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ENTERPRISE:
SECONDA STAGIONE SU LA7
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Per
il sottoscritto Enterprise è divenuto un appuntamento fisso della
domenica sera irrinunciabile, tanto che, seppur registrandolo regolarmente
con il videoregistratore, faccio il possibile per godermelo in diretta.
Con buona pace di chi mi sta intorno.
Prima che Enterprise arrivasse sugli schermi nostrani ammetto di avere
espresso giudizi trancianti carichi di scetticismo. Dopo le primissime
puntate sono stato duro, quasi inflessibile.
Il confronto con TNG e la TOS non reggeva, gli Yati (Yet Another
Trek Inconsistency) macchiavano indelebilmente le trame e l'impressione
era di trovarsi di fronte ad una serie di fantascienza qualsiasi e
non certo con Star Trek.
Poi sono stato assimilato.
Sarà che con la vecchiaia si tende ad essere meno inflessibili ed
ad avere un atteggiamento più aperto verso tutto ciò che è potenzialmente
destabilizzante.
Adesso probabilmente pendo dalla parte opposta e tendo istintivamente
a difendere la serie anche la dove non c'è spiegazione che tenga di
fronte agli errori grossolani della coppia Braga & Berman.
La
seconda stagione si è aperta su La7 a metà settembre con il
doppio episodio intitolato Onda D'Urto, che ci riporta sulla
Terra del XXXI secolo devastata da un attacco alieno avvenuto nel
passato ma che non avrebbe dovuto esserci secondo la linea temporale
di Archer (e quindi, in teoria, la nostra). Il doppio episodio non
è uno dei migliori doppi episodi di sempre anche se introduce interessanti
quesiti sui paradossi temporali. Una pecca, a mio parere grave, è
aver voluto farci credere possibile costruire una specie di trasmettitore
olografico temporale con i pezzi di un comunicatore e del rame ricavato
da un mestolo.
Ma a parte queste inezie, la Guerra Fredda Temporale pare un argomento
interessante anche se si sa, i viaggi nel tempo, possono far venire
un gran mal di testa.
La
domenica successiva il mio cuoricino, tanto legato alla TOS, ha sussultato
scompostamente alla vista di due splendidi vascelli romulani, il cui
design richiamava inconfutabilmente quello del vascello romulano comparso
nel mitico episodio La Navicella Invisibile.
L'episodio Campo Minato è gradevole e con un buon ritmo. Archer
e Reed che lavorano insieme per disattivare la mina che si era ancorata
sullo scafo ci permettono di approfondire il personaggio del capo
della sicurezza, scoprendo così che non sa affatto nuotare, pur essendo
stato ufficiale della Marina Reale Inglese, e che soffre di una specie
di complesso alla "tenente Dan" dal film Forrest Gump, per cui si
sente predestinato a subire la medesima sorte eroica dei suoi avi,
pena disonorarli.
L'episodio
successivo a mio parere è uno dei migliori in assoluto di questa seconda
stagione: Carbon Creek. La nonna di T'Pol precipita sulla Terra
degli anni cinquanta, e, in attesa dei soccorsi, accompagnata da altri
due membri di equipaggio si mimetizza fra gli umani di un piccolo
paese degli Stati Uniti (che fantasia eh? Precipitano tutti li gli
alieni).
Il comportamento dei vulcaniani costretti a vivere in mezzo agli umani
è stato secondo la mia opinione reso bene. Enterprise ci sta mostrando
risvolti della cultura vulcaniana assolutamente inediti. I Vulcaniani,
pur essendo una delle razze alieni principali della saga, non erano
mai stati realmente approfonditi, come è accaduto per i klingon per
esempio.
Enterprise
sfata alcuni miti. I vulcaniani non sono fatti con lo stampino e non
sono macchine mentali inflessibili. Sono esseri dalle molte sfaccettature
ed ora più credibili ed interessanti.
La settimana successiva sono seguiti altri due episodi che ho trovato
gradevoli. Il primo, Sosta Forzata, vede l'Enterprise attraccare
ad una stazione di riparazioni automatizzata per porre mano ai danni
causati dalle mine dell'episodio della settimana precedente. La CGI
è favolosa e la stazione è resa molto bene. Gli interni sono un omaggio
a 2001: Odissea nello Spazio e fanno capolino per la prima volta tecnologie
che richiamano i noti replicatori di TNG.
Meno efficace la trovata per cui la stazione necessita dei cervelli
di esseri viventi per funzionare e Travis viene rapito allo scopo.
Il finale con la stazione, distrutta da Archer & Co, che si autoripara
è inquietante!
L'episodio
che ne è seguito, Una notte in infermeria, mi era giunta voce
che fosse uno dei più brutti di sempre. Beh, a me è piaciuto molto.
Porthos è malato. Si è preso un virus alieno e rischia di morire.
Archer rimarrà una lunga e movimentata notte a vegliarlo, con sullo
sfondo il ricatto di alieni presuntuosi ed arroganti che pretendono
delle inesistenti scuse rituali in cambio di preziosi pezzi di ricambio
per il motore a curvatura dell'Enterprise.
È un episodio divertente, volutamente comico, con Archer e
Phlox a confronto ed il povero Porthos a fare da diligente cavia.
Il dottore è un personaggio davvero azzeccato, ed il suo genuino entusiasmo
per l'esplorazione spaziale è contagioso. Il finale vede Archer
compiere un ridicolo rito pur di chiudere la questione.
Istintivamente mi ha ricordato Picard che deve recitare in maniera
perfetta un saluto in lingua aliena.
Passa
ancora una settimana e quando pensi che sia tutto un crescendo ti
imbatti un una coppia di episodi piuttosto banali e con trame completamente
riciclate. L'episodio I Predoni vede dei coloni estrattori
di deuterio (si estrae il deuterio??) vittima di un gruppo di bulletti
klingon.
Archer non sopporta il bullismo e si offre di aiutare i minatori nel
dare una lezione ai rinnegati klingon.
L'episodio però si svolge in un modo poco coerente, con scelte strategiche
incomprensibili e soprattutto I Klingon fuggono senza tante storie
e questo lascia un po' perplessi.
L'unica giustificazione che si può dare è che si tratta di rinnegati
e non di addestrati guerrieri dell'esercito Imperiale. Archer se ne
va lasciando nuovamente soli ed indifesi i coloni, senza preoccuparsi
del fatto che i klingon avrebbero potuto ritornare successivamente
a sua insaputa più incavolati di prima.
L'episodio
che ne segue, Il Settimo, è incentrato su T'Pol e sulla sua
attività passata di cacciatrice di agenti segreti vulcaniani sfuggiti
al controllo dell'Alto Comando. Gli agenti Vulcaniani furono spediti
su un pianeta alieno per infiltrarsi tra la popolazione (con un'alterazione
chirurgica delle sembianze) e che, terminato il conflitto che devastava
il pianeta, anziché rientrare su Vulcano si sono dati alla macchia,
abbandonando la filosofia di Surak per abbracciare la nuova cultura.
Ok, i vulcaniani non sono dei santi ed Enterprise ce lo ricorda sempre,
ma forse qui si esagera. T'Pol, nel passato, durante un inseguimento
ha ucciso un fuggitivo per errore ma grazie ad una specie di rito
le viene cancellata la memoria per salvarla dallo shock.
La caccia all'ultimo dei fuggitivi, il settimo appunto, fa riemergere
i vecchi ricordi, ma al di là di questo l'episodio non va e lascia
scontenti.
Gli
episodi non proprio eccelsi proseguono anche sette giorni dopo. L'episodio
Il Comunicatore è una fotocopia dell'episodio di TNG intitolato
Primo Contatto. Il contatto imprevisto con gli alieni avviene a causa
di un comunicatore dimenticato colpevolmente da Reed dopo un'escursione
in incognito, con tanto di trucco per confondersi con gli alieni.
Successivamente Archer e Reed sono scoperti e fatti prigionieri.
Da questo episodio ho cominciato a stancarmi di vedere il capitano
finire prigioniero ogni due puntate, ma purtroppo gli accadrà ancora
ed ancora.
Gli alieni di turno vengono prima indotti a credere che i due siano
nemici e solo successivamente, una volta fatta una visita medica,
intuiscono che non sono normali ma sono restii a credere all'opzione
dei visitatori extraterrestri, anche perché Reed si inventa una panzana
su improbabili agenti nemici manipolati geneticamente ma che per gli
alieni pare comprensibilmente più plausibile. T'Pol, Trip e Travis,
utilizzando la nave sulibana sottratta a Silik, rimasta nell'hangar
dell'Enterprise anziché essere riportata sulla Terra per essere studiata
(mah!) compiono una missione di salvataggio raffazzonata, lasciando
gli alieni nel dubbio che i loro nemici si siano dotati di armi e
mezzi incredibili.
Il danno da contaminazione sulla cultura è fatto.
Sempre
nella stessa serata è andato in onda La Singolarità, riedizione
di Al di là del Tempo della Serie Classica e di Contaminazione
di TNG, che a sua volta era un omaggio al precedente episodio della
TOS. A causa di alcune radiazioni emesse da una singolarità (un buco
nero) l'equipaggio dell'Enterprise comincia a dar fuori di testa tranne
T'Pol che avrà il compito di salvare l'equipaggio guidando l'Enterprise
lontano dall'influenza delle mortali radiazioni. Episodio comunque
gradevole anche se pecca di assoluta mancanza di originalità, ma che
da i natali all'Allarme Tattico, antesignano dell'Allarme Rosso
che ben conosciamo.
Passano altri sette giorni e nuovo appuntamento sempre su La7 (Dio
la ringrazi) con altri due episodi.
Il
primo, Punto di non Ritorno, è un'altra puntata che manca in
maniera assoluta di originalità in quanto prevede l'ennesimo incidente
con il teletrasporto. Anche se c'è da dire, per questioni di linea
temporale, si può dire che sia il primo in assoluto!
La vittima è Hoshi Sato, che rimane pochi secondi sospesa fra la rimaterializzazione
ed il nulla, durante un teletrasporto di emergenza (ricordo che in
Enterprise il teletrasporto è una tecnologia sperimentale e vi fanno
ricorso solo in casi estremi). In quei pochi secondi Hoshi vive un'avventura
definibile come onirica a bordo dell'Enterprise, dove si convince
di non essersi rimaterializzata correttamente in quanto, lentamente
ma progressivamente, sta divenendo incorporea.
Successivamente, individua fantomatici alieni che vorrebbero distruggere
la nave, ma la sua incorporeità le impedisce di essere vista dal resto
dell'equipaggio e di agire per impedire la distruzione della nave.
Naturalmente alla fine niente si rivela essere reale.
Decisamente
migliore l'episodio numero due della domenica: Un carico prezioso.
Una nave in difficoltà viene soccorsa da Archer & Co, che spedisce
Trip a sistemare il guasto. Quest'ultimo scopre sulla nave, in animazione
sospesa, una super topona, l'attrice Padma Lakshmi, compagna
del celebre Salman Rushdie, che si rivela essere una principessa
di alto lignaggio che è stata rapita allo scopo di richiedere un riscatto.
Tra i due inizia un rapporto burrascoso che ricorda quello fra Han
Solo e la Principessa Leila di Guerre Stellari!
Lei e Trip si odiano, ma si capisce che sono attratti l'uno dall'altra.
Infatti, durante la fuga, precipitati su di un pianeta sconosciuto,
finiscono per copulare alla grande, prima che Archer li venga a prelevare.
Presente i film target di Julia Roberts? Uguale.
Per ora è tutto, siamo a metà circa della stagione, il mese prossimo
analizzeremo gli episodi che mancano per arrivare alla conclusione
di questa piacevolissima seconda stagione di Enterprise.
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