L’Enterprise
viene inviata per indagare e il mitico trio si teletrasporta nelle
viscere del pianeta per un breve briefing con Vanderberg che li
mette al corrente della situazione. Da tre mesi, a partire dalle
gallerie più profonde man mano a risalire, qualcosa ha iniziato
prima a liquefare i macchinari e successivamente a liquefare coloro
che erano stati inviati ad indagare. Un misterioso liquido corrosivo
di natura ignota è stato ritrovato sul luogo ma nessuno è
riuscito a vedere chi o cosa l’ha prodotto. O almeno chi l’ha
visto non è sopravvissuto abbastanza a lungo per andare a
raccontarlo (Alieni… liquido corrosivo… mmm…
mi ricorda qualcosa…)
Sulla scrivania di Vanderberg fa bella mostra una sfera perfetta
che incuriosisce Spock che la definisce una rarità geologica
composta da ‘silicone’ puro. Già, avete letto
bene, silicone… proprio quello della tizia nuda nell’acquario
in un famoso spot pubblicitario… Purtroppo nel doppiaggio
italiano, come spesso capita ancora oggi, il termine inglese ‘silicon’
anziché essere tradotto come dovrebbe in ‘silicio’,
diventa silicone, che tutto è tranne un minerale. E per tutto
l’episodio sentiremo parlare di silicone manco fossimo nello
studio di Nip&Tuck.
Mentre Kirk è nell’ufficio dell’amministratore
capo un’altra sentinella viene fritta. La creatura sembra
sapere cosa fa e pare avere l’obiettivo di sterminare o scacciare
i minatori. Attacca con i suoi acidi il reattore principale mettendo
fuori uso la pompa di raffreddamento, un particolare di cui non
c’è ricambio soprattutto perché l’impianto
è piuttosto vecchio e pezzi come quello non se ne fabbricano
più da anni.
A quel punto per Spock è logico che si trovino di fronte
ad una forma di vita senziente ed ipotizza che questo essere non
presenti una struttura cellulare a base carbonio come la maggior
parte degli alieni della galassia, bensì a base silicea,
suscitando lo stupore di McCoy che obietta ritenendo impossibile
lo sviluppo psichico di un simile essere.
Spock inoltre ritiene che vi sia una correlazione fra le sfere di
silicio ritrovate a grande profondità e la comparsa della
creatura ma preferisce non pronunciarsi prima di avere approfondito
la faccenda.
Kirk
passa all’azione dapprima ordinando a Scotty di trovare un
modo per riparare l’impianto per la generazione d’energia
e poi sguinzagliando i suoi uomini a guardia delle caverne armati
con phaser di tipo due, molto più potenti del tipo uno di
cui sono dotati i minatori. Ma questo non è sufficiente ad
evitare che la classica maglietta rossa finisca liquefatta. Spock
e Kirk accorrono e sorprendono la creatura sul luogo del delitto.
Fanno fuoco con i phaser e riescono a ferire la creatura che fugge
a gran velocità nelle profondità del pianeta lasciando
dietro di sé un lembo della sua corazza che risulta essere
composta da asbesto (amianto).
Spock dopo un’analisi del pianeta con il tricorder arriva
a supporre che la creatura che li ha assaliti sia l’ultima
della sua specie e che ucciderla sarebbe un crimine contro la Scienza
(La scienza? Altri tempi gli anni sessanta!) lasciando un po’
contrariato Kirk a cui della Scienza non gliene è mai importato
molto.
Kirk:
“Anche se è l’ultimo dovrà morire!”
Il
contrasto di vedute fra Spock e Kirk emerge chiaramente durante
il briefing con gli addetti della sicurezza. Kirk smentisce pubblicamente
Il vulcaniano il quale aveva ipotizzato la possibilità di
catturare viva la creatura ribadendo chiaramente che è sua
intenzione farla secca e chiudere la questione senza rischiare altre
vite. A questo punto c’è una scena divertente che alleggerisce
il clima tetro dell’episodio. Kirk, per ripicca, vuole spedire
Spock a fare da aiutante a Scotty ma Spock si oppone adducendo che
l’ingegnere capo dell’Enterprise è più
qualificato per tenere sotto controllo il generatore. Allora Kirk
ribatte dicendo che non è saggio che il capitano ed il suo
vice si espongano contemporaneamente al rischio della missione:
Spock:
”Le probabilità contrarie ad una eventuale nostra eliminazione
sono duemiladuecentoventotto virgola sette contro una!”
Sul
volto di Kirk compare dapprima del puro stupore e poi un ghigno
beffardo. Come opporsi a tanta determinazione e soprattutto come
mettere in dubbio il calcolo del vulcaniano?
La
riparazione di fortuna di Scotty cede di schianto ed il generatore
cessa di funzionare. Kirk ordina allora l’evacuazione della
miniera ma Vanderberg si oppone e pretende che una squadra di persone
fidate rimanga sul pianeta. Kirk ha solo dieci ore prima che venga
a mancare l’ossigeno e decide di non sprecare tempo con inutili
trattative. Accontenta Vanderberg e in coppia con Spock si mette
alla caccia della creatura.
Ad un certo punto i due sono costretti a separarsi per imboccare
due diversi tunnel scavati di fresco. Kirk in fondo al suo tunnel
si trova bloccato da un crollo improvviso della volta all’interno
di una camera di roccia. Mentre comunica a Spock di essere incolume
fa l’ingresso nella camera la creatura. Il crollo è
stata causato di proposito con lo scopo di intrappolare il capitano.
Kirk minaccia con il phaser quella che sembra una pizza rovesciata
sul pavimento e che dopo l’esperienza precedente si tiene
a distanza e tentenna. Curiosamente Spock, che fino a poco prima
sottolineava l’importanza di preservare la creatura in quanto
esemplare unico, suggerisce veementemente a Kirk via comunicatore
di non esitare e di ucciderla, ma il capitano resta immobile convinto
che non verrà assalito. Spock raggiunge il capitano da un
tunnel periferico. I due sono ora di fronte alla mostruosa
creatura che sembra osservarli ma incapaci però di comunicare.
Spock allora suggerisce di utilizzare la tecnica della fusione mentale
vulcaniana per tentare un contatto telepatico ma appena approccia
un tentativo a distanza di sicurezza il vulcaniano percepisce ondate
di puro dolore ed è costretto ad interrompere nonostante
il suo addestramento mentale.
Il breve e doloroso contatto telepatico permette a Spock di comprendere
che la creatura non ha intenzioni malevole, ma sta soffrendo molto
a causa delle ferite da phaser e che il suo nome è Horta.
In quel momento l’Horta, utilizzando gli acidi che emette
in quantità incide una scritta in caratteri latini sulla
roccia dimostrando una volta di più di avere doti intellettive
superiori.
Horta:
“No kill I” (Non uccidere io)
Kirk
intuisce che deve trovare il modo di guadagnarsi la fiducia dell’Horta
quindi ordina a McCoy di fare un tentativo per curare l’Horta
anche se le conoscenze mediche di Bones su una forma di vita silicea
sono praticamente nulle.
Inoltre Kirk desidera maggiori informazioni sui motivi che hanno
spinto l’essere ad attaccare gli esseri umani e propone a
Spock di proseguire con la fusione mentale anche se questo obbligherà
il vulcaniano ad un contatto fisico con l’acido che ricopre
l’Horta.
Spock:
“Assassinio! I mille demoni! L’eternità finisce!
E le stanze del Tempo…l’altare di domani! Assassinio!
Fermatelo! Uccidete! Indietro! Mostri!”
Queste
le parole sconnesse che fuoriescono da uno Spock in trance da fusione
mentale che appaiono del tutto incomprensibili a Kirk ed al sopraggiunto
McCoy il quale è esterrefatto e soprattutto non ha idea di
cosa fare con una creatura che pare fatta di pietra.
McCoy:
“Sono un dottore non un muratore!”
Ma
Kirk non sente ragioni. È sicuro che alla fine Bones troverà
una soluzione.
Intanto Spock prosegue la sua fusione e approfondisce il contatto
con l’Horta venendo in contatto con il dolore profondo che
la creatura prova per la perdita dei propri cuccioli. L’Horta,
per mezzo di Spock, indica a Kirk la via per una stanza scavata
nella roccia dove il capitano ritrova centinaia di sfere identiche
a quella che faceva da soprammobile nell’ufficio di Vanderberg
ma aperte in due come uova di pasqua, completamente cave all’interno.
Si tratta di uova sì, ma non di cioccolata. Uova di Horta.
I minatori le hanno distrutte durante le operazioni di scavo alla
ricerca del pergium uccidendo inconsapevolmente la progenie dell’Horta
che ha quindi reagito solamente per difendere la propria specie.
Vanderberg con i suoi uomini fanno irruzione nella camera dove si
trova la Horta ferita pronti a darle il colpo di grazia ma Kirk
impone loro di fermarsi, lasciando che Spock spieghi la situazione.
La razza degli Horta si estingue in un ciclo di cinquantamila anni,
tutti gli esemplari muoiono tranne uno che resta a guardia della
nuova generazione per fare successivamente loro da madre. L’Horta
non è un essere aggressivo e avrebbero anche ben tollerato
gli umani se questi non avessero messo a repentaglio l’esistenza
stessa della razza. Come prova Kirk riconsegna all’amministratore
capo la pompa del generatore che è stata sottratta e non
distrutta. I minatori sembrano comunque poco convinti all’idea
che presto migliaia di Horta scorrazzeranno per le miniere ma Kirk
propone di trovare un accordo: in fondo le Horta sono i migliori
minatori dell’Universo no?
E per chiudere il cerchio del lieto fine McCoy ha trovato un modo
per curare l’Horta con del calcestruzzo termico. Muratore
no ma poco ci manca…
L’episodio
si conclude con Kirk tornato in plancia che si mette in contatto
con Vanderberg per un’ultima volta per un aggiornamento della
situazione. I piccoli Horta sono già all’opera, grazie
a loro nuovi giacimenti di pergium e altri minerali sono stati scoperti
in breve tempo. Kirk profetizza che di questo passo i minatori diverranno
molto ricchi (ma il denaro non…? Nella Classica non è
sempre chiaro se l’Umanità sia veramente riuscita a
liberarsi dalla schiavitù della ricerca della ricchezza).
Uno solo appunto da parte di Vanderberg:
Vanderberg:
“Dovremo abituarci al fatto che hanno un aspetto rivoltante”
Spock: ”Strano, quello che Vanderberg ha detto degli Horta
è esattamente quello che l’Horta ha detto a me. Trovava
le figure umane rivoltanti, ma pensava di potersi abituare”
Il
tema del pregiudizio, in questo caso superato seppur al prezzo della
vita di cinquanta minatori, ritorna infine a chiudere l’episodio.
L’aspetto orripilante per noi dell’Horta trova il suo
opposto nella consapevolezza che nemmeno noi umani siamo le sette
bellezze per i canoni estetici dell’alieno. Fino a che la
paura e l’ignoranza l’uno dell’altro li ha tenuti
separati, umani e horta si sono combattuti aspramente incapaci di
comprendersi, di realizzare quanto avrebbero potuto essere utili
vicendevolmente.
I pregiudizi di per sé non sono un male, il difficile è
capire quando è il momento giusto per metterli da parte.
Infine,
ultima chicca: Kirk è rimasto colpito da come l’Horta
abbia affascinato il suo ufficiale scientifico al punto che gli
è parso di intravedere nel vulcaniano un accenno di umana
passione:
Kirk:
“Sa cosa mi piace di lei più di tutto signor Spock?
Il fatto che sta diventando ogni giorno più umano”
Spock: ”Prego!? Capitano non mi è mai piaciuto
farmi insultare”
Sigla!
Un
momento e i link?
Che link?
Essì cavolo! I link! Nemo alla fine di ogni articolo ne mette
una caterva! E tutti i riferimenti bibliografici!
È troppo per me e poi se volete dei link andate su un motore
di ricerca no? Sono un redattore non Wikipedia!
Al mese prossimo!