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INCIDENTE
ALL'ENTERPRISE
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I Romulani,
tornati di gran moda con l’arrivo dell’ultimo film di
Star Trek, il non troppo fortunato Nemesis, fanno
la loro seconda ed ultima apparizione nella Serie Classica, dopo La
Navicella Invisibile, in un bell’episodio intitolato
Incidente all’Enterprise (The Enterprise Incident)
fra i primi della terza ed ultima stagione.
L’episodio
inizia con il consueto prologo che vede la voce del dottor McCoy fare
da narratore mentre scorrono immagini che mostrano la normale attività
di plancia. Il medico capo è preoccupato per il comportamento
del suo capitano, che nelle ultime settimane gli è parso sempre
più nervoso ed irritabile. La regia, a supporto delle parole
del dottore, inquadra Kirk trattare in malo modo prima Chekov e successivamente
Spock, attirando su di sè l’attenzione di una plancia
non abituata a vedere il proprio capitano comportarsi in modo tanto
scortese.
Ad ulteriore supporto alle preoccupazioni di McCoy, Kirk ordina di
modificare la rotta spingendo l’Enterprise dentro la spazio
Romulano fra la sorpresa e le proteste di Spock e successivamente
di Scott. Kirk, senza un ordine preciso e diretto del comando della
Flotta Astrale, non ha alcuna autorità per infrangere la Zona
Neutrale e varcare il confine. Kirk zittisce i compagni di viaggio
facendo appello alla propria autorità e senza fornire alcuna
spiegazione per la sua scelta.
Non è la prima volta che vediamo Kirk prendere decisioni apparentemente
senza senso rifiutandosi di fornire qualunque spiegazione pretendendo
comunque assoluta fiducia e fedeltà.
L’Enterprise
vede comparire davanti a se un incrociatore klingon, poi un secondo
ed un terzo che la circondano rapidamente dopo essersi materializzati
apparentemente dal nulla. Ma non sono Klingon coloro che stanno fronteggiando
la nave terrestre, bensì Romulani. Kirk scopre così
che i due imperi, nemici entrambi della Federazione, sono ora alleati
e si scambiano navi e tecnologie.
Sul grande schermo della plancia compare il volto del vice comandante
Tal che intima a Kirk & Co. di arrendersi o la
nave sarà distrutta. Kirk rifiuta minacciando di far esplodere
la sua nave piuttosto che arrendersi. Tal concede un’ora di
tempo ai terrestri per riflettere sulla proposta di resa e Kirk la
sfrutta per convocare una riunione dei suoi ufficiali superiori che
lo accusano di essere il colpevole della situazione disastrosa. Kirk
reagisce in malo modo e viene ad uno scontro verbale molto acceso
con McCoy che abbandona la sala riunioni per protesta. In quel momento
Tal ricontatta la nave proponendo uno scambio per portare a bordo
Kirk e Spock affinché si possano incontrare con il loro comandante.
Mentre due ufficiali romulani si teletrasportano come ostaggi garanzia
sull’Enterprise, i due compagni d’avventura vengono portati
al cospetto del Comandante Romulano che scoprono, piacevolmente, essere
una donna.
La
Comandante interroga Kirk circa lo sconfinamento non autorizzato ed
il capitano mente adducendo come scusa un guasto alla strumentazione
di bordo che non convince per nulla la donna che allora passa ad interrogare
Spock facendo appello alla tradizione di sincerità ed onore
del popolo Vulcaniano, di cui, lei stessa ricorda, i Romulani sono
lontani fratelli. Infatti Spock, facendo onore al detto secondo cui
i Vulcaniani non sanno mentire, rivela alla Comandante che al contrario
di quanto detto da Kirk lo sconfinamento è frutto di una sua
scelta arbitraria assolutamente non autorizzata dal comando di Flotta.
Rivela anche che il capitano è divenuto instabile e pare aver
perso la necessaria lucidità per comandare una nave stellare.
Kirk dà dimostrazione della sua instabilità manifestando
un accesso d’ira e tenta di scagliarsi sul vulcaniano dandogli
del traditore, ma viene bloccato dalle guardie e successivamente portato
in una cella di detenzione lasciando Spock e la Comandante soli.
Kirk si ferisce volontariamente andando a sbattere con violenza contro
il campo di forza che lo trattiene nella cella e sviene. Informata
dell’accaduto la Comandante chiede all’Enterprise l’intervento
di un loro medico, incapaci di soccorrere un umano. McCoy sale a bordo
e rianima il capitano mentre nel frattempo Spock e la Comandante lo
raggiungono nella cella. Anche McCoy conferma alla romulana che lo
sconfinamento è frutto di un ordine diretto del capitano, ma
aggiunge anche che Kirk è psichicamente instabile ed inabile
al comando. Spock concorda con la diagnosi del dottore e questo causa
uno nuovo scatto d’ira di Kirk che però viene bloccato
da Spock con una presa mortale vulcaniana che si dimostra alquanto
efficace. Kirk cade a terra senza vita fra lo stupore della Comandante
Romulana.
A questo punto è chiaro che c’è sotto qualcosa
e che Kirk non è realmente nè impazzito nè morto.
L’episodio si sposta su due fronti mentre le faccende cominciano
a farsi più chiare. Spock rimane a bordo della nave Romulana,
dove fronteggia con intelligenza la Comandante, inducendola a credere
di provare un qualche tipo di attrazione per lei. La donna, sensibile
al fascino del vulcaniano, si intrattiene con Spock per lungo tempo
cadendo nell’inganno che ha un solo scopo: scoprire dove i Romulani
nascondono il meccanismo di schermatura e permettere a Kirk di impossessarsene
per poterlo consegnare agli scienziati della Federazione affinché
trovino una contromisura ad esso. Kirk invece causa un bello spavento
all’infermiera Chapel quando sbatte improvvisamente le palpebre
dal suo lettino diagnostico, visto che la donna lo credeva morto.
McCoy invece non è per nulla sorpreso e spiega alla donna che
Spock ha applicato una presa che simula la morte, ma che ora il capitano
ha bisogno di aiuto per tornare pienamente cosciente.
Kirk si fa operare per somigliare ad un romulano ed indossa una delle
uniformi dei due ufficiali Romulani tenuti in ostaggio, attendendo
impaziente che Spock gli comunichi le esatte coordinate per raggiungere
il dispositivo, ma il vulcaniano, inaspettatamente, si ritrova egli
stesso affascinato dalla Comandante, che lo intrattiene con una deliziosa
cenetta Romulana; in lei trova una compagna ideale, sicuramente più
di quanto potrebbe trovare in un’umana, e ritarda la comunicazione.
Kirk decide allora di andare ugualmente, arrischiandosi di finire
trasportato magari in mezzo ad una paratia.
Per sua fortuna si materializza in un corridoio (tra l’altro
moooolto simile a quelli dell’Enterprise) ma non ha ancora un’idea
precisa di dove sia piazzato il dispositivo dell’occultamento.
È costretto quindi ad aggirarsi con cautela al fine di non
farsi scoprire.
Finalmente Spock comunica a Kirk, attraverso il suo comunicatore,
lasciatogli colpevolmente a disposizione dai romulani, la posizione
esatta del dispositivo, rendendo evidente che tutto quanto abbiamo
veduto fino a questo momento è solo una finzione a beneficio
dei Romulani, per confonderli inducendoli a credere che il capitano
fosse fuori di senno e che Spock invece sia pronto a passare dalla
loro parte.
Se
da un lato la chiamata di Spock permette a Kirk di raggiungere la
zona protetta della nave romulana che nasconde il dispositivo d’occultamento,
dall’altro permette ai sensori nemici di individuare la fonte
della comunicazione.
Il doppio gioco di Spock viene scoperto lasciando di sasso la Comandante
che, al contrario, aveva aperto sinceramente il proprio cuore al vulcaniano.
Non c’è nulla di peggio di una donna innamorata dal cuore
spezzato e Spock si piglia un bello schiaffone. La Comandante condanna
Spock a morte concedendogli magnanimamente un regolare processo che
Spock sfrutta per guadagnare tempo e richiedere, come previsto dal
codice Romulano, di difendersi da solo.
Kirk riesce ad impossessarsi del dispositivo e teletrasportarsi sull’Enterprise
(ma gli scudi alzati? Mah…) dove ordina a Scott di installare
il dispositivo sull’Enterprise al fine di poterlo sfruttare
per fuggire. E qui c’è da domandarsi come sia possibile
che un povero Capo Ingegnere possa adattare i sistemi della propria
nave ai circuiti di un dispositivo alieno mai visto prima. D’accordo
che lo scozzese è l’ingegnere dei miracoli, ma questo
è davvero troppo!
Chekov, su ordine del capitano, rintraccia coi sensori i segni vitali
di Spock ( e deve aver faticato non poco a trovarlo in mezzo a tanti
Romulani che hanno una fisiologia praticamente identica!) e lo teletrasportano
a bordo. Solo che inaspettatamente si ritrovano a bordo anche la Comandante
Romulana che avvertendo che il vulcaniano stava per smaterializzarsi
dalla sua nave si è avvinghiata a lui venendo risucchiata dal
raggio.
Kirk lancia l’Enterprise in fuga contando sul dispositivo romulano
per sfuggire alle armi nemiche e appena la nave scompare dai sensori
romulani ordina un cambio di rotta mettendo definitivamente fuori
gioco i Romulani.
L’episodio si conclude con Spock che accompagna la Comandante,
ormai sconfitta, verso una cella dove attenderà di essere scaricata
su di un pianeta neutrale. Spock augura alla comandante che in un
futuro loro due possano trovare un accordo, rivelando, in un modo
molto vulcaniano, di avere gradito la compagnia della donna e lasciandoci
il dubbio che anch’egli provasse una forte attrazione per lei.
L’episodio nel suo complesso è uno dei più belli
di tutta la Serie Classica e vede la Federazione utilizzare mezzi
spregiudicati di spionaggio al fine di impossessarsi di tecnologie
altrui. Decisamente un comportamento poco ortodosso, ma giustificato
dalla necessità di mantenere gli equilibri militari al fine
di preservare la pace. La stessa motivazione con cui USA e URSS giustificavano
le rispettive corse agli armamenti dell’epoca. È vero,
la guerra alla fine non è mai scoppiata, ma oggi abbiamo migliaia
di testate nucleari pronte a finire nelle mani sbagliate.
Un ultimo interrogativo resta senza risposta: che fine fanno i due
poveri Romulani, di cui uno rimasto in mutande, che erano stati spediti
sull’Enterprise come garanzia per l’incolumità
di Kirk e Spock?
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