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IL MOSTRO DELL'OSCURITA'
Affrontare la recensione di un episodio di Star Trek dopo che il nostro grande redattore Nemo (più che mai Capitano del nostro piccolo Web-Nautilus) ha stabilito nuovi ed impensabili livelli qualitativi e quantitativi è come affrontare la scalata dell’Everest con l’allenamento di un grassone cresciuto con junk food, l’attrezzatura dei primi del novecento di Mallory e soffrendo di vertigini. Ma non bisogna né arrendersi né farsi prendere dall’invidia, semmai cercare di imparare qualcosa al fine di migliorarsi e dare a voi lettori qualcosa che lo faccia rimpiangere il meno possibile.
Il Mostro dell’Oscurità (1a stagione, episodio 26, titolo originale: The Devil in the Dark) rientra nella mia personale Top Five degli episodi della Serie Classica ed è universalmente riconosciuto come uno dei più significativi per il tema che affronta: il pregiudizio.
Al termine ‘pregiudizio’ viene comunemente associata un’accezione negativa, ma in verità ognuno di noi nella vita quotidiana si affida ad una serie sterminata di pre-giudizi, ovvero di valutazioni relativamente a cose, persone o situazioni confezionate istante per istante facendo affidamento al nostro semplice giudizio personale, frutto del binomio fra conoscenza ed esperienza, perché obiettivamente nella vita non c’è tempo né spazio per approfondire ogni situazione o conoscere a fondo qualunque essere umano ci capiti d’incontrare. Il più delle volte questi pre-giudizi ci aiutano a dribblare pericoli, destreggiarci nella vita sociale, semplicemente restare al posto giusto in mezzo al mondo. Nel rapporto con gli altri esseri umani l’elemento principale che ci fornisce i dati necessari a costruire un pregiudizio è sicuramente l’aspetto esteriore. Dal colore della pelle all’abbigliamento, dall’atteggiamento alle espressioni facciali.
Camminando in mezzo alla folla sappiamo individuare, grazie anche al pre-giudizio, intere macrocategorie umane che presentano caratteristiche estetiche o comportamentali che ci permettono, con un ragionevole margine d’errore, di classificarle quanto basta per sapere come affrontarle o per scegliere di evitarle. Il che è molto utile per evitare guai camminando di notte nei pressi di una stazione; ma allo stesso tempo il pregiudizio finisce col costituire una barriera che ci terrà lontani dall’approfondire la condizione umana che si cela dietro una determinata maschera, soprattutto quando è la paura del diverso il motore del pregiudizio. Di fronte al diverso, allo sconosciuto, tutti noi istintivamente entriamo in modalità difensiva proprio perché un pregiudizio atavico, scritto nel nostro DNA, ci mette in allerta e quando veniamo presi dalla paura la nostra cara razionalità il più delle volte va in vacanza e l’isteria prende il sopravvento. L’istinto primario è fuggire altrimenti distruggere, eliminare la minaccia. A volte però le persone affrontano le paure e scoprono realtà sconosciute. E dopo averlo fatto il timore svanisce e si rimane sorpresi.
Su Janus VI gli umani hanno installato da più di cinquant’anni un impianto minerario per l’estrazione del fantomatico ‘pergium’, minerale piuttosto prezioso di cui la Federazione ha costantemente bisogno.
Ma da tre mesi i minatori hanno iniziato misteriosamente a morire, praticamente liquefatti da un essere sconosciuto che si aggira a gran velocità fra i cunicoli scavati della miniera.
Il teaser dell’episodio ci mostra il capo della stazione mineraria, il signor Vanderberg, rassicurare un minatore, tale Schmitter, a cui è stato assegnato il compito di fare la guardia ma che teme di fare l’atroce fine di chi l’ha preceduto. E di fatto, giusto il tempo che Vanderberg e il resto dei minatori si allontanino, che il povero Schmitter si trova ad affrontare qualcosa che lo paralizza dal terrore tanto che non riesce a difendersi con il suo phaser. Sullo schermo appare solo un lembo della creatura che si solleva sopra il capo dello sfortunato minatore, che crepa miseramente emettendo il più classico degli urli agghiaccianti.
Sigla!

L’Enterprise viene inviata per indagare e il mitico trio si teletrasporta nelle viscere del pianeta per un breve briefing con Vanderberg che li mette al corrente della situazione. Da tre mesi, a partire dalle gallerie più profonde man mano a risalire, qualcosa ha iniziato prima a liquefare i macchinari e successivamente a liquefare coloro che erano stati inviati ad indagare. Un misterioso liquido corrosivo di natura ignota è stato ritrovato sul luogo ma nessuno è riuscito a vedere chi o cosa l’ha prodotto. O almeno chi l’ha visto non è sopravvissuto abbastanza a lungo per andare a raccontarlo (Alieni… liquido corrosivo… mmm… mi ricorda qualcosa…)
Sulla scrivania di Vanderberg fa bella mostra una sfera perfetta che incuriosisce Spock che la definisce una rarità geologica composta da ‘silicone’ puro. Già, avete letto bene, silicone… proprio quello della tizia nuda nell’acquario in un famoso spot pubblicitario… Purtroppo nel doppiaggio italiano, come spesso capita ancora oggi, il termine inglese ‘silicon’ anziché essere tradotto come dovrebbe in ‘silicio’, diventa silicone, che tutto è tranne un minerale. E per tutto l’episodio sentiremo parlare di silicone manco fossimo nello studio di Nip&Tuck.
Mentre Kirk è nell’ufficio dell’amministratore capo un’altra sentinella viene fritta. La creatura sembra sapere cosa fa e pare avere l’obiettivo di sterminare o scacciare i minatori. Attacca con i suoi acidi il reattore principale mettendo fuori uso la pompa di raffreddamento, un particolare di cui non c’è ricambio soprattutto perché l’impianto è piuttosto vecchio e pezzi come quello non se ne fabbricano più da anni.
A quel punto per Spock è logico che si trovino di fronte ad una forma di vita senziente ed ipotizza che questo essere non presenti una struttura cellulare a base carbonio come la maggior parte degli alieni della galassia, bensì a base silicea, suscitando lo stupore di McCoy che obietta ritenendo impossibile lo sviluppo psichico di un simile essere.
Spock inoltre ritiene che vi sia una correlazione fra le sfere di silicio ritrovate a grande profondità e la comparsa della creatura ma preferisce non pronunciarsi prima di avere approfondito la faccenda.

Kirk passa all’azione dapprima ordinando a Scotty di trovare un modo per riparare l’impianto per la generazione d’energia e poi sguinzagliando i suoi uomini a guardia delle caverne armati con phaser di tipo due, molto più potenti del tipo uno di cui sono dotati i minatori. Ma questo non è sufficiente ad evitare che la classica maglietta rossa finisca liquefatta. Spock e Kirk accorrono e sorprendono la creatura sul luogo del delitto. Fanno fuoco con i phaser e riescono a ferire la creatura che fugge a gran velocità nelle profondità del pianeta lasciando dietro di sé un lembo della sua corazza che risulta essere composta da asbesto (amianto).
Spock dopo un’analisi del pianeta con il tricorder arriva a supporre che la creatura che li ha assaliti sia l’ultima della sua specie e che ucciderla sarebbe un crimine contro la Scienza (La scienza? Altri tempi gli anni sessanta!) lasciando un po’ contrariato Kirk a cui della Scienza non gliene è mai importato molto.

Kirk: “Anche se è l’ultimo dovrà morire!”

Il contrasto di vedute fra Spock e Kirk emerge chiaramente durante il briefing con gli addetti della sicurezza. Kirk smentisce pubblicamente Il vulcaniano il quale aveva ipotizzato la possibilità di catturare viva la creatura ribadendo chiaramente che è sua intenzione farla secca e chiudere la questione senza rischiare altre vite. A questo punto c’è una scena divertente che alleggerisce il clima tetro dell’episodio. Kirk, per ripicca, vuole spedire Spock a fare da aiutante a Scotty ma Spock si oppone adducendo che l’ingegnere capo dell’Enterprise è più qualificato per tenere sotto controllo il generatore. Allora Kirk ribatte dicendo che non è saggio che il capitano ed il suo vice si espongano contemporaneamente al rischio della missione:

Spock: ”Le probabilità contrarie ad una eventuale nostra eliminazione sono duemiladuecentoventotto virgola sette contro una!”

Sul volto di Kirk compare dapprima del puro stupore e poi un ghigno beffardo. Come opporsi a tanta determinazione e soprattutto come mettere in dubbio il calcolo del vulcaniano?
La riparazione di fortuna di Scotty cede di schianto ed il generatore cessa di funzionare. Kirk ordina allora l’evacuazione della miniera ma Vanderberg si oppone e pretende che una squadra di persone fidate rimanga sul pianeta. Kirk ha solo dieci ore prima che venga a mancare l’ossigeno e decide di non sprecare tempo con inutili trattative. Accontenta Vanderberg e in coppia con Spock si mette alla caccia della creatura.
Ad un certo punto i due sono costretti a separarsi per imboccare due diversi tunnel scavati di fresco. Kirk in fondo al suo tunnel si trova bloccato da un crollo improvviso della volta all’interno di una camera di roccia. Mentre comunica a Spock di essere incolume fa l’ingresso nella camera la creatura. Il crollo è stata causato di proposito con lo scopo di intrappolare il capitano. Kirk minaccia con il phaser quella che sembra una pizza rovesciata sul pavimento e che dopo l’esperienza precedente si tiene a distanza e tentenna. Curiosamente Spock, che fino a poco prima sottolineava l’importanza di preservare la creatura in quanto esemplare unico, suggerisce veementemente a Kirk via comunicatore di non esitare e di ucciderla, ma il capitano resta immobile convinto che non verrà assalito. Spock raggiunge il capitano da un tunnel periferico. I due sono ora di  fronte alla mostruosa creatura che sembra osservarli ma incapaci però di comunicare. Spock allora suggerisce di utilizzare la tecnica della fusione mentale vulcaniana per tentare un contatto telepatico ma appena approccia un tentativo a distanza di sicurezza il vulcaniano percepisce ondate di puro dolore ed è costretto ad interrompere nonostante il suo addestramento mentale.
Il breve e doloroso contatto telepatico permette a Spock di comprendere che la creatura non ha intenzioni malevole, ma sta soffrendo molto a causa delle ferite da phaser e che il suo nome è Horta. In quel momento l’Horta, utilizzando gli acidi che emette in quantità incide una scritta in caratteri latini sulla roccia dimostrando una volta di più di avere doti intellettive superiori.

Horta: “No kill I” (Non uccidere io)

Kirk intuisce che deve trovare il modo di guadagnarsi la fiducia dell’Horta quindi ordina a McCoy di fare un tentativo per curare l’Horta anche se le conoscenze mediche di Bones su una forma di vita silicea sono praticamente nulle.
Inoltre Kirk desidera maggiori informazioni sui motivi che hanno spinto l’essere ad attaccare gli esseri umani e propone a Spock di proseguire con la fusione mentale anche se questo obbligherà il vulcaniano ad un contatto fisico con l’acido che ricopre l’Horta.

Spock: “Assassinio! I mille demoni! L’eternità finisce! E le stanze del Tempo…l’altare di domani! Assassinio! Fermatelo! Uccidete! Indietro! Mostri!”

Queste le parole sconnesse che fuoriescono da uno Spock in trance da fusione mentale che appaiono del tutto incomprensibili a Kirk ed al sopraggiunto McCoy il quale è esterrefatto e soprattutto non ha idea di cosa fare con una creatura che pare fatta di pietra.

McCoy: “Sono un dottore non un muratore!”

Ma Kirk non sente ragioni. È sicuro che alla fine Bones troverà una soluzione.
Intanto Spock prosegue la sua fusione e approfondisce il contatto con l’Horta venendo in contatto con il dolore profondo che la creatura prova per la perdita dei propri cuccioli. L’Horta, per mezzo di Spock, indica a Kirk la via per una stanza scavata nella roccia dove il capitano ritrova centinaia di sfere identiche a quella che faceva da soprammobile nell’ufficio di Vanderberg ma aperte in due come uova di pasqua, completamente cave all’interno. Si tratta di uova sì, ma non di cioccolata. Uova di Horta. I minatori le hanno distrutte durante le operazioni di scavo alla ricerca del pergium uccidendo inconsapevolmente la progenie dell’Horta che ha quindi reagito solamente per difendere la propria specie.
Vanderberg con i suoi uomini fanno irruzione nella camera dove si trova la Horta ferita pronti a darle il colpo di grazia ma Kirk impone loro di fermarsi, lasciando che Spock spieghi la situazione. La razza degli Horta si estingue in un ciclo di cinquantamila anni, tutti gli esemplari muoiono tranne uno che resta a guardia della nuova generazione per fare successivamente loro da madre. L’Horta non è un essere aggressivo e avrebbero anche ben tollerato gli umani se questi non avessero messo a repentaglio l’esistenza stessa della razza. Come prova Kirk riconsegna all’amministratore capo la pompa del generatore che è stata sottratta e non distrutta. I minatori sembrano comunque poco convinti all’idea che presto migliaia di Horta scorrazzeranno per le miniere ma Kirk propone di trovare un accordo: in fondo le Horta sono i migliori minatori dell’Universo no?
E per chiudere il cerchio del lieto fine McCoy ha trovato un modo per curare l’Horta con del calcestruzzo termico. Muratore no ma poco ci manca…

L’episodio si conclude con Kirk tornato in plancia che si mette in contatto con Vanderberg per un’ultima volta per un aggiornamento della situazione. I piccoli Horta sono già all’opera, grazie a loro nuovi giacimenti di pergium e altri minerali sono stati scoperti in breve tempo. Kirk profetizza che di questo passo i minatori diverranno molto ricchi (ma il denaro non…? Nella Classica non è sempre chiaro se l’Umanità sia veramente riuscita a liberarsi dalla schiavitù della ricerca della ricchezza). Uno solo appunto da parte di Vanderberg:

Vanderberg: “Dovremo abituarci al fatto che hanno un aspetto rivoltante”
Spock: ”Strano, quello che Vanderberg ha detto degli Horta è esattamente quello che l’Horta ha detto a me. Trovava le figure umane rivoltanti, ma pensava di potersi abituare”

Il tema del pregiudizio, in questo caso superato seppur al prezzo della vita di cinquanta minatori, ritorna infine a chiudere l’episodio. L’aspetto orripilante per noi dell’Horta trova il suo opposto nella consapevolezza che nemmeno noi umani siamo le sette bellezze per i canoni estetici dell’alieno. Fino a che la paura e l’ignoranza l’uno dell’altro li ha tenuti separati, umani e horta si sono combattuti aspramente incapaci di comprendersi, di realizzare quanto avrebbero potuto essere utili vicendevolmente.
I pregiudizi di per sé non sono un male, il difficile è capire quando è il momento giusto per metterli da parte.

Infine, ultima chicca: Kirk è rimasto colpito da come l’Horta abbia affascinato il suo ufficiale scientifico al punto che gli è parso di intravedere nel vulcaniano un accenno di umana passione:

Kirk: “Sa cosa mi piace di lei più di tutto signor Spock? Il fatto che sta diventando ogni giorno più umano”
Spock: ”Prego!? Capitano non mi è mai piaciuto farmi insultare”
 
Sigla!

Un momento e i link?
Che link?
Essì cavolo! I link! Nemo alla fine di ogni articolo ne mette una caterva! E tutti i riferimenti bibliografici!
È troppo per me e poi se volete dei link andate su un motore di ricerca no? Sono un redattore non Wikipedia!
Al mese prossimo!


 

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