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IL
DUPLICATO
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Il
tema della doppia personalità, del Dottor Jekyll e del Mister
Hyde che è in ognuno di noi, è sempre affascinante.
Poter immaginare di scindere la personalità di un essere umano
separando con cura il Bene dal Male è un’illusione che
affascina e sconvolge nella cruda speranza che il Male sia in qualche
modo un elemento estraneo all’uomo, che in qualche modo possa
essere isolato e se necessario eliminato per sempre.
Ma tutti noi siamo fondamentalmente la somma di entrambe le parti e senza
una di essa non saremmo più noi stessi. Certo va detto che sembra
proprio che il rapporto non sia del 50% fra le due parti. In alcuni prevale
il lato malvagio, in altri quello caritatevole, sta di fatto che nessuno
di noi può dirsi immacolato né allo stesso tempo nessuno
è “cattivo” in senso assoluto. A volte è questione
di punti di vista, altre volte di circostanze.
Sta di fatto che per ogni mortale è sola mera illusione confrontarsi
con il proprio alter ego, mentre per uno come Kirk basta un incidente
con il teletrasporto per ritrovarsi a dover fronteggiare la realtà
di un rivale in tutto e per tutto uguale a lui.
Nell’episodio
della prima stagione intitolato Il Duplicato (The
Enemy Within n°5) Kirk & Co. sbarcano su Alpha 177 per la
solita esplorazione di routine. L’episodio ha inizio sulla superficie
dove uno degli uomini si ferisce accidentalmente e Kirk, visto il
concomitante peggiorare delle condizioni meteorologiche, decide di
tornare a bordo portando con sé il ferito e anche una specie
di cagnolino unicorno, lasciando il resto della squadra scientifica
al lavoro sulla superficie.
Kirk si teletrasporta per ultimo e appena materializzato accusa un malore.
Scotty allora lo accompagna in infermeria abbandonando la sala teletrasporto
incustodita dove pochi istanti dopo un Kirk dal ghigno ferino si materializza
a sua volta.
Il
resto della trama è intuibile. Il Kirk malvagio si aggira per
la nave sconvolgendo chiunque incontri. Il suo opposto dapprima minaccia
McCoy per un bicchiere di brandy sauriano negato e poi si dirige nell’alloggio
dell’attendente Rand, tracannando l’intera bottiglia,
dove tenta, senza troppi giri di parole, di violentarla. La scena
è incredibilmente forte per quei tempi. Il Kirk malvagio è
estremamente rude e violento ma anche decisamente passionale. Afferra
Janice con violenza obbligandola a baciarlo. La Rand è presa
in contropiede ma ben presto si ribella graffiandolo sul volto con
le unghie. Da questo momento sapremo come riconoscere i due Kirk!
Scotty scopre che l’animale trovato su Alpha 177 ha una specie di
copia che si è materializzata in un momento successivo ma che presenta
un’indole decisamente aggressiva tanto che è stato rinchiuso
in una gabbia.
Spock
comprende quindi che qualcosa è andato storto con il teletrasporto
e che ciò che ha duplicato il cane alieno deve avere creato
una copia di Kirk. Il teletrasporto da e per il pianeta è sospeso
fino a nuovi ordini ma intanto sulla superficie la temperatura sta
calando rapidamente e la squadra scientifica, capitanata da Sulu,
rischia il congelamento. Ogni attrezzatura inviata a supporto si duplica
ma perde la sua funzionalità.
Il Kirk Buono, di fronte al complicarsi della situazione, si rende conto
che qualcosa in lui non va. La sua famigerata capacità decisionale,
il suo coraggio e la sua caparbietà sono venute meno in favore
della compassione, della tenerezza e soprattutto della paura. Spock è
duro e crudo come suo solito affermando che persistendo l’attuale
situazione Kirk è inadatto al comando, ma McCoy prende le sue difese
convinto che la Ragione umana possa sopperire a tali mancanze e di confidare
nelle capacità di Kirk di fare fronte alla situazione.
Il
Kirk malvagio viene alla fine catturato grazie alla prima apparizione
della storia della presa al collo vulcaniana esercitata da Spock,
che sorprende il Kirk Malvagio alle spalle (ovvio, no?) un attimo
prima che faccia fuoco con un phaser contro il Kirk Buono, che non
è stato capace di stordirlo per primo convinto di poter convincere
il duplicato ad arrendersi. Fiducia mal riposta perché l’intervento
di Spock è decisivo. Il duplicato è trasportato in infermeria
ed immobilizzato con le cinghie ad un lettino diagnostico.
Spock ipotizza che senza la sua controparte malvagia il Kirk Buono non
potrà mai più comandare in quanto privo del coraggio, della
passione e anche di quel pizzico di irrazionalità umana che spesso
in futuro farà la differenza. Kirk rifiuta di accettare
che la copia malvagia sia parte di lui non riconoscendosi in essa, ma
McCoy, a completare il magico trio, questa volta sostiene la tesi di Spock
aggiungendo che se non si troverà presto una soluzione per rimetterli
insieme i due Kirk saranno destinati alla morte. Non possono sopravvivere
uno senza l’altro.
Intanto la squadra bloccata sul pianeta rischia di morire congelata in
quanto, oltre ai problemi noti di duplicazione, il Kirk Malvagio ha danneggiato
i circuiti del teletrasporto in modo consistente rendendo necessarie lunghe
riparazioni. Spock decide di fare ugualmente un esperimento con il teletrasporto
a mezzo servizio dopo avervi apportato alcune modifiche di sua ideazione,
utilizzando il cane alieno e la sua copia come cavia. L’esperimento
riesce a riunificare l’animale ma quando si rimaterializza sulla
pedana è privo di vita a causa dell’intenso shock subito.
Il Kirk Buono è sconvolto ed incapace di prendere una decisione
definitiva. La confusione mentale, la paura e soprattutto l’incapacità
di decidere stanno prendendo il sopravvento sulla psiche di Kirk. Spock
e McCoy faticano a convincerlo a ritentare ancora per il bene della squadra
su Alpha 177 che sta ormai morendo congelata.
Sulu
effettua un’ultima disperata chiamata all’Enterprise.
Tutti i suoi compagni hanno già perso i sensi ed è consapevole
che probabilmente non riuscirà più a ricontattare la
sua nave. Il suo è un addio che riesce a colpire il cuore particolarmente
ricettivo del Kirk Buono che si decide finalmente a tentare un teletrasporto
con il suo duplicato al fine di trovare una soluzione. Ma il Kirk
Buono è divenuto anche un ingenuo e si reca da solo in infermeria
per proporre il tentativo alla sua copia malvagia la quale, altrimenti
che cattivo sarebbe, si prende gioco della buona fede della sua controparte
per sopraffarlo e fuggire fino alla plancia.
Qui si svolge la scena più coinvolgente dell’intero episodio.
I due Kirk si affrontano, l’uno contro l’altro, mentre l’equipaggio
di plancia li osserva attonito senza intervenire. Il Kirk Malvagio si
vede in trappola ed implora pietà. Vuole vivere, non desidera essere
riunito alla sua metà, desidera un’esistenza propria ed indipendente.
Non vi ricorda un controverso episodio della serie Voyager come Tuvix?
Alla fine entrambe i Kirk si recano in sala teletrasporto per sottoporsi
ad un tentativo di riunificazione che riesce perfettamente. Il “solito”
Kirk scende barcollante dalla pedana, segno che gli accorgimenti di Spock
hanno funzionato. Le prime parole del Kirk riunito sono per la squadra
di sbarco: “Li faccia risalire subito, signor Spock”.
Kirk è tornato e la sua priorità è nuovamente la
nave ed il suo equipaggio.
Sulu e compagni si salvano, come ogni buon lieto fine, Kirk riceve i complimenti
di Spock per come ha gestito la situazione e la Rand viene punzecchiata
da uno Spock dalla personalità non ancora ben definita da Roddenberry
che fa una battuta davvero maschilista e poco vulcaniana a proposito del
Kirk Malvagio:
“In fondo anche l’impostore aveva qualche lato interessante,
non trova, tenente?”
A Spock… ma vaffangulo!
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