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ELENA
DI TROIA
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Questo
mese, dopo una lunga assenza, torno ad occuparmi della rubrica che
per molto tempo è stata di mia esclusiva, o quasi almeno, proprietà.
Approfitto dell’occasione per proseguire l’opera di recensione
degli episodi della Serie Classica a beneficio delle giovani generazioni
che quasi certamente non hanno avuto la possibilità di seguire
sui canali in chiaro la mitica serie, salvo i parabolati, ovviamente.
Per noi “vecchietti” invece è un piacevole ripasso,
magari lo spunto per andare a rispolverare una videocassetta dimenticata
da qualche parte e godersi ancora una volta le gesta di Kirk e Spock.
Tra gli episodi che ancora non avevo preso in considerazione “Elena
di Troia” (Elaan of Troyius, terza stagione) non rientra
nella mia personale classifica dei dieci migliori ma è assolutamente
piacevole ed avvincente.
L’Enterprise
è chiamata ad una missione segreta: accompagnare una promessa
sposa sul pianeta Troyius dove l’attende il
regnante troyiano, affinché con la loro unione venga finalmente
sancita la pace fra i popoli dei rispettivi pianeti. Il teaser vede
Kirk, Spock e Petri, diplomatico troyiano con il compito di istruire
la promessa sposa, in sala teletrasporto, pronti ad accogliere la
Dohlman di Elas.
Tre guardie del corpo dal fare minaccioso si materializzano per prime
sondando l’area circostante assicurandosi che l’ambiente
sia sicuro. I loro modi sono spicci e maleducati considerando la loro
condizione di ospiti. Gli Elasiani sono un popolo rude con rigide
caste e decisamente bellicosi, la cui tecnologia però è
decisamente arretrata rispetto alla Federazione. Al contrario i Troyiani
sono disponibili, razionali e pacifici e desiderano sancire la pace
con gli eterni nemici Elasiani.
Elaan, la Dohlman, si materializza sulla pedana del
teletrasporto e colpisce i presenti sia per la sua bellezza che per
l’aspetto fiero da guerriera. Purtroppo per Kirk ed il suo equipaggio
il carattere della Dohlman si dimostra capriccioso, volubile e decisamente
ostinato, soprattutto verso Petri a cui non risparmia insulti verso
la sua razza ed il suo popolo. Il diplomatico dalla pelle azzurrognola e
la ‘cofana’ bianca si sforza di mantenere un profilo basso
ed ossequioso: ha un compito molto delicato da compiere, ovvero preparare
Elaan a diventare la regina dei Troyiani istruendola sugli usi ed
i costumi di coloro che presto saranno i suoi sudditi.
La
Dohlman e il suo seguito non mostrano rispetto nemmeno per l’equipaggio
dell’Enterprise e per i suoi ufficiali, nonostante siano incuriositi
dalla superiore tecnologia. Quando Kirk raggiunge Elaan nel suo alloggio
per verificarne le lamentele riguardo la sistemazione vi trova il
diplomatico troyiano cacciato a male parole per essersi permesso di
presentare gli abiti nuziali ed i gioielli della corona che, nelle
sue intenzioni, Elaan dovrebbe indossare entro poche ore.
Petri è però determinato a portare a termine il proprio
compito, seppur estremamente arduo, e non si perde d’animo.
Kirk gli consiglia pazienza, tatto e tutta la diplomazia di cui è
capace ma l’unico risultato che riesce a cogliere è farsi
infilzare dalla lama del coltello personale della Dohlman, scagliato
alla fine dell’ennesima lite.
A
rendere la situazione ancora più tesa, oltre al serio rischio
che il matrimonio pacificatore vada a monte, ci si mettono anche i
klingon. Una nave da guerra segue a grande distanza l’Enterprise
senza manifestare alcuna specifica intenzione. Questo basta a mettere
sotto pressione Kirk a cui si drizzano subito i peli della nuca non
appena sente parlare di Klingon.
McCoy riesce a ricucire la ferita di Petri ma per il suo morale ormai
non c’è più nulla da fare. L’ambasciatore
è depresso e ormai non ha più alcuna fiducia di riuscire
a portare a termine la missione che gli è stata assegnata e
pare accettare sconsolato l’ineluttabile destino: la fine della
sua carriera e la ripresa della guerra fra il suo popolo e quello
della Dohlman. Petri è convinto che l’unica via d’azione
percorribile sia avvisare per tempo il sovrano ed informarlo che il
matrimonio non s’ha da fare.
La missione pare sull’orlo del fallimento. Kirk allora decide
di entrare in gioco in prima persona e s’invola nell’alloggio
di Elaan pronto a convincere la donna a portare a termine il suo compito,
costi quel che costi. Ma Elaan è una donna intrattabile, viziata,
abituata ad ottenere ciò che vuole semplicemente ordinandolo.
Kirk a sua volta non è tipo da farsi mettere i piedi in testa
e il loro incontro si trasforma in uno scontro prima verbale e poi
fisico. Elaan schiaffeggia Kirk a tradimento e lui, da vero macho,
restituisce lo schiaffo. Elaan non è mai stata trattata in
questo modo e reagisce lanciando il suo coltello verso le spalle di
Kirk. La lama si conficca in una paratia…
Intanto
una delle guardie del seguito elasiano s’introduce furtivamente
in Sala Macchine per sabotare i motori a curvatura. Scoperto, reagisce
spezzando il collo alla solita sfortunata maglietta rossa.
Kirk fa ritorno dalla Dohlman per un secondo incontro sperando di
avere migliore fortuna. Elaan però è ancora rigida sulla
sua posizione e tenta ancora di accoltellare il capitano. Le parole
di Kirk sembrano però questa volta sortire un certo effetto.
La Dohlman pare ammettere le proprie colpe e rivela le proprie paure
ed incertezze. I suoi dolci occhi si bagnano di lacrime. Kirk rimane
colpito dal repentino cambio d’atteggiamento della principessa
lasciandosi intenerire. Con delicatezza le asciuga le gote bagnate
cadendo nel tranello di Elaan. Come rivelato da Petri all’infermiera
Chapel durante il suo soggiorno in infermeria, le lacrime delle donne
elasiane hanno il potere di far innamorare ogni uomo che ne venga
in contatto. Non una credenza, ma una realtà. Kirk ora pare
confuso, annebbiato e soprattutto incapace di ribellarsi al volere
di Elaan. È l’unico episodio in cui è Kirk ad
innamorarsi come uno scolaretto!
Intanto, terminato il sabotaggio, la guardia elasiana tenta di comunicare
con i klingon ma viene intercettato. Scoperto una seconda volta viene
circondato, ma piuttosto che rivelare le sue intenzioni si vaporizza
sottraendo un phaser ad un addetto della Sicurezza.
Scotty scopre ben presto in cosa consiste il sabotaggio: una bomba
è stata inserita nei circuiti di curvatura e i cristalli di
dilitio sono stati disattivati permanentemente. Se l’Enterprise
fosse entrata incurvatura sarebbe miseramente esplosa e comunque senza
dilitio è quasi priva d’energia.
La scaltra Elaan è consapevole di influire attivamente sulle
scelte di Kirk fingendo di provare dei sentimenti per lui. Decisa
a sfuggire al matrimonio che l’attende tenta persino di convincere
Kirk ad usare l’Enterprise per attaccare Troyius e a tornare
su Elas al suo fianco per diventarne il nuovo re. Kirk rifiuta ma
tentenna, confuso dal potere delle lacrime. Il famoso sangue freddo
del più giovane capitano della Flotta Astrale ora ribolle come
quello di un vulcaniano in pieno Ponn Farr. A fatica ritorna in plancia
quando i klingon si fanno sotto avvicinando l’Enterprise. I
klingon non sanno che il complotto è fallito e si aspettano
che l’Enterprise fugga a velocità curvatura vedendoli
arrivare ottenendo così di distruggere l’ammiraglia della
Flotta ed uccidere la Dohlman ponendo fine alle speranza di pace nel
settore.
Kirk
non cade nel tranello ma il suo nemico peggiore è a bordo.
Elaan tenta in ogni modo di influenzare le scelte del capitano al
fine di farsi riportare sul suo pianeta e sembra come sorpresa della
resistenza di Kirk al potere delle sue lacrime. Kirk ri- tentenna
ma non cede, riuscendo sempre a focalizzare la sua attenzione sui
problemi della nave.
I Klingon tornano alla carica facendo fuoco sull’Enterprise
disarmata. Quando ormai sembra che la sorte sia segnata Spock rileva
la presenza sulla nave di una forma d’energia che si trova al
collo della Dohlman. Banali pietre, le definisce Elaan, comuni e prive
di valore su Elas. Si tratta niente di meno che di cristalli di dilitio
grezzi! Ecco spiegato l’interesse dei klingon.
Spock e Scotty si mettono immediatamente al lavoro per sostituire
i cristalli danneggiati senza però avere nessuna garanzia da
fornire al capitano circa la loro reale efficacia. Ma Kirk non si
scoraggia, confida nel suo equipaggio ed in sé stesso e decide
di tendere un tranello ai klingon. Mostrandosi ancora disarmato li
lascia avvicinare quel tanto che basta da danneggiarli seriamente
al punto da renderli inoffensivi.
Elaan rimane sconcertata nel vedere che Kirk sospende l’attacco
quando avrebbe potuto distruggere il nemico ora che era incapace di
difendersi, e soprattutto comprende che nemmeno il potere delle sue
lacrime ha potuto evitarle il destino che l’attende: Kirk ordina
di riprendere la rotta per Troyius dimostrando di essersi liberato
dal condizionamento chimico mentre Elaan apprende una lezione di vita
e stile.
Prima di essere teletrasportata su Troyius, Elaan dona Kirk il proprio
pugnale. Là dove vivrà d’ora in poi non le servirà
più. Un gesto che segna la resa della donna al suo destino
ed alle responsabilità che l’attendono, sconfitta da
un uomo che ha saputo resistere al potere delle lacrime elasiane ma
che le ha anche salvato la vita e sottratto dalla grinfie dei Klingon
il suo pianeta natale.
Il finale è come sempre un divertente siparietto del mitico
trio. Bones si precipita in plancia affermando di avere trovato l’antidoto
alle lacrime elasiane ma Spock frena il suo entusiasmo. Kirk non bisogno
di nessuna medicina, il suo cuore è già saldamente nelle
mani di un’altra donna che nessun fattore chimico potrà
mai sostituire: l’Enterprise!
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