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IL
PIANETA DEL GIUDIZIO
di Joe Haldeman
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Le
vacanze portano fortuna.
Quest’estate, durante un soggiorno sulla costa veneta, passeggiando
la sera lungo il viale di una nota località turistica mi sono imbattuto
nel classico mercatino dell’usato al cui interno si celava la altrettanto
classica bancarella di libri usati. Avevo solo una vago ricordo dei romanzi
Urania dedicati a Star Trek. Li avevo sicuramente visti scorrendo le pagine
web del sito dello Stic. Niente più che un’associazione di
colori e parole.
Ecco li quella sfilza di libretti dalla copertina bianca con un’immagine
al centro cerchiata di rosso. Sento che li c’è Star Trek.
Li scorro rapidamente e infatti una copertina mi conferma che ci ho visto
giusto. L’Enterprise campeggia nello spazio profondo.
Si intitola Il Pianeta del Giudizio di tale Joe
Haldeman. (DI TALE JOE HALDEMAN, Riccardo, ti spezzo le rotule,
uno dei migliori autori di fantascienza e lui lo chiama "UN TALE";
a parte avere scritto anche "Mondo senza fine, sempre della saga
trek, ha anche vinto diversi premi Hugo e Nebula. - Nota del Direttore)
Lo acchiappo e lo metto da parte, si sa mai che passi in zona un altro
trekker.
Ma so per certo che di romanzi Urania c’è n’è
più d’uno dedicato a Star Trek… ma quali? Le immagini
di copertina non mi danno più alcun aiuto. Nemmeno i titoli.
Eppure io so… è uno di quei momenti in cui ti rendi
conto di come sarebbe utile poter entrare nella Rete da un dispositivo
portatile. So dove reperire l’informazione ma non ho accesso
al Grande Contenitore. Domani quella bancarella sarà lontana.
Comprarli tutti? No non è fattibile, desisto anche su insistenza
della moglie che pretende giustamente di dare un’occhiata anche
al resto delle mercanzie. Me ne pentirò perché in effetti
di titolo ve n’era ancora uno, La Sfera di Dyson,
chissà se mai avrò l’occasione di leggerlo.
Ma guardiamo al bicchiere mezzo pieno. Ho fra le mani una rarità,
un libretto del lontano 1978, antecedente l’uscita del primo
film dedicato alla saga. Praticamente la Serie Classica senza alcuna
contaminazione modernista, senza la fantascienza politically
corrected di The Next Generation.
La trama ricalca il classico schema che vede l’Enterprise caricare
a bordo lo scienziato di grande fama di turno: in questo caso il dottor
Atheling, astrofisica d’importanza galattica per una semplice missione
di accompagnamento. La Flotta Astrale ha deciso di onorare l’arrivo
su Accademia (pianeta di destinazione che credo fermamente sia l’Accademia
della Flotta Stellare ma che l’interpretazione del testo originale
sia sfuggita di mano al traduttore) dell’astrofisico con l’ammiraglia
scontentando il suo capitano che ritiene che l’Enterprise dovrebbe
servire cause più nobili. A bordo regna quindi una certa tensione
fra gli ufficiali superiori per questo compito considerato di scarso impegno
che sottrarrà tempo prezioso alle loro licenze.
Come sempre accade sulla rotta dell’Enterprise si frapporrà
il classico ostacolo che attirerà l’attenzione dell’equipaggio
inducendolo ad effettuare una correzione di rotta per dare un’occhiata.
E come sempre tutto questo causerà un ritardo di cui qualche
borioso commodoro si lamenterà con Kirk.
L’anomalia questa volta consiste in un pianeta delle dimensioni
della Terra di classe M con atmosfera e oceani che naviga solo soletto
nello spazio senza una sistema solare di riferimento e che tra la sua
energia da un insolito processo fisico generato da un minuscolo buco nero
che attira al suo interno gas quali idrogeno ed elio, i quali, precipitando
al suo interno a velocità vicine a quelle della luce emettono una
radiazione sufficiente a sostenere la vita sulla superficie. Una stranezza
tale che gli fa guadagnare il nome di battesimo di Anomalia.
Una volta in orbita una squadra esplorativa comandata dallo stesso capitano
Kirk atterra sul pianeta con una navetta in quanto il teletrasporto non
pare funzionare a dovere. Una volta giunti sulla superficie tutti gli
apparecchi ad energia cessano di funzionare senza alcun apparente motivo:
pahser, tricorder, la radio e la navetta stessa è priva d’energia.
Impossibilitati dal comunicare con l’Enterprise inizia l’esplorazione
della zona circostante che si rivelerà piena di sorprese che
i sensori orbitali non erano stati in grado di rilevare. Forme di
vita dall’aspetto impensabile ma molto aggressive attaccano
la squadra fin dalle prime ore costringendoli a barricarsi nella navetta.
Spock e McCoy, perso il contatto con Kirk decidono di partire a loro
volta con una squadra di salvataggio finendo con il rimanere vittima
del medesimo inconveniente, bloccati sulla superficie senza contatto
alcuno con la nave madre e sprovvisti di armi ad energia.
Kirk allora fa costruire una palizzata ed un fossato attorno alle due
navette e si barrica in attesa dei soccorsi. Durante l’esplorazione
della foresta circostante s’imbattono in una forma umanoide apparentemente
primitiva armata di sole lance, gli Arivne che li attacca. Uno di loro,
Hixon, la classica maglia rossa viene catturato e scompare nella foresta.
Ritrovato ferito gravemente durante la notte inizia a subire una inspiegabile
mutazione genetica che in breve tempo lo trasforma in un Arivne sia nelle
sembianze che a livello psichico. La coscienza di Hixon è ancora
presente ma ora pare avere raggiunto più elevati livelli di consapevolezza
oltre ad essere dotato di poteri mentali straordinari oltre a non desiderare
minimamente di tornare come prima. Gli Arivne non sono come potrebbero
apparire una razza primitiva ma al contrario si pongono, nella scala culturale
ed evolutiva, molto al di sopra degli umani. Loro stessi hanno creato
il buco nero che alimenta la fornace di gas che dona loro la necessaria
energia. E sempre loro hanno indotto l’incontro con l’Enterprise
al fine di avvisare gli umani dal pericolo che stanno correndo: una razza
ostile, gli Irapina, simile a loro per gli incredibili poteri mentali,
capace di manipolare la materia con il solo pensiero, sta valutando se
mandare un’avanguardia nello spazio della Federazione. Se troveranno
terreno fertile per la conquista si muoveranno in massa e nulla potrà
arrestarli.
Hixon utilizzerà i suoi nuovi poteri per mettere in contatto
Kirk con gli Irapina e permetterà che essi si sfidino a livello
puramente mentale. Una lotta immaginaria costituita da pura immaginazione
e forza di volontà in cui, ovviamente alla fine prevarrà
il due Kirk-Spock e vedrà gli alieni sconfitti tornare a riferire
al loro popolo che è meglio cercare qualcun altro a cui andare
a rompere le scatole.
Il breve romanzo di Haldeman può apparire quasi strampalato
tanto sono inverosimili le situazioni che propone, tanto priva di
qualsiasi spiegazione logica e scientifica, proprio come ci ha sempre
abituati la Serie Classica. È impossibile ma è. L’aforisma
di Sir Arthur Eddington che apre il romanzo: “l’universo
non è soltanto più strano di quanto immaginiamo. L’Universo
è più strano di quanto possiamo immaginare”
si adatta meravigliosamente. Gli Arivne e gli Irapina sono forme aliene
nel vero senso della parole, dalla forma alla sostanza. Forme che
non potremmo mai comprendere veramente in quanto diverse da noi in
maniera radicale, con meccanismi fisici e psichici totalmente differenti
dotati, come unico punto comune, d’intelligenza e di autocoscienza.
Al mese prossimo.
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