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I BINARI
Chi di voi, impazzendo per domare le bizze del proprio computer di casa, non avrebbe desiderato di saper interpretare con esattezza gli astrusi messaggi di errore che sovente i sistemi operativi ci restituiscono? Alzi la mano chi, in preda ad un crisi isterica di fronte all’ennesimo riavvio, non avrebbe voluto (un passo prima che giunga la potente pulsione a lanciare il case fuori dalla finestra) poter comunicare con il proprio pc in maniera più diretta ed immediata, senza la necessità di ricorrere a tramiti quali la tastiera ed il mouse. Toccare lo schermo e percepire i pensieri della propria macchina e comunicare ad essa il vostro dannato desiderio che la smetta di comportarsi in maniera tanto bizzarra, spiegandoci in maniera chiara e comprensibile quali sono le cause del malfunzionamento.
Chissà, forse in futuro l’equivalente di una CPU ci verrà impiantata direttamente nel cervello, ampliandone notevolmente le capacità di calcolo e memoria un po’ come accade a Keanu Reeves nel film Johnny Mnemonic, un futuro molto lontano che nemmeno il visionario Star Trek ha azzardato per i prossimi 300 anni (ma che forse potrebbe essere più vicino di quel che si penserebbe stando a recenti studi medici) quale quotidianità per l’essere umano. Ma l’argomento era troppo fantascientifico per essere ignorato dalla principale saga del pianeta e quindi, se per l’umanità è ancora troppo presto, per una razza aliena potrebbe essere già realtà.
Ed ecco quindi l’idea dei Binari, comparsi unicamente nell’episodio della prima stagione di The Next Generation intitolato 011001001. Per chi non se ne intendesse di informatica e magari si stesse ancora domandando il senso del titolo, spiego brevemente che altro non è che una tipica sequenza di dati in formato binario, la lingua con cui comunicano i computer; una serie di “aperto/chiuso, vero/falso o se volete più semplicemente si/no.
(Per il nostro computer di casa non esiste il quasi, ne il forse, ne il ma. Decisamente un tipo ottuso e poco incline alla mediazione!)
I Binari sono una razza che ha concentrato il proprio sviluppo nella tecnologia dei computer al punto che hanno raggiunto una completa integrazione con essi, tanto avanzata da esserne dipendenti. Persino il loro linguaggio verbale si è adeguato alle logiche dei computer: quando comunicano fra di loro risultano incomprensibili agli stranieri in quanto la parlata si tramuta in un mormorio estremamente rapido. Avete presente il vostro modem quando stride con un topo impazzito mentre tenta una connessione analogica ad internet? Per i Binari è diventato un successone discografico.
Dall’aspetto umanoide, sono alti poco più di un metro e venti con grandi scatole craniche che ospitano un cervello molto sviluppato, interfacciato tramite dei chip impiantati in vista sul cranio glabro, con dei dispositivi di calcolo e memoria portatili, saldamente legati alla loro cintura consentendo la connessione diretta delle loro menti con qualsiasi computer. Questa loro incredibile capacità di dialogare in maniera diretta con i computer, utilizzando il loro medesimo linguaggio, li rende particolarmente utili nelle operazioni di calibrazione degli stessi e la Flotta Stellare li invia regolarmente a bordo delle navi stellari per svolgere tali operazioni di manutenzione ed ottimizzazione.
I Binari viaggiano sempre in coppia (lo 0 e l’1) e quando si rivolgono agli alieni lo fanno come se fossero comunque un’unità singola. Se uno inizia una conversazione, l’altro la completa. Chissà come fanno in bagno.
Gli unici esemplari di Binari che abbiamo visto in azione non ci è mai stato specificato di che genere fossero. Apparentemente appaiono asessuati, almeno secondo gli standard umani, ma non essendo stato specificato nulla di preciso non possiamo fare altro che supporre che gli esemplari che abbiamo conosciuto fossero tutti dello stesso genere, quale non sappiamo, o che i due generi, esteriormente siano molto simili fra di loro.
La società dei Binari ha raggiunto un tale livello di integrazione con i sistemi informatici del pianeta da divenirne completamente dipendente. Tutta la popolazione di Bynaus, il loro pianeta natale, è costantemente connessa con un super computer centrale che raccoglie tutte le informazioni planetarie. Non sappiamo se essi condividano oltre alle informazioni anche le emozioni ed i ricordi, ma è presumibile che non esistano segreti e che ogni dato sia condiviso fin dalla nascita. Al massimo metteranno le informazioni in una cartella protetta con una password!
Anche quando si allontanano dal pianeta rimangono comunque costantemente connessi, ma questo limita la distanza che essi possono percorrere in quanto la loro dipendenza dal computer centrale è assoluta. La sconnessione significa morte certa per i Binari.
È proprio questa terribile prospettiva che spingerà una loro squadra di tecnici, salita a bordo dell’Enterprise per ottimizzarne il computer centrale, a dirottare la nave verso il loro pianeta natale, dopo aver inscenato una finta esplosione del nucleo spingendo l’equipaggio ad evacuare l'Enterprise in tutta fretta, con lo scopo di travasare i dati contenuti nel computer del pianeta in quello dell’astronave della flotta, preservandoli dalla distruzione causata dalle radiazioni di una supernova esplosa di fresco nei dintorni di Bynaus.
Le radiazioni causeranno la totale distruzione delle informazioni contenute in ogni banca dati presente sul pianeta e l’unica via per preservarle, in attesa che l’onda di radiazioni si esaurisca, è caricarle sulla nave spaziale che possa poi sfuggire agevolmente.
I Binari sono un popolo pacifico e rispettoso delle altrui culture, ma sono anche intrappolati dalla logica dei computer, che ragionano solo in base a due fattori, il Vero ed il Falso, senza alcuna via di mezzo. Il massimo della mediazione che possono concedersi è un calcolo delle probabilità relativamente ai due stati. Incapaci di concepire nulla di diverso dal Sì e dal No, una volta calcolato che la probabilità del rifiuto era maggiore di quella del sì (anche di uno 0,0001) decidono di entrare nell’illegalità, considerandola la loro unica alternativa. Proprio come uno dei nostri computer di casa, così potente, ma a volte anche così stupido…
Non ho idea di quali fattori abbiano contribuito al risultato finale del calcolo, ma mi sembra alquanto difficile immaginare un rifiuto della Flotta Stellare di fronte ad una richiesta d’aiuto planetaria. Non corse in aiuto dei propri acerrimi nemici quando questi, cento anni prima, fecero esplodere la loro luna minando seriamente l’ecosistema di Q-Nos? Quindi figuratevi che gli sarebbe costato prestare una nave ai Binari giusto il tempo di fare un backup dei dati…
L’operazione riuscirà, ma non completamente, e parte dei dati memorizzati su Bynaus verrà distrutta per sempre. E qui non ci viene spiegato cosa accadrà ai Binari a cui appartenevano tali dati. Moriranno? Perderanno memoria di parte della loro esistenza? Perderanno la loro identità? È probabile che sia andata proprio così e che quindi, seppur di dimensioni ridotte rispetto al potenziale, per Bynaus l’evento sia stato comunque una vera tragedia di massa.
Speriamo sia servita a indurli a ripensare almeno in parte la loro scelta di vivere così integrati con una macchina, che si sa, i nostri computer di casa insegnano, a volte ci lascia a piedi senza un perché ed un percome.

 

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