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GLI
ANGOSIANI
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La
Federazione Unita dei Pianeti è un piccolo universo in costante
evoluzione ma soprattutto espansione fin dalla sua nascita. La bontà
dei principi che la governano sono stati universalmente riconosciuti
tranne rare eccezioni qualora si è confrontata con culture
radicate ma piuttosto oppressive, quale quella Klingon o Romulana.
Col tempo, sicuramente le adesioni sono aumentate, non solo per affinità
etiche ma anche perché la Federazione rappresenta una valida
difesa per le razze più deboli dall’espansionismo degli
imperi militaristi. Resta il fatto che la Federazione Unita
dei Pianeti rappresenta la galassia libera, solidale, dove
ogni individuo può realizzare se stesso, dove ogni credo, cultura
e filosofia mantiene il suo spazio. A patto di rispettare i principi
base fondanti dell’organizzazione stessa.
Gli Angosiani rappresentano l’ennesima razza
senziente che ha da poco raggiunto un livello tecnologico sufficiente
per dialogare su basi minime con la grande organizzazione interplanetaria.
Gli
Angosiani hanno naturalmente un aspetto umanoide, anzi direi che sono
indistinguibili dagli umani, come un buon 50% delle razze di Star
Trek, ma non è l’aspetto estetico che ci porta a parlare
degli Angosiani quanto il loro recente passato. Angosia
ha da poco terminato una lunga campagna bellica denominata Guerre
Tarsiane (non è dato sapere se i Tarsiani siano un’altra
razza aliena o una fazione interna agli angosiani) e solo la conclusione
delle ostilità ha permesso un nuovo sviluppo sia economico
che culturale dell’intero pianeta. Gli Angosiani sembra proprio
che abbiano interiorizzato il valore della pace, della fratellanza
al punto di meritare la fiducia degli ambasciatori della Federazione.
Però è più facile interrompere le ostilità
ed inaugurare una stagione di pace che liberarsi dall’odio che
le ha scatenate e non tutte le ferite si rimarginano sufficientemente
in fretta. Spesso terribili verità restano nascoste, ufficialmente
per non turbare il processo di pace, in realtà perché
divenute scomode, ingombranti o semplicemente capaci di alimentare
sensi di colpa od angoscia.
Scheletri nell’armadio che più si tenta di tenerli rinchiusi
più si agitano per uscire allo scoperto.
Durante
le Guerre Tarsiane gli Angosiani non hanno esitato a manipolare alcuni
loro concittadini sia geneticamente che psicologicamente per trasformarli
in macchine da guerra temibili. Gli hanno fornito capacità
fisiche incredibili, al punto da riuscire a sfuggire ai sensori di
una moderna nave come l’Enterprise, nonché un condizionamento
psicologico ferreo, una programmazione con l’unico scopo di
fornirgli quante più abilità possibili per riuscire
a sopravvivere in battaglia.
Una volta terminata la guerra il governo angosiano si è trovato
fra le mani un manipolo di soldati ingestibili e soprattutto inutili.
La milizia modificata non è più riuscita ad integrarsi
nella società a causa delle pesanti modifiche psichiche che
li hanno resi violenti e bellicosi ogni qual volta questi si sentivano
sotto minaccia.
Insomma la Sindrome di Rambo?
La difficoltà di gestire queste milizie geneticamente modificate
spinge gli Angosiani a prendere una decisione estrema, per nulla in
linea con il nuovo corso etico. I supersoldati vengono uno dopo l’altro
catturati ed isolati, concentrati in un carcere di massima sicurezza
mascherato da comunità per ex combattenti denominato Lunar
V. Ma non certo gradevole come un circolo degli alpini.
Per
la società angosiana il problema è risolto. Il tempo
farà il suo corso, i soldati moriranno di vecchiaia e tutti
dimenticheranno questa brutta storia. Anche sulla Terra sono accaduti
fatti simili: alla fine della Seconda Guerra Mondiale formazioni militari
partigiane, quando non intere piccole nazioni, furono rinnegate, quando
non sterminate in quanto ritenute, una volta raggiunta la pace, scomode
da gestire.
Uno di questi supersoldati, Roga Danar, riesce a
fuggire da Lunar V proprio mentre l’Enterprise D e il suo equipaggio
è in orbita attorno ad Angosia con il compito di osservatore
ufficiale della Federazione nell’ambito del processo di adesione.
Fin da subito mette in evidenza le sue incredibili doti fisiche, sfuggendo
ai sensori della nave, sia tattiche mettendo sotto scacco una squadra
di sicurezza. Solo dopo un lungo e periglioso inseguimento Worf riesce
a bloccare Danar ed ad imprigionarlo.
A questo punto per il governo angosiano non c’è scampo
e seppur mascherando Lunar V da centro di recupero sono costretti
a raccontare più o meno la verità circa Danar, che non
è affatto un criminale spietato come era stato descritto ma
una vittima del suo governo e della sua dedizione alla causa. I
suoi crimini recenti sono la conseguenza dell’addestramento
ricevuto che gli hanno sottratto la capacità di controllarsi
ogni qual volta si fosse sentito sotto minaccia. Inoltre, a sua parziale
discolpa, egli prova una grande rimorso per le sue azioni e la memoria
potenziata gli impedisce di dimenticare le ottantaquattro uccisioni
di cui si è reso responsabile.
Emerge quindi che Danar è una vittima di un sistema che ora
lo ha abbandonato, desideroso di dimenticarsi di lui.
I supersoldati potrebbero essere curati, riconvertiti, trasformati
nuovamente in angosiani qualunque almeno fisicamente, mentre più
arduo sarebbe il processo di recupero psicologico. Tanto arduo che
gli angosiani abbandonarono l’idea piuttosto in fretta. Troppo
dispendiosa, troppo scomoda l’eredità di questi soldati.
Danar è talmente abile che riesce a fuggire dall’Enterprise
e a liberare i compagni rimasti su Lunar V con cui si dirige verso
la capitale per l’assalto finale verso i loro aguzzini.
Il
governo angosiano chiede soccorso all’Enterprise ed alla sua
tecnologia avanzata, consapevole di non essere in grado di difendersi
dai soldati da loro stessi creati. Picard interviene ma non come sperato
dagli angosiani. Comprende che Angosia non è ancora pronta
per entrare nella Federazione, deve prima risolvere la questione degli
ex-combattenti, che non chiedono altro che essere aiutati a reintegrarsi
nella società, attraverso cure mediche e supporto psicologico.
Picard lascia la mano della Federazione tesa, per offrire il necessario
supporto tecnologico agli angosiani per completare al meglio il processo
di recupero, ma nega l’aiuto militare lasciando i governanti
angosiani circondati dai soldati rinnegati a sbrogliare la matassa.
Una scelta molto kirkiana, non trovate?
Una scelta che non sapremo mai a cosa avrà infine portato ma
l’ottimismo che trasuda dall’universo di The Next
Generation ci porta istintivamente a credere che gli angosiani
abbiano trovato una soluzione pacifica e siano infine divenuti membri
stabili della Federazione.
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