solco si era arrestato, il
tratto era diverso, il solco più profondo e preciso, più solido e
dettagliato; era sostanzialmente diverso ma puntava nella stessa direzione,
a costituire una linea retta verso quel futuro ora di cento anni più
lontano, ma sempre ricco di meraviglie e di ideali. DS9 e Voyager
nel tentativo di rinnovare la saga non si limitarono a rinnovare il
solco, ma ne mutarono la direzione abbandonando la rotta che da venticinque
anni aveva sancito il successo. Non è stata un'inversione ad U, ma
una variazione di una manciata di gradi sufficiente però per allontanarsi
da certi orizzonti, forse perdere consensi ma recuperandone altri
là dove prima Star Trek non aveva fatto breccia.
L'impressione mia personale è che Enterprise abbia tentato il salto
all'indietro, quasi un'inversione di marcia, oppure il tentativo di
dare tre dimensioni allo spazio narrativo e fantastico illudendoci
che la linea infinita ci ha riportato nel passato, al fine di congiungersi
con la Serie Classica, a formare un anello non soltanto nell'universo
della saga, ma anche nella nostra realtà. Un anello però che ogni
giorno di più si dimostra una spirale, in cui i due estremi non si
incontrano mai.
Più avanza Enterprise, più si ha l'impressione che non incontrerà
mai ciò che fu l'inizio.
Quando Enterprise era solo un rumor (pettegolezzo, sempre per chi
non mastica l'inglese) speravo che non fosse come la sto vedendo,
credevo seriamente che l'idea fosse fantastica, pensavo che la chiusura
del cerchio fosse possibile e che avrebbe dato origine a dozzine di
storie splendide, con la possibilità di fare luce su tante vicende
che riguardano il nostro ipotetico futuro che erano state appena accennate
nei trent'anni precedenti.
Purtroppo
fin dal primo episodio fu evidente che la nota fabbrica B&B non aveva
alcuna intenzione di continuare il filone di Star Trek alla ricerca
di una continuità narrativa che si estendesse alle altre quattro serie.
L'assenza del marchio "Star Trek" davanti al nome della serie fu solo
il primo segnale. Il resto lo abbiamo visto sotto i nostri occhi e
tutti gli interrogativi che sono spontaneamente nati in coloro che
ricercavano come il sottoscritto il punto di giunzione che chiudesse
la catena con il passato sono stati ampiamente dibattuti e l'unica
soluzione a cui si è arrivati è accettare il fatto che siamo stati
fin troppo fortunati a goderci uno spettacolo quasi perfettamente
coerente con se stesso per quasi quarant'anni e che forse oggi è arrivato
il momento di pagare il tributo al Tempo che incurante passa e ci
allontana sempre più dall'idea primordiale che fu di Roddenberry e
Coon, nonostante qualcuno insista a tentare, tramite arzigogolati
salti pindarici filosofico-tecnico-temporali, a cercare una spiegazione
credibile che possa chiudere l'anello, come il famigerato De Meis
fece proprio dalle pagine di questa Webzine qualche numero fa, con
un articolo davvero interessante quanto dai contenuti capaci di far
venire la nausea da sballottamento da viaggio nel tempo, con un incrocio
di linee temporale così caotico da somigliare alla tangenziale di
Milano.
Le incongruenze sono purtroppo tante, troppe per essere ignorate,
dall'astronave chiamata Enterprise quando in realtà pare che prima
di Kirk non ve ne fossero state altre, al fatto che il design della
stessa non è per nulla originale in quanto identico alla classe Akira
vista in Primo Contatto e che riesca difficile pensare ad una evoluzione
del design che abbia portato poi alla Ncc 1701; al fatto che sin dal
primo episodio gli umani vengano in contatto con i Klingon,
quando era stato specificamente detto che il primo incontro era avvenuto
in un altro momento. Imprecisioni che non sono tali. Semplicemente
Enterprise va vista come un nuovo prodotto ispirato a Star Trek, tra
l'altro, almeno per il sottoscritto, un prodotto molto godibile, che
per quanto visto fino ad ora non posso dire che mi abbia entusiasmato
come fece Tos o Tng, ma che mi fa trepidare in attesa della domenica
sera.
La
linea impostata da Roddenberry negli anni sessanta è col tempo divenuta
una fascio di linee, ognuna portatrice di nuove informazioni sull'universo
Trek, che però non hanno viaggiato sempre parallele, spesso scontrandosi,
annullandosi a vicenda od unendosi a formare una linea di maggior
spessore o semplicemente incrociandosi, a formare alla fine una specie
di rete di informazioni, trame, personaggi, il tutto spalmato in un
arco temporale vasto, che era evidente avrebbe reso una bella sfida
il creare una serie ambientata temporalmente in un periodo precedente
che si abbeverasse a questa fonte ricchissima rispettandone la trama
complessiva. B&B hanno preferito usare le forbici con mano pesante,
muoversi molto più liberamente, anche se questo ha dovuto scontrarsi
con il pubblico di Trekker appassionati che sono affezionati a questa
trama fitta, come Linus alla sua coperta.
Pensare ad un passaggio di consegne da Archer a Kirk è difficile.
Circa cento anni li separano, ma sono molti meno se pensiamo ad un
Archer morto probabilmente (sempre se sopravviverà ai continui pestaggi!)
intorno agli ultimi anni del XXII secolo e Kirk nato nei primi trenta
del XXIII secolo.
Cento anni sufficienti a trasformare la fragile flotta terrestre nella
grande Flotta Stellare di Kirk? Sufficienti a dare grande risalto
alla Federazione Unita dei Pianeti, che ai tempi di Archer era ancora
la da venire? Il cerchio non si chiude e a volte mi duole un po' il
cuore, riflettendo sul fatto che guardando il fenomeno Star Trek con
distacco pare invece essere la Tos ad essere l'elemento di disturbo,
con i suoi set di cartone e gli effetti speciali poco speciali. In
fondo tempo fa un nostro redattore, Davide Galati, avanzò provocatoriamente
l'idea che fosse proprio la Serie Classica a non poter più essere
considerata canon (Stim N° 43) raccogliendo molte critiche ma anche
qualche consenso.
Per ora non ci resta che sederci sulla nostra poltrona e sintonizzarci
su La7 per seguire gli episodi restanti della prima stagione e la
seconda di Enterprise. Pare che La7 abbia dichiarato che andrà avanti
anche con la terza. Ma visto come è sempre stata trattata la fantascienza
in Italia non ci farei troppo conto.
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